Campania

Rifiuti, Cedu condanna Italia per non aver protetto abitanti Terra dei Fuochi: aumentati i tassi di cancro

L’area campana - dove vivono 2,9 milioni di persone - è stata coinvolta nei decenni scorsi nell’interramento di rifiuti tossici

Una veduta aerea mostra il cantiere di un biodigestore, impianto destinato al trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata, nell’area agricola denominata terra degli incendi “Terra dei Fuochi”, ad Acerra vicino a Napoli, il 28 gennaio 2025. (Foto di Andreas Solaro/ Afp)

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Le autorità italiane “non hanno adottato misure” per proteggere gli abitanti della Terra dei Fuochi, in Campania.

Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu).

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I ricorrenti, si legge nella sentenza, erano 41 cittadini italiani residenti nelle province di Caserta e Napoli e cinque organizzazioni con sede in Campania.

Il caso “riguarda lo scarico, l’interramento e l’incenerimento di rifiuti, spesso effettuati da gruppi criminali organizzati, in alcune zone della Terra dei Fuochi, dove vivono circa 2,9 milioni di persone.

Nell’area interessata è stato registrato un aumento dei tassi di cancro e dell’inquinamento delle falde acquifere”.

“Facendo riferimento agli articoli 2 (diritto alla vita) e 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”, si legge, “i ricorrenti lamentano, in particolare, che le autorità italiane erano a conoscenza della situazione, ma non hanno adottato misure per proteggerli dello smaltimento, dall’interramento e dell’incenerimento illegali di rifiuti pericolosi nel loro territorio, e che le stesse autorità non hanno fornito loro alcuna informazione in merito”.

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