Nato

Macron annuncia altri 2 miliardi di aiuti militari a Kiev. Rutte: «Niente può sostituire l’ombrello nucleare Usa»

Il segretario generale della Nato Mark Rutte, nel pieno del dibattito sulla difesa europea e sul disimpegno americano, riafferma che «non è questo il momento di andare da soli»

Emmanuel Macron e Volodymyr Zelenskiy

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«Niente può sostituire l’ombrello nucleare degli Stati Uniti, garante finale della nostra sicurezza». Lo ha ribadito il segretario generale della Nato, Mark Rutte, mentre, nel pieno del dibattito sulla difesa europea e sul disimpegno americano, riafferma che «non è questo il momento di andare da soli».

In un intervento alla School of economics di Varsavia, il numero uno dell’Alleanza ha detto: «So che ci sono questioni sulla forza del legame transatlantico e sull’impegno degli Stati Uniti per la sicurezza europea. C’è una retorica dura, ci sono dibattiti difficili tra Europa e America sul commercio e sulle tariffe e ci sono appelli per rilanciare l’autonomia europea».

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Rutte: «Non è il momento di agire da soli»

«Voglio essere assolutamente chiaro: non è il momento di agire da soli, né per l’Europa né per il Nord America - ha affermato Rutte - Le sfide alla sicurezza globale sono troppo grandi perché ognuno di noi possa affrontarle da solo. Quando si tratta di mantenere l’Europa e il Nord America al sicuro, non c’è alternativa alla Nato. Senza gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Turchia, il Canada, la Norvegia e l’Islanda, è impossibile immaginare la difesa dell’Europa, e nulla può sostituire l’ombrello nucleare americano, il garante ultimo della nostra sicurezza».

Certo, ha continuato il segretario generale della Nato, «l’Europa ha bisogno di sapere che lo zio Sam ci guarda ancora le spalle. Ma l’America deve anche sapere che gli alleati della Nato si faranno avanti. Senza restrizioni e senza lacune di capacità. È giusto così».

Secondo Rutte, «la rassicurazione è una strada a doppio senso: l’impegno degli Stati Uniti nella Nato si accompagna alla chiara aspettativa che gli alleati europei e il Canada si assumano maggiori responsabilità per la nostra sicurezza comune».

Il piano Ue: kit, esercitazioni e scorte per 72 ore

Intanto, l’Europa lavora a una strategia per prevenire e reagire alle minacce e alle crisi emergenti. Il piano, presentato alla Commissione europea, prevede diverse azioni. Tra queste, incoraggiare i cittadini ad adottare misure pratiche, come il mantenimento di scorte essenziali per un minimo di 72 ore in caso di emergenza, integrare lezioni sulla preparazione nei programmi scolastici e introdurre una giornata europea sulla preparazione.

Complessivamente, sono 30 le azioni azioni chiave contenute nel piano d’azione dettagliato per promuovere gli obiettivi dell’Unione per la preparazione, nonché per sviluppare una «cultura della preparazione fin dalla progettazione» in tutte le politiche dell’Ue.

L’Ue si sta così preparando per un ampio spettro di rischi e minacce, che comprendono sia disastri naturali che disastri indotti dall’uomo. Ciò include, disastri naturali, inondazioni, incendi boschivi, terremoti ed eventi meteorologici estremi esacerbati dai cambiamenti climatici. Ma anche eventi generati da crisi geopolitiche e, quindi, conflitti armati, inclusa la possibilità di aggressione armata contro gli Stati membri. In generale - viene riferito - adottando un approccio proattivo alla preparazione, l’Ue mira a costruire un continente più resiliente e sicuro, meglio equipaggiato per affrontare le sfide del 21° secolo.

Macron annuncia altri 2 miliardi di aiuti militari a Kiev

Emmanuel Macron ha annunciato stasera all’Eliseo, al fianco di Volodymyr Zelensky, un nuovo aiuto a Kiev di due miliardi di euro in “missili Mistral, carri AMX e munizioni”. Il presidente francese ha ribadito la necessità di creare forze europee di dissuasione nei confronti di ogni nuova aggressione russa: “L’obiettivo - ha detto - è mantenere l’Ucraina sul suo territorio. C’è soltanto un aggressore, la Russia, e un resistente” ha concluso indicando il suo omologo ucraino e lasciandogli la parola. “La Russia continua, giorno dopo giorno” a moltiplicare i bombardamenti sull’Ucraina, “mostrando la sua volontà di guerra e di voler continuare l’aggressione” ha detto Macron.

Per Macron, inoltre, è «decisamente troppo presto» per parlare di una revoca delle sanzioni a Mosca.

Rubio, l’accordo di pace in Ucraina richiederà del tempo

Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che gli Stati Uniti esamineranno le richieste della Russia in cambio di accordi con l’Ucraina e ha avvertito che un accordo di pace richiedera’ tempo. “Non sarà semplice. Ci vorrà del tempo, ma almeno siamo su quella strada e stiamo parlando di queste cose”, ha detto in una conferenza stampa in Giamaica.

Zelensky: «Gli Usa garantiscano una tregua senza condizioni»

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha detto stasera - parlando all’Eliseo al fianco di Emmanuel Macron - di sperare che gli Stati Uniti «garantiranno il carattere incondizionato del cessate il fuoco».

«Nel mar Nero - ha detto Zelensky - Mosca prova a inserire condizioni supplementari” nell’accordo di cessate il fuoco. “Noi - ha aggiunto - speriamo che gli americani ne garantiranno il carattere incondizionato».

Bessent, Trump pronto a sanzioni russe se servono in negoziato

Donald Trump non esitera’ ad aumentare le sanzioni alla Russia se gli darà un vantaggio negoziale: lo ha detto il segretario al tesoro Usa Scott Bessent in una intervista a Fox News.

Kiev, «attacco russo su larga scala con droni a Kharkiv»

«Questa sera l’esercito russo ha effettuato un attacco su larga scala con droni sulla città di Kharkiv. In diverse zone della città si sono registrati danni agli edifici residenziali». Lo riporta Rbc-Ucraina citando il sindaco della città Igor Terekhov e il capo dell’amministrazione militare regionale di Kharkiv Oleg Synegubov. Secondo Terekhov, “nel giro di un’ora i russi hanno attaccato Kharkiv con droni da combattimento almeno 12 volte. A seguito dell’attacco, edifici residenziali e automobili in diverse zone della città sono rimasti danneggiati”. Tensione anche nella città di Dnipro dove sono state “udite delle esplosioni”, ha reso noto il capo dell’amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, Serhiy Lysak, precisando che “le truppe russe attaccano la città con i droni kamikaze Shahed”.

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