La matricola Rivian crolla al Nasdaq e torna sotto i 100 mld di capitalizzazione
Pesano le notizie del weekend, i problemi di durata delle batterie nei van di prova ordinati dal grande azionista Amazon e l’addio al progetto di collaborazione con Ford, altro grande azionista
di Alberto Annicchiarico
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Tutto in meno di due settimane. Dopo avere toccato i 179 dollari il 16 novembre la matricola Rivian, che aveva stupito tutti con un’ipo spettacolare, è tornata mestamente verso i livelli del primo giorno di quotazione, ben sotto i 100 miliardi di capitalizzazione (96 per la precisione, pur sempre una somma ragguardevole, dietro Daimler e davanti a Ford e Gm), con un -15% che scontava le pessime notizie del weekend. Con il passare delle ore il titolo si è rialzato dimezzando le perdite e chiudendo a -8% a 118 dollari, più vicino ai 106 dollari del debutto che al top di metà novembre. Market cap poco sopra i 100 miliardi, lontana dai massimi ma pur sempre appena dopo Daimler e davanti a Gm e Ford.
Cosa succede? Per cominciare i problemi di durata delle batterie nei furgoni di prova ordinati dal grande azionista (20%) Amazon - con un consumo di energia del 40% maggiore del previsto e una conseguente diminuzione dell’autonomia dichiarata di 240 chilometri. Secondo motivo ma forse anche il più importante, l’addio al progetto di collaborazione con Ford, altro grande azionista (12%) che adesso non vuole più realizzare i futuri pick-up con la piattaforma dell’azienda fondata e guidata dal ceo R.J. Scaringe.
Il mercato ha fatto due più due e ha pensato bene di passare ai realizzi in attesa di vedere quali saranno gli sviluppi per questa start-up elettrica che ha nel suo portafoglio tre modelli, il pick-up R1T, il suv R1S e il van (in tre versioni) pensato per usi commerciali. Entro fine anno la produzione per i primi due non supererà le 1.200 unità. Ed entro il 2023 si dovrebbe arrivare alla piena capacità della fabbrica di Normal, Illinois, vale a dire 150mila veicoli.
Quindi, va bene valorizzare le potenzialità di crescita di una start-up, ma evidentemente le novità negative riguardanti proprio i principali protagonisti dell’ascesa di Rivian, Amazon e Ford, ha raffreddato gli entusiasmi del mercato. L'asso nella manica dell’azienda californiana avrebbe dovuto essere la tecnologia proprietaria dell'architettura skateboard, che sembrava poter assicurare un vantaggio competitivo. Il fatto che Ford si sia ritirata dall’impresa ha sicuramente rovesciato il tavolo e deluso gli investitori.
Quando l’Ovale Blu ha investito 500 milioni di dollari in Rivian nel 2019, il presupposto era che le aziende avrebbero lavorato su un progetto congiunto di truck elettrico. Ford, che lancerà nel 2022 il suo F-150 Lightening (prezzo tra 40mile e 60mila dollari, autonomia fino a 480 chilometri, concorrente naturale del Cybertruck di Tesla e già 160mila ordini) ha un’enorme capacità di fare volumi, cosa di cui Rivian avrebbe bisogno per fare un bagno di realtà e consegnare i famosi 100mila furgoni ad Amazon entro il 2030.

