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Rugby, sotto l’acqua l’Italia sconfigge il Galles

Gli Azzurri tornano a vincere in casa dopo 18 anni contro la formazione dei Dragoni

 ANSA/GIUSEPPE LAMI

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ROMA. Piove forte per (quasi) tutto l’incontro: alla fine, nonostante gli ultimi minuti, sarà acqua benedetta per gli Azzurri, che tornano a battere in casa il Galles dopo 18 anni, e diluvio universale per i Dragoni, che perdono la 14ª partita di fila e sembrano realisticamente destinati al secondo cucchiaio di legno consecutivo.

Il tabellone dice 22-15. A conti fatti, una vittoria costruita soprattutto grazie a un primo tempo che l’Italia ha saputo concludere con un buon vantaggio (16-3) nonostante la netta supremazia territoriale degli avversari. Il fatto è che Lamaro e compagni sono stati più concreti, andando in meta nell’unica occasione creata (due le chance non sfruttate dagli uomini in rosso nel primo tempo) e conquistando punizioni che il piede di Allan non ha mai sprecato. Nella ripresa un controllo ferreo da parte degli Azzurri, che hanno continuato a cercare i tre punti ogni volta che si è presentata l’occasione di calciare in mezzo ai pali.

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Tanta prosa e poca poesia: un atteggiamento più che giustificato dalla posta in palio e dal tempo. Peccato solo per un finale trascorso a subire gli avanzamenti in raggruppamento dei gallesi. In questo frangente la squadra di Gonzalo Quesada non è riuscita a tenere, concedendo parecchie punizioni e due mete. Nonostante una piccola paura in conclusione, il vantaggio capitalizzato in precedenza è stato sufficiente, lasciando agli ospiti solo il punto di bonus difensivo.

Il gioco al piede l’ha fatta da padrone per tutto l’incontro, a partire dal “cross” indirizzato al secondo minuto da Tomos Williams verso Adams, che non è riuscito a controllare bene un pallone assai pericoloso. Nelle fasi statiche l’Italia è stata più efficace, mentre i gallesi hanno avuto nel mediano di apertura Ben Thomas il simbolo ideale di una modestia complessiva: ben altri uomini hanno indossato quella maglia n. 10... Proprio Thomas, ad ogni modo, pareggia al 16’ il piazzato realizzato da Allan al 6’. Ma trascorrono quattro minuti e gli Azzurri danno la prima svolta alla gara: mischia chiusa vinta bene, combinazione tra i mediani, Page-Relo passa a Paolo Garbisi che fa una finta e poi calcia in avanti un “rasoterra” su cui si avventa Capuozzo: confermato il senso di Ange per la meta e confermata l’abilità di calciatore di Allan, che trasforma da posizione molto angolata. L’estremo continua a centrare i pali e porta i suoi a più 13, mentre il primo tempo si conclude con un’altra occasione che cade dalle mani di Adams.

Nella ripresa l’Italia parte collezionando punizioni concesse da un Galles in difficoltà. Allan sporca un po’ uno score comunque buono, ma mette dentro un piazzato al 20’, subito dopo un cartellino giallo inflitto ad Adams (evidentemente non era la sua giornata).

Il momento del Galles arriva dal 70’ in poi. Punizioni giocate in rimessa laterale per avere il lancio a favore, spinta in raggruppamento efficace e meta di Wainwright. L’ultimo piazzato di Allan ci riporta a +14 (22-8), ma nel finale si ripropone la stessa situazione. Provando a difendere in qualche modo è Riccioni a prendere il giallo, lasciando i suoi in inferiorità numerica, e poi all’ennesima infrazione l’arbitro inglese Carley concede la meta tecnica (da sette punti) al Galles e punisce anche Lamb con il giallo. Vantaggio assottigliato a sette punti, ma dopo il calcio di riavvio del gioco gli Azzurri, pur con due uomini in meno, non permettono agli ospiti di passare la metà campo. Fischio finale, gioia e sollievo.

«Ragioneremo su quella parte finale che si poteva evitare - dice in conferenza stampa Gonzalo Quesada - ma per il resto considero questo match un passo avanti nella nostra crescita. C’era da gestire un ambiente esterno che ci dava favoriti e una difficile condizione meteo. Abbiamo scelto una strategia diversa dal solito perché la situazione lo imponeva. Non ci siamo stancati di giocare un tipo di rugby che magari non ci piace ma che oggi era necessario se si voleva vincere».

La partita, in effetti, era fondamentale per tutte e due le squadre, che in fondo l’hanno disputata all’insegna della disciplina, nonostante i tre cartellini gialli. La scorrettezza più grande e ripetuta, dispiace dirlo, è venuta dalle urla di incitamento dello speaker dell’Olimpico nel corso del primo e del secondo tempo: un tifo “artificiale” di cui gli Azzurri non hanno bisogno e che fa a pugni con il fair play e il rispetto verso la squadra e i supporter ospiti.

LA PARTITA

Italia-Galles 22-15 (primo tempo 16-3). Per l’Italia: una meta (Capuozzo, al 20’), una trasformazione (Allan, al 20’), 5 calci piazzati (Allan, al 6’, 28, 33’, 60’ e 73’). Per il Galles: 2 mete (Wainwright, al 70’; meta tecnica* al 79’), un calcio piazzato (B. Thomas, al 16’). Calciatori: Allan 6 su 8, Page-Relo 0 su 1; B. Thomas 1 su 1, Edwards 0 su 1. Cartellini gialli ad Adams (59’), Riccioni (78’) e Lamb (79’)

* da 7 punti

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