Riso, pesa l’invenduto: a fine campagna oltre 120mila tonnellate ancora nei silos
Le giacenze extra aggravano le difficoltà del settore in un’annata in cui alla pressione dell’import a basso costo si è aggiunto il mancato sostegno della domanda industriale
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Otto punti percentuali costituiscono una massa critica rilevante. E su una disponibilità di oltre 1,4 milioni di tonnellate – quella di risone targato 2025-26 – corrispondono a un ammontare superiore a 100mila tonnellate. Il riferimento è al quantitativo ancora presente nei silos dei risicoltori italiani, volume che riflette nella mole di quest’anno le condizioni di difficoltà del settore, al termine di una campagna priva di un adeguato sostegno della domanda industriale e soggetta alla pressione concorrenziale dei risi di importazione.
A tirare le somme è l’Ente nazionale risi (Enr) che stima un ending stock di oltre 120mila tonnellate. Una rimanenza extra large che andrà ad aggiungersi al nuovo raccolto, prevedibilmente più scarso – stando al consenso degli analisti – a seguito delle criticità climatiche di quest’estate.
Sono numeri che si inseriscono in un contesto contraddistinto da bassi prezzi e da un prevalente mood negativo tra i risicoltori, al termine, peraltro, di una stagione rivelatasi particolarmente complessa anche sul piano agronomico. Caldo estremo, siccità e grandinate hanno colpito diversi distretti del nord Italia, determinando problemi soprattutto nelle province di Pavia e Milano e in alcune aree del Vercellese.
Basandosi sui prospetti elaborati dall’Enr e pubblicati sul Risicoltore, l’organo di informazione dell’Ente, la campagna 2025-26 si è chiusa con trasferimenti per poco più di 1,3 milioni di tonnellate di risone (-1,7% sull’anno scorso), pari a circa il 92% della disponibilità vendibile. Percentuale che si confronta con il 94,8% della precedente stagione e con il 96% del 2023-24.
A fine agosto risultava pertanto ancora invenduto un quantitativo più che doppio rispetto alle 74mila tonnellate di giacenze certificate alla stessa data di un anno fa. Da rilevare che il rallentamento delle consegne alle riserie, seppure trasversale, è apparso particolarmente evidente per alcune tipologie. Il Lungo B, il più esposto alle pressioni dei risi asiatici, ha chiuso con una quota di trasferito pari a circa il 93% della disponibilità iniziale e con oltre 20mila tonnellate di rimanenze in magazzino, mentre il Lungo A si è fermato al 90%, con oltre 71mila tonnellate di invenduto.
