Roma, la lotteria del primo turno decisiva anche per il ballottaggio
Michetti in vantaggio (29,2%) su Gualtieri (25,5%), Raggi (21,3%) e Calenda (17,8%). Ma al secondo turno vincerebbe l’ex ministro dell’Economia. Pd primo partito (27,7%)
di Roberto D'Alimonte
4' min read
I punti chiave
4' min read
Tra tutti i comuni capoluogo in cui si voterà il prossimo autunno Roma è certamente il caso più interessante. Nella capitale sono quattro i candidati competitivi. Chi più, chi meno.
Nessuno di loro ha oggi un vantaggio decisivo sugli altri. Sarà decisivo il primo turno. I posti disponibili al ballottaggiCarlo Calendao sono due. Uno andrà molto probabilmente all’unico candidato del centro-destra, Michetti. L’altro se lo contenderanno i tre candidati del centro-sinistra. Sarà una gara all’ultimo voto. Se Gualtieri o Calenda andranno al ballottaggio hanno buone possibilità di vincere. Se invece fosse Raggi a passare il turno Michetti sarebbe il favorito. Questo in sintesi il quadro della situazione oggi. Ma molto potrebbe cambiare nel corso dei mesi che ci separano dal voto.
Enrico Michetti
È l’unico candidato che non dovrebbe avere nulla da temere dall’esito della lotteria del primo turno. Con il 29,2% delle intenzioni di voto è in pole position. Uno dei due posti al ballottaggio è suo. Sarebbe clamoroso che a Roma il centro-destra unito non riuscisse a far arrivare al ballottaggio il suo unico candidato. Però, una volta arrivato lì per Michetti cominciano i problemi. Quello principale è mobilitare i suoi elettori. Alla luce delle stime del sondaggio Winpoll la coalizione che lo sostiene conta su circa il 45% dei voti.
Tra i voti a lui e quelli alla coalizione ci sono quindici punti di differenza. C’è spazio per crescere. Al momento però sembra che l’unico avversario che è in condizioni di battere al ballottaggio è Raggi. In questo caso potrebbe contare su una quota di elettori di Calenda e di Gualtieri che preferiscono lui alla sindaca uscente. I flussi tra primo e secondo turno dicono che, contro Raggi, lo voterebbero il 54% degli elettori di Calenda e il 23% di quelli di Gualtieri. Invece nel caso in cui al ballottaggio si trovasse a sfidare Gualtieri o Calenda sarebbe per lui molto più difficile. Nel primo, secondo il sondaggio, Michetti perderebbe per sette punti, mentre lo svantaggio nei confronti di Calenda sale a 10 punti. Molto dipenderà dalla mobilitazione dei diversi elettorati e dalle divisioni all’interno del centro-sinistra.
Roberto Gualtieri
È il candidato al momento più competitivo. Non deve ingannare il fatto che sia solo al secondo posto nelle intenzioni di voto al primo turno con il 25,5%. Questo dato sconta la presenza in campo di ben tre candidati di centro-sinistra che si dividono i voti. Tra questi tre candidati è quello messo meglio per andare al ballottaggio. Oggi la sfida tra lui e Michetti è lo scenario più probabile. Gualtieri parte in vantaggio: 53,5% contro il 46,5% del rivale. Per lui al ballottaggio voterebbero il 48% degli elettori di Calenda e il 34% degli elettori di Raggi. Ma il suo vero punto di forza è il Pd che si conferma primo partito nella capitale con il 27,7%. Gualtieri non ha l’appeal trasversale di Calenda. Gode di scarsa fiducia al di fuori del Pd, con la parziale eccezione - curiosamente - degli elettori della Lega. Ma, come si è visto alle primarie, ha una solida base nel Pd romano. Se il Pd si mobilita a suo favore e se non si alienerà in toto gli elettori di Calenda e di Raggi, di cui ha bisogno al ballottaggio, potrà vincere. Ma il suo attuale vantaggio su Michetti, pari a sette punti percentuali, non lo mette al sicuro.


