Azzurri in campo sabato con la Scozia

Rugby, Sei Nazioni al via: l’Italia chiamata a una conferma

L’Iralrugby cerca una conferma sulla scorta di una edizione 2024 che non è stata la migliore se si guarda al piazzamento finale ma ha regalato per la prima volta un bilancio in pareggio in termini di risultati

Il capitano azzurro Michele Lamaro

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Venticinque anni di Sei Nazioni. Dal 2000, quando l’Italia si aggiunse a quelle squadre che, fino a pochi anni prima, sembravano irraggiungibili. Invece il torneo più antico e prestigioso del mondo, che comincia a metà inverno e finisce all’inizio della primavera, ci accolse. E gli Azzurri, per sembrare subito all’altezza, esordirono - quel sabato 5 febbraio - ospitando e battendo la Scozia. La stessa Nazionale che troveremo domani a Murrayfield, Edimburgo, per la prima giornata del Sei Nazioni 2025.

Un quarto di secolo, quello dell’Italrugby, caratterizzato da un numero di rovesci decisamente superiore a quello dei successi. Si poteva e si doveva ridurre progressivamente il gap con quei XV da leggenda. Si è andati avanti con progressi seguiti da retromarce, stagioni che lasciavano intravedere l’inizio di un tracciato virtuoso che poi non è stato seguito.

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Ed eccoci di nuovo a sperare, a cercare una conferma sulla scorta di una edizione 2024 del torneo che non è stata la migliore se si guarda al piazzamento finale - un quinto posto, mentre nel 2007 e nel 2013 era arrivata la quarta piazza - ma ha regalato per la prima volta un bilancio in pareggio in termini di risultati: due vittorie (in casa proprio contro gli scozzesi, a rompere un digiuno casalingo che durava da 12 anni, e in trasferta contro il Galles), un pareggio esterno (davanti alla Francia), due sconfitte (dall’Inghilterra a Roma e dall’Irlanda a Dublino, nell’unico match davvero senza storia).

Il ct argentino Gonzalo Quesada, che l’anno scorso di questi tempi stava per debuttare alla guida della Nazionale, affronta la nuova sfida all’insegna della consapevolezza, che si tratti del valore dei suoi, delle insidie che ogni avversaria può portare, di qualche difficoltà in più rispetto a quelle con cui devono fare i conti gli altri.

«Non tutte le squadre - spiega - hanno avuto lo stesso tempo per preparare il torneo. Da due settimane Inghilterra, Irlanda e Francia hanno tutti gli uomini a disposizione, mentre Scozia e Galles hanno tenuto insieme il 90% della squadra. Per noi è stato più difficile, perché abbiamo diversi giocatori che sono stati impegnati con i loro club anche nello scorso fine settimana. Ad ogni modo giudico che la preparazione per andare a giocare in Scozia sia stata sufficiente, e siamo focalizzati su ciò che dobbiamo fare: se l’anno scorso abbiamo mantenuto un Dna offensivo cambiando modo di difendere e di uscire dalla nostra metà campo, aggiungendo via via qualche opzione, adesso si tratterà soprattutto di padroneggiare meglio il nostro gioco». Eppure non è azzardato aspettarsi qualche altra novità.

«Credo - prosegue l’ex giocatore dei Pumas - che la competizione richiederà parecchio a tutte le squadre, e che tante partite si chiuderanno con piccoli scarti nel punteggio. E sì, sarà ancora più dura dell’anno scorso, tra noi nessuno ha dubbi su questa cosa».

Intanto c’è una Scozia che nel ranking mondiale è salita fino al sesto posto e si è comportata bene anche nei test autunnali. In più, dice qualcuno, avrà voglia di rivincita. «È ovvio, ma pensare al passato, o al futuro, serve a poco. Concentriamoci sul nostro percorso di crescita e di maturità, e fissiamo l’obiettivo di competere e trovarci in partita dopo un’ora di gioco a Murrayfield. Per riuscirci servirà essere molto solidi in difesa, sfruttare ogni opportunità in attacco, evitare il più possibile di concedere penalità e farli entrare nella nostra area dei 22 metri, perché le statistiche ci dicono che la Scozia è la squadra più efficace di tutte quando arriva ad attaccare in quella zona del campo».

