Riciclabili, durevoli e facili da smaltire: la nuova ondata delle collezioni hi-tech e sostenibili
Cassina e Zanotta con le riedizioni; Arper, Driade, Flexform, Magis, Natuzzi e molti altri con nuovi prodotti: entrano in scena materie prime utilizzate nel rispetto dell'ambiente e materiali di ultima generazione finalizzati a ridurre le emissioni e al risparmio energetico
di Antonella Galli
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Se molti produttori di arredi si stanno orientando verso la sostenibilità, da parte degli acquirenti (consumatori è un termine che presto cadrà in disuso) è richiesta una sempre maggiore consapevolezza sul tema. Dato per acquisito che oggi molto si può fabbricare in maniera sostenibile, quali sono gli elementi basilari per valutare la sostenibilità di sedie, poltrone e divani? La riciclabilità dei materiali, certamente, ma anche lo smaltimento a fine vita e, non ultima, la durabilità. Tre fattori che contraddistinguono molti prodotti di ultima generazione, che non mancano di bellezza e creatività e assicurano scelte rispettose per l’ambiente.
A cominciare dalle icone del design rieditate in versione green. Ha iniziato Zanotta con la poltrona Sacco, creata dai giovani architetti Gatti, Paolini e Teodoro nel 1968, un periodo di grande sviluppo dei materiali plastici. Lo spirito sperimentale che caratterizzò quell’epoca ha spinto l’azienda a proporre «Sacco Goes Green», una versione sostenibile (per ora in edizione limitata) con l’involucro in filo di nylon 100%, derivato dal recupero di reti da pesca e plastica dai fondali marini, riempito di BioFoam, una bioplastica compostabile ottenuta dalla canna da zucchero.
Anche Cassina attinge dal suo archivio rileggendo in chiave sostenibile Soriana, il sistema di poltrone e divani progettato da Afra e Tobia Scarpa nel 1969, in cui l’imbottitura generosa, contenuta da una morsa metallica, costituisce la struttura stessa della seduta. Un inno all’informalità di quegli anni, una collezione molto ricercata dagli interior designer, che oggi potranno utilizzarla nella versione sostenibile (foto a pagina 6): l’originale struttura in poliuretano è stata sostituita da BioFoam e l’imbottitura realizzata in fibra ricavata da Pet riciclato al 100% proveniente da Plastic Bank, l’organizzazione dei Paesi in via di sviluppo per il recupero di rifiuti plastici.
Driade, da parte sua, ha lanciato la collezione «Black is the new Green», in cui sedie e poltrone iconiche dell’azienda sono proposte in plastica riciclata: tra queste, la seduta Nemo di Fabio Novembre, dallo schienale a forma di volto umano, ora con uno sguardo più consapevole.
L’architetto Antonio Citterio ha invece rivolto il suo pensiero alla naturalità e alla tradizione: per Flexform ha progettato Tessa, una comoda poltrona lounge con la scocca in massello di noce canaletto tornito, con gli incastri eseguiti secondo tradizione ebanistica, mentre seduta e schienale sono in paglia di fiume intrecciata. Raccolta lungo il corso dei fiumi e lavorata manualmente, quest’erba spontanea restituisce un filato di prima qualità che conferisce a Tessa la poesia della memoria e, al contempo, ne garantisce una lunga durata.


