Finanza ed energia

Rinnovabili, qual è la comunità energetica ideale? Quella industriale

Emerge da uno studio di Social Impact Agenda per l’Italia. Analizzati anche gli strumenti della finanza a impatto per sostenere il settore

È stata conclusa a tempo di record, alla vigilia del Giubileo, la nuova copertura vetrata fotovoltaica del Cortile delle Corazze all'ingresso dei Musei Vaticani, 20 dicembre 2024. 
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Gli investimenti finalizzati a generare impatto sociale e ambientale positivo e misurabile, producendo al tempo stesso un ritorno economico per gli investitori, possono essere un acceleratore importante per lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer). È quanto emerge dalla ricerca “Comunità Energetiche Rinnovabili a impatto. Modelli e strumenti di impact investing per la transizione giusta”, promossa da Social Impact Agenda per l’Italia con il contributo di Amundi, Coopfond, Gruppo Cooperativo Cgm e Intesa Sanpaolo, realizzato da Bip in partnership con AzzeroCO2, BonelliErede, ESTÀ, Kyoto Club.

La comunità energetica più efficace

Lo studio identifica e approfondisce le soluzioni di investimento e finanziamento a impatto più efficaci all’interno del contesto delle Cer, attraverso un’analisi basata sul confronto con diversi stakeholder e sullo studio di esperienze in corso in tutta Italia. Sono stati inizialmente identificati gli elementi caratterizzanti delle Comunità energetiche rinnovabili, dalla configurazione giuridica a quella tecnologia e di business e, in secondo luogo, gli strumenti di impact investing più rilevanti in ambito Cer e le metodologie per la misurazione degli impatti ambientali e sociali.

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Le interviste a operatori finanziari e ai protagonisti delle associazioni di categoria, della Pubblica Amministrazione, enti di ricerca e del Terzo Settore, combinata alle simulazioni tecnico-economiche delle Cer di diverse configurazioni, ha consentito tanto l’identificazione di opportunità e criticità qualitative dell’adozione di pratiche di impact investing nell’ambito dei progetti Cer quanto la definizione delle Cer idealtipo, caratterizzate da un modello economico-finanziario remunerativo e capace di generare un valore positivo per la comunità sia in termini ambientali che sociali: Cer industriali, a trazione pubblica, a trazione del terzo settore/ente religioso, di soli cittadini, mista.

«Lo studio – spiega Anna Voltolini, segretaria generale di Social Impact Agenda per l’Italia – si propone di identificare l’idealtipo più attrattivo per la finanza a impatto, analizzando la sostenibilità giuridica, economica e sociale. Le comunità energetiche rinnovabili industriali si posizionano al primo posto, seguite da quelle a trazione pubblica e da quelle a quelle a trazione del terzo settore: si dimostrano sostenibili nel tempo e capaci di generare impatto maggiore sui territori in cui operano. Le più deboli, invece, sono quelle di soli cittadini, mancano basi di governance».

Strumenti di impact investing

Lo studio ha anche identificato gli strumenti di impact investing ad alto potenziale di compatibilità con le Cer idealtipo individuate, i cui criteri di allineamento considerano: la capacità economica, la robustezza giuridico-finanziaria, la natura e gli obiettivi del soggetto beneficiario e del soggetto finanziatore e i requisiti dello strumento finanziario. Tra i più promettenti emergono l’equity tramite fondo infrastrutturale e il crowdfunding. Inoltre, è stato proposto un modello per la misurazione di impatto che abbina a ciascuna categoria il rispettivo obiettivo di sviluppo sostenibile per il quale è atteso il più rilevante contributo, così da offrire l’opportunità di valutare quali tra gli indicatori proposti risultino siano in linea con il proprio scopo, i propri membri centrali per numerosità, il ruolo ricoperto nella Cer ed eventuali requisiti di misurazione dell’impatto a cui la Cer è soggetta.

«Misurare l’impatto è un tema fondamentale – aggiunge Voltolini -, per questo abbiamo definito metodologie standardizzate che tengono in considerazione gli elementi energetici e sociali da valutare. Lo scopo era quello di individuare indicatori capaci di offrire agli stakeholder risultati concreti nel tempo. La ricerca analizza la prospettiva degli investimenti a impatto, in crescita in tutta Europa, in relazione al tema della Cer, considerando criticità e opportunità».

Raccomandazioni per la finanza

Lo studio si completa con alcune raccomandazioni per gli operatori finanziari, chiamati a seguire attivamente lo sviluppo delle Cer fin dalle fasi iniziali di creazione e fornire supporto nella definizione dei suoi flussi di cassa, premiando la solidità come elemento di bancabilità, costruire partnership che coinvolgano tecnici con competenze relative al settore energetico, ma anche alla gestione e alla governance, creando sinergie in grado di rispondere alle molteplici sfide insite nelle Cer, promuovere soluzioni di engagement e sensibilizzazione dei membri verso comportamenti di consumo orientati all’energia rinnovabile prodotta dagli impianti, adottare strumenti finanziari ad hoc per le comunità energetiche, che sappiano valorizzare la generazione di valore sociale e ambientale di questi soggetti.

Un ruolo di primo piano spetta alla Pubblica amministrazione e al Gse, il Gestore dei Servizi Energetici. La prima sfida è quella della semplificazione, ma a loro spetta anche il compito di sostenere la comprensione, l’interpretazione e la capacità di recepimento della normativa al fine di promuovere la costituzione di nuove Cer e facilitarne la corretta gestione amministrativa. E ancora: valorizzare i progetti Cer nell’ambito delle strategie di riferimento di decarbonizzazione, di sostenibilità ambientale o di valorizzazione del territorio, in modo da promuoverne la scalabilità e stabilizzarne il trend di crescita e il relativo indotto; promuovere iniziative di engagement e sensibilizzazione della popolazione e degli stakeholder coinvolti; operare come membro di una Cer facilitando una gestione legale e amministrativa semplificata; fornire linee guida sui Kpi di impatto ambientale, sociale ed economico da monitorare e rendicontare nei progetti Cer, garantendo coerenza con la rendicontazione di impatti già in atto per altre attività di interesse pubblico; agire come attore abilitante per l’accesso della Cer a finanziamenti privati, per esempio attraverso la partecipazione a iniziative di partnership pubblico-privata.

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