Pronostici “a 360 gradi” sul torneo? «Intanto dico che mi incuriosisce il dibattito che si fa su quale squadra arriverà ultima tra Italia e Galles… Perché, poi, da un lato su di noi ci sono più aspettative dell’anno scorso, e dall’altro immagino quanto il ct gallese Warren Gatland possa servirsi di queste opinioni per caricare una squadra esperta come la sua. Vedremo. Se invece parliamo di corsa per la vittoria, io penso che questo possa essere l’anno della Francia, anche se giocherà tre partite su cinque, compresa quella con l’Irlanda, in trasferta».

Irlanda campionessa uscente ma non brillantissima in autunno, mentre la Francia è in salute e ha di nuovo con sé il fenomenale mediano di mischia Antoine Dupont, che l’anno scorso ha “disertato” per preparare al meglio (e vincere) le Olimpiadi nella specialità del rugby a sette. Proprio i Galletti stasera aprono il Sei Nazioni ospitando un Galles reduce dal suo anno peggiore: 11 partite, 11 sconfitte. Sembra impossibile, insomma, che la prima sorpresa del torneo arrivi da Parigi.

COSÌ IN CAMPO A EDIMBURGO

Scozia-Italia (sabato alle 15.15, diretta tv su SkySport 1 e Rai2)

Scozia: Kinghorn; Graham, Jones, McDowall, van der Merwe; Russell, White; M. Fagerson, Darge, Ritchie; Gilchrist, Gray; Z. Fagerson, Cherry, Schoeman. A disposizione: Ashman, Sutherland, Hurd, Brown, Dempsey, Horne, Jordan, Rowe

Italia: Allan; Capuozzo, Brex, Menoncello, Ioane; P. Garbisi, Page-Relo; L. Cannone, Lamaro, Negri; Ruzza, Lamb; Ferrari, Nicotera, Fischetti. A disposizione: Lucchesi, Rizzoli, Riccioni, N. Cannone, Zuliani, Vintcent, A. Garbisi, Gesi

Arbitro: Dickson (Inghilterra)

IL SEI NAZIONI 2025

Primo turno. Oggi Francia-Galles; domani Scozia-Italia e Irlanda-Inghilterra

Secondo turno. Sabato 8 febbraio Italia-Galles e Inghilterra-Francia; domenica 9 Scozia-Irlanda

Terzo turno. Sabato 22 febbraio Galles-Irlanda e Inghilterra-Scozia; domenica 23 Italia-Francia

Quarto turno. Sabato 8 marzo Irlanda-Francia e Scozia-Galles; domenica 9 Inghilterra-Italia

Quinto turno. Sabato 15 marzo Italia-Irlanda, Galles-Inghilterra e Francia-Scozia

L’ALBO D’ORO DEL TORNEO

2000: Inghilterra. 2001: Inghilterra. 2002: Francia. 2003: Inghilterra. 2004: Francia. 2005: Galles. 2006: Francia. 2007: Francia. 2008: Galles. 2009: Irlanda. 2010: Francia. 2011: Inghilterra. 2012: Galles. 2013: Galles. 2014: Irlanda. 2015: Irlanda. 2016: Inghilterra, 2017: Inghilterra. 2018: Irlanda. 2019: Galles. 2020: Inghilterra. 2021: Galles. 2022: Francia. 2023: Irlanda. 2024: Irlanda

IL RANKING MONDIALE

1. Sudafrica; 2. Irlanda; 3. Nuova Zelanda; 4. Francia; 5. Argentina; 6. Scozia; 7. Inghilterra; 8. Australia; 9. Figi; 10. Italia; 11. Galles; 12. Georgia; 13. Giappone; 14. Samoa; 15. Stati Uniti

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