Siderurgy

Steel, investment rush for electric furnace plants

From Piombino to Genoa: the map of new Italian projects for a return to production - Gozzi (Federacciai): 'Risk of imbalance for resources such as scrap and energy

by Matteo Meneghello

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Versione italiana

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C’è il maxi-investimento di Metinvest a Piombino. Ma ci sono anche i piani di rilancio dell’ex Ilva, che in estate hanno spiazzato molti osservatori con la prospettiva di un ritorno all’acciaio colato a Cornigliano. C’è anche il recente annuncio di Danieli, pronto a mettere nel piatto 350 milioni di euro in nuova capacità produttiva per la controllata Abs. Infine, ciliegina sulla torta, sopravvive sottotraccia anche il progetto di ripartenza dell’acciaieria di Cividate al Piano, che solo pochi anni fa sembrava al capolinea. Alle prese con l’invasione delle esportazioni cinesi e in trincea sulla difesa del mercato del rottame (materia prima strategica per la carica nel forno elettrico), l’acciaio italiano si scopre terra feconda per nuove iniziative industriali, con sette-otto forni nuovi di zecca in pista per il futuro. Uno scenario che al momento resta in larga parte ancora sulla carta e che a una prima lettura appare a molti paradossale, viste le difficoltà vissute dal comparto negli ultim

Ogni storia però fa a sè. Le ragioni del rilancio dell’ex Ilva, in particolare, esulano da logiche di mercato in senso stretto. Il piano, presentato lo scorso 14 luglio al Mimit, prevede una produzione di 8 milioni di tonnellate di acciaio attraverso 4 forni elettrici, di cui tre a Taranto ed uno a Genova. Il riparto della produzione è 6 milioni a Taranto, in sostituzione dell’attuale produzione ad altoforno; a queste si aggiungono 2 tonnellate a Genova. La scelta però non sembra turbare troppo gli attuali produttori a forno elettrico italiani, perché l’alimentazione dovrebbe avvenire esclusivamente con preridotto (una spugna di ferro ottenuta lavorando il minerale con il gas), e solo in misura limitata con il rottame. Nessun operatore industriale, comunque, sembra al momento interessato a farsi carico di un’impresa del genere. Più temuto l’impatto per il nuovo forno elettrico preconizzato dall’ucraina Metinvest in Toscana, nelle aree della ex Lucchini, le stesse dove, fino a pochi anni fa,

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