Sacchi: «Connubio tra economia e arte, carta vincente per Milano»
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A inizio gennaio il New York Times ha inserito Milano tra le 52 destinazioni imperdibili del 2025, confermando il crescente ruolo culturale e creativo del capoluogo lombardo nel panorama internazionale. Un ruolo a cui contribuiscono anche il Salone del Mobile e la Settimana del Design a esso collegata, come spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi.
La manifestazione è cambiata negli ultimi anni, rafforzando il suo legame con la città?
È un Salone sempre più attento anche ai fenomeni della cultura e dell’arte contemporanea, che si intrecciano al design. Vedo una positiva convergenza tra le dinamiche imprenditoriali, che accadono in fiera e interessano le tante imprese che vi partecipano per fare business, e una dimensione culturale molto importante, che attraversa diverse sfere della produzione artistica contemporanea.
Questa evoluzione del Salone funziona anche perché c’è una città in grado di sostenerla più di quanto potesse fare in passato: è cambiata anche Milano?
Sì. Pensiamo all’installazione di Bob Wilson che inaugurerà il Salone, in dialogo con la Pietà Rondanini di Michelangelo al Castello Sforzesco: un omaggio alla luce, all’arte, alla spiritualità, ma anche alla città di Milano. Un momento storicamente rilevante, emblematico di qualcosa di nuovo e di importante, che può succedere proprio perché Milano stessa ha alzato un po’ l’asticella in tanti ambiti, compreso quello culturale. Cultura chiama cultura e cultura di qualità chiama cultura di qualità, perciò più sale il livello dell’offerta e più possiamo ambire a ospitare grandi artisti internazionali.


