Macedonia del Nord, esplode la rabbia dopo il rogo nella discoteca di Kocani
Rogo in discoteca Macedonia del Nord: prove di responsabilità e mancanza di misure di sicurezza
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A Kocani, in Macedonia del Nord, è esplosa la rabbia dei cittadini che chiedono giustizia per le decine di giovani morti nel rogo della localeKocani discoteca. Centinaia di persone, dopo un raduno pacifico davanti al Municipio, al grido di “assassini”, hanno assaltato e distrutto un bar e un’auto appartenenti al proprietario della discoteca “Pulse” andata a fuoco, che figura tra le persone finora arrestate.
La folla a Kocani, cittadina a un centinaio di km a est della capitale Skopje, ha inscenato vibranti proteste davanti alle sedi della procura locale, del tribunale e del commissariato di polizia, scandendo slogan contro le autorità. “Pretendiamo giustizia”, “Chiunque potrebbe essere il prossimo”, “Siete degli assassini”, hanno urlato a ripetizione i dimostranti, con riferimento allo stato di totale illegalità in cui operava la discoteca andata a fuoco, non a norma e priva di ogni dispositivo di sicurezza all’interno e all’esterno del locale. In tanti hanno preso di mira anche il sindaco di Kocani Ljupco Papazov, che stamane aveva annunciato le sue dimissioni, accusandolo di non essersi fatto vedere dopo la tragedia e di non aver espresso cordoglio per le decine di vittime. Dopo il raduno pacifico davanti al Municipio, molti hanno lanciato sassi, uova e altri oggetti contro l’edificio, dirigendosi poi verso l’abitazione del sindaco.
Rogo in discoteca Macedonia del Nord: fuochi d’artificio illegali e mancanza di dispositivi antiincendio
Nella discoteca di Kocani sono stati utilizzati fuochi d’artificio illegalmente e non c’erano abbastanza dispositivi antiincendio.
La procura della Repubblica chiederà la detenzione a breve termine per dieci persone, per le quali oggi sono state fornite prove di una possibile responsabilità nell’incendio che ha causato almeno 59 morti e oltre 150 feriti. Lo ha annunciato in serata il procuratore della Repubblica di Macedonia del nord Ljupco Kocevski.
Dall’ispezione in loco, ha aggiunto, è stato stabilito che lo stabile non era dotato di idranti e aveva solo due estintori, la porta sul retro era chiusa e senza maniglia all’interno e l’edificio era rivestito in modo improprio con materiali fonoassorbenti e, per effetti visivi, con materiali facilmente infiammabili.

