Rossi (M&G): «Risparmio gestito, serve un campione europeo»
Parla il ceo del colosso degli investimenti: «Enormi possibilità di sviluppo per i mercati privati, che come gestori europei dobbiamo essere pronti a sfruttare»
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«C’è bisogno di un vero campione europeo, presente in tutti i principali Paesi e che non pretenda di fare concorrenza ai colossi globali altrove, ma sia in grado di dire la propria entro i confini del continente». Andrea Rossi ha le idee chiare quando si tratta di delineare il futuro del settore del credito, in generale e nello specifico dell’industria del risparmio, area della quale parla di sicuro con cognizione di causa. Il Group Chief Executive di M&G, una delle società di gestione del risparmio e degli investimenti leader in Europa con asset per oltre 400 miliardi di euro, fa sfoggio di realismo quando riconosce lo strapotere anche in questo campo dei colossi made in Usa, che occupano otto delle prime dieci posizioni a livello globale nella classifica dei patrimoni gestiti. Non per questo si mostra però arrendevole, ed è anzi pronto a mostrare a Il Sole 24 Ore la via giusta per avere successo, almeno in Europa e in ambiti specifici.
L’attività di fusione e acquisizione si è fatta di recente piuttosto intensa anche nell’industria del risparmio europea. Quella delle maggiori dimensioni può essere una risposta?
Le economie di scala sono senz’altro utili, a maggior ragione in un settore come il nostro dove la pressione sui margini è elevata, ma non sempre la loro ricerca si rivela una soluzione efficiente.
Perché?
L’industria dell’asset management è molto particolare, perché è fatta soprattutto di persone: gestori e consulenti che in caso di aggregazioni possono anche trasferirsi altrove, portando con sé il proprio bagaglio di esperienza. In un mondo simile non sempre uno più uno fa due, o anche tre come si augurerebbero molti manager. Non è quindi facile gestire fusioni e acquisizioni ed esistono vie diverse da seguire.


