Ripopolare le terre alte, sei Comuni in rete
La pandemia e il cambiamento climatico rilanciano l'offerta dei Paesi montani in cerca di nuovi residenti: un sito racconta l'offerta di servizi e alloggi ma anche le opportunità di abitare lontano dai centri urbani lavorando con lo smartworking
di Barbara Ganz
4' min read
4' min read
«Il valore di questo territorio è dato dalla fortuna di uscire di casa e incontrare degli animali nei boschi, poter respirare l’odore dei ciclamini, osservare un cielo stellato, e, quando arriva l’inverno, cogliere l’odore dei camini accesi che si amalgama con quello della neve sui monti circostanti. D’estate invece è un trionfo di colori e di ciclisti, che animano le vie del paese».
Resiutta, antica Statium Romana, 316 metri di altitudine e 268 abitanti, si presenta così nel materiale che si sta predisponendo e che dovrà servirle a conquistare nuovi residenti. È questa - insieme a Tramonti di Sotto, Stregna, Savogna, Comeglians e Val Resia - una delle “piccole comunità accoglienti” che, dal portale ”Vieni a vivere in montagna”, cercano di rilanciarsi e aumentare la propria popolazione.
Ma non si tratta di “svendere” le proprie case a un euro: non c’è la volontà di svalutare il proprio patrimonio, né quello del vicino. E non è nemmeno un progetto turistico: qui si guarda a nuovi abitanti, stabili, che apprezzino il capitale delle piccole comunità accoglienti, quello sociale (persone, relazioni), quello ambientale, quello culturale che qui abbondano. Perché gli anni del Covid hanno rimesso al centro l’esigenza di trovare una qualità di vita migliore. Non solo: anche il cambiamento climatico sta portando a rivedere alcune scelte legate alla residenza e a rivalutare le terre alte.
Dunque a chi parla questo progetto?
«A chi sa di poter lavorare anche da remoto, e cerca un luogo dove vivere con la famiglia lontano dai grandi centri urbani. A chi ha sofferto il caldo delle ultime estati in città.

