Rugby, l’Italia rimonta ma poi si arrende alla Scozia: 31-19
A Murrayfield la Scozia è superiore all’Italia e lo dimostra soprattutto in due segmenti di partita lunghi dieci minuti ciascuno: all’inizio del match e subito dopo l’ora di gioco
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A Murrayfield la Scozia è superiore all’Italia e lo dimostra soprattutto in due segmenti di partita lunghi dieci minuti ciascuno: all’inizio del match e subito dopo l’ora di gioco, proprio nel momento in cui il ct azzurro Gonzalo Quesada sperava che la sua squadra riuscisse a fare la differenza.
Quattro delle cinque mete (a una) dei padroni di casa sono arrivate in quei momenti, con giocate alla mano che non sono state contenute a dovere. Per il resto si è visto un certo equilibrio, anche se l’Italia è riuscita a trovare azioni veramente efficaci solo nell’ultima parte dell’incontro.
Scozia meglio in attacco e anche in difesa, dunque, eppure gli Azzurri avevano ricucito il punteggio, prima con i puntuali calci piazzati di Allan e poi con una meta in intercetto di Brex. Se il primo tempo era finito 19-9, al 6’ della ripresa il tabellone diceva 19 pari. E la Scozia sembrava avere perso certezze. Fatto sta che gli uomini in blu hanno continuato a non correre veri rischi, non hanno più concesso punizioni piazzabili e si sono insinuati in un calo di concentrazione dei nostri per mettere a segno l’uno-due decisivo.
Match da mettere in cornice per il centro Huw Jones, andato in meta tre volte e “logicamente” votato man of the match. Tra gli italiani menzione per Fischetti e Menoncello, e anche per il lavoro in difesa di Paolo Garbisi. In attesa dell’incontro interno con il Galles, ieri demolito a Parigi, bisognerà lavorare soprattutto sull’efficacia e la consistenza delle fasi offensive, per costruire qualcosa di più e riavvicinarsi alla brillantezza dimostrata nel Sei Nazioni 2024.
E ci sarà anche da migliorare l’approccio alla gara. Non si discute il valore degli scozzesi, ma il loro inizio arrembante non ha trovato una opposizione adeguata da parte di Lamaro e soci. Mancanza di lucidità e lacune sui punti d’incontro davanti a una squadra furiosa. Il primo attacco nasce da una fuga di van der Merwe non placcato da Brex. I Blues si collocano subito nell’area dei 22 avversaria, giocano una punizione e trovano la meta di Darge in sfondamento. Cinque minuti e ancora van der Merwe sprinta lungo l’out sinistro e va a creare un soprannumero poi sfruttato da Huw Jones.


