Sei Nazioni

Rugby, l’Italia rimonta ma poi si arrende alla Scozia: 31-19

A Murrayfield la Scozia è superiore all’Italia e lo dimostra soprattutto in due segmenti di partita lunghi dieci minuti ciascuno: all’inizio del match e subito dopo l’ora di gioco

epa11868844 Scotland's Jack Dempsey, Italy's Ange Capuozzo (left) and Italy's Alessandro Garbisi (right) .  EPA/ROBERT PERRY

3' min read

3' min read

A Murrayfield la Scozia è superiore all’Italia e lo dimostra soprattutto in due segmenti di partita lunghi dieci minuti ciascuno: all’inizio del match e subito dopo l’ora di gioco, proprio nel momento in cui il ct azzurro Gonzalo Quesada sperava che la sua squadra riuscisse a fare la differenza.

Quattro delle cinque mete (a una) dei padroni di casa sono arrivate in quei momenti, con giocate alla mano che non sono state contenute a dovere. Per il resto si è visto un certo equilibrio, anche se l’Italia è riuscita a trovare azioni veramente efficaci solo nell’ultima parte dell’incontro.

Loading...

Scozia meglio in attacco e anche in difesa, dunque, eppure gli Azzurri avevano ricucito il punteggio, prima con i puntuali calci piazzati di Allan e poi con una meta in intercetto di Brex. Se il primo tempo era finito 19-9, al 6’ della ripresa il tabellone diceva 19 pari. E la Scozia sembrava avere perso certezze. Fatto sta che gli uomini in blu hanno continuato a non correre veri rischi, non hanno più concesso punizioni piazzabili e si sono insinuati in un calo di concentrazione dei nostri per mettere a segno l’uno-due decisivo.

Match da mettere in cornice per il centro Huw Jones, andato in meta tre volte e “logicamente” votato man of the match. Tra gli italiani menzione per Fischetti e Menoncello, e anche per il lavoro in difesa di Paolo Garbisi. In attesa dell’incontro interno con il Galles, ieri demolito a Parigi, bisognerà lavorare soprattutto sull’efficacia e la consistenza delle fasi offensive, per costruire qualcosa di più e riavvicinarsi alla brillantezza dimostrata nel Sei Nazioni 2024.

E ci sarà anche da migliorare l’approccio alla gara. Non si discute il valore degli scozzesi, ma il loro inizio arrembante non ha trovato una opposizione adeguata da parte di Lamaro e soci. Mancanza di lucidità e lacune sui punti d’incontro davanti a una squadra furiosa. Il primo attacco nasce da una fuga di van der Merwe non placcato da Brex. I Blues si collocano subito nell’area dei 22 avversaria, giocano una punizione e trovano la meta di Darge in sfondamento. Cinque minuti e ancora van der Merwe sprinta lungo l’out sinistro e va a creare un soprannumero poi sfruttato da Huw Jones.

Sul piano della disciplina, però, gli scozzesi concedono punizioni che Allan mette regolarmente tra i pali. Peccato, però, che ai tre piazzati azzurri si contrapponga un’altra meta: rimessa laterale, spinta in raggruppamento fino a disassare il pacchetto italiano e poi passaggio decisivo di Cherry a White.

Comincia la ripresa e sembrano cambiare i valori in campo. Italia più convinta, che un nuovo calcio di Allan e la meta di Brex, che ruba un pallone inserendosi sulla traiettoria del passaggio tra Russell e Jones, rimette tutto in parità, anche grazie alla trasformazione. Sarebbe il momento giusto per sorpassare, ma a metà ripresa arriva il peccato capitale: mischia per la Scozia in difesa, partenza in slalom dell’ala Darcy Graham con diversi placcaggi azzurri sbagliati e palla comoda per Jones che fa doppietta. Cinque minuti e le mete del n. 13 diventano tre, al termine di una manovra al largo che mette decisamente in crisi la difesa italiana. Resta un quarto d’ora, nel quale i padroni di casa sono costretti in difesa ma i nostri non riescono a marcare quella meta che poteva fruttare almeno il punto di bonus difensivo.

A fine partita Quesada “confessa” che a un certo punto ci credeva: «Nel primo tempo - osserva - abbiamo sofferto la mancanza di automatismi, soprattutto in difesa, mentre loro riuscivano a rallentare le nostre azioni. Nella ripresa siamo entrati in campo con un altro atteggiamento e un’altra organizzazione. Sul 19 pari ho pensato che, anche grazie alla nostra bella panchina, la partita potesse definitivamente cambiare. Poi abbiamo lasciato agli avversari una meta troppo facile e hanno ritrovato la fiducia…».

La partita

Scozia-Italia 31-19 (primo tempo 19-9)

Per la Scozia: 5 mete (Darge al 4’, Jones al 9’, 61’ e 66’, White al 29’), 3 trasformazioni (Russell al 4’, 9’ e 61’). Per l’Italia: 1 meta (Brex al 46’), 1 trasformazione (Allan al 46’), 4 calci piazzati (al 20’, 23’, 38’ e 43’). Calciatori: Russell 3 su 5; Allan 5 su 5

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti

Tutto mercato WEB