Tecnologia in Borsa

Saes Getters, ecco le mosse contro la recessione: nuovi materiali e settori anti-ciclici

Per il 2021 l’obiettivo nel packaging avanzato è raddoppiare il giro d’affari rispetto al risultato di fine 2020. L’euro forte costituisce un rischio, ma la società dice che i molti costi denominati in dollari difendono i margini

di Vittorio Carlini

6' min read

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Aumentare, più specificatamente raddoppiare nel 2021 rispetto al 2020, i ricavi da packaging avanzato. Poi puntare, sempre nel prossimo esercizio, all’utile della joint venture Flexterra. Sono tra le sfide di Saes Getters, anche in un’ottica anti-crisi.

L’innovazione di prodotto

Il gruppo, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, nel recente passato ha spinto molto sull’innovazione di prodotto.

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Tra le diverse strategie c’è quella che, detto in parole semplici e senza pretesa di esaustività, permette di attivare sui materiali delle nuove funzioni che il materiale stesso in sé non avrebbe.

Prova ne è proprio il packaging cosiddetto avanzato che, avendo assunto un peso importante, è diventato una divisione di business a sé stante. In particolare la società ha sviluppato una tecnologia (sotto forma di lacca) che “spalmata” su strati di plastica rende quest’ultima “intelligente”. Una pellicola che, ad esempio in presenza di gas nocivi all’interno di un contenitore per alimenti, cambia colore. Appare chiaro come le applicazioni, ad esempio nel Food & Beverage, di simili prodotti siano potenzialmente molto ampie.

L’ “advanced packaging”

Ciò detto nel primo semestre del 2020 la divisione “advanced packaging” ha realizzato ricavi per 5,032 milioni, in linea con lo stesso periodo dello scorso anno. Il margine industriale si è assestato al 12,1% (9,2% un anno prima) mentre a livello di utile operativo c’è una perdita. Di là dalla dinamica della redditività operativa, attualmente non così rilevante per un business innovativo, il risparmiatore tuttavia fa il seguente ragionamento. Il fatturato del “packaging avanzato” è ancora limitato. Il dubbio è che questo possa essere l’indizio di un mercato non così ricettivo rispetto alla nuova tecnologia. Cioè: che non ci sia la sufficiente domanda.

I SEMESTRI A CONFRONTO

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Il gruppo rigetta il dubbio. In primis, è l’indicazione, i “film laccati” sono già presenti sugli scaffali per prodotti alto di gamma. Inoltre, viene spiegato, non è rilevante il valore complessivo dei ricavi della divisione, bensì la dinamica della loro composizione. Ebbene: quelli generati dalla “plastica intelligente”, unitamente al programmato calo dei prodotti metallizzati, sono in costante crescita.

Al di là di ciò, però, può ulteriormente obiettarsi che il Covid 19 ha rallentato la strategia. Vero, ammette la società che tuttavia aggiunge: l’interesse per il nuovo prodotto è comunque ben presente. La prova? È fornita dalla campagna di marketing della Colussi, lanciata nel giugno scorso, e relativa ad una soluzione di packaging compostabile che comprende proprio la tecnologia di Saes Getters. A fronte di ciò il gruppo sottolinea che l’obiettivo nel 2021 è raddoppiare i ricavi da plastica intelligente rispetto al 2020.

Diversi prodotti

Ma non è solo il packaging avanzato. La nuova piattaforma tecnologica, che integra materiali getter in matrici polimeriche, riguarda anche altre soluzioni. Inizialmente sono stati sviluppati i display Oled. Adesso, oltre che nell’“advanced packaging”, sono utilizzati in ulteriori settori. Tra questi: dispositivi medici impiantabili e la diagnostica per immagini a stato solido. L’area in oggetto, trasversale a diverse divisioni, nel 2020, dovrebbe consentire di generare circa 20 milioni di fatturato.

LA COMPOSIZIONE DEI RICAVI

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Gli investimenti

Di là dai singoli numeri sui ricavi, è chiaro che una simile strategia implica, in generale per l’intero gruppo, importanti investimenti sul fronte dell’innovazione e della ricerca. Nell’ultimo quinquennio gli esborsi in R&D hanno variato all’interno della forchetta compresa tra 11 e 15 milioni l’anno. Nel 2020 la somma dovrebbe aggirarsi intorno agli 11 milioni. In particolare lo sforzo è per il 50% indirizzato nel concreto miglioramento dei prodotti e per il restante 50% nella più stretta innovazione. Rispetto, poi, a quest’ultima attività il 70% è volto alla chimica e il rimanente 30% alla metallurgia.

LA DINAMICA DELLA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

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Flexterra

Insomma, le nuove applicazioni sono nel Dna di Saes Getters. Ne è un altro esempio Flexterra. Questa è la joint venture, dove il gruppo di Lainate detiene il 46,73%, il cui obiettivo è realizzare e commercializzare materiali e componenti per display flessibili. Nata nel 2016 come “start up”, gli investitori si attendono ormai che inizi a macinare utili. Sennonché, alla fine del primo semestre del 2020, la jv ha contabilizzato una perdita netta pari a 2,022 milioni, sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo del 2019. Il che fa storcere il naso. La società non condivide il disappunto. Il gruppo sottolinea, da un lato, che già nel 2019 si era avuta la qualifica delle sue formulazioni da parte di un importante produttore taiwanese di Otft (Organic Thin Film Transistor); e, dall’altro, che l’industrializzazione degli stessi Otft è in fase avanzata. Certo, aggiunge sempre Saes Getters, c’è stato qualche rallentamento a causa del Covid-19. E però l’avvio dell’attività di produzione e vendita da parte di Flexterra è atteso a fine anno. Tanto che, in conclusione, la società è fiduciosa che nel 2021 la joint venture vada in utile.

Il conto economico

Fin qui alcune considerazioni rispetto agli investimenti e all’innovazione aziendali. Il risparmiatore, tuttavia, è interessato anche alla dinamica del conto economico. A fine giugno scorso i ricavi netti consolisono stati pari a 89,1 milioni, in crescita dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2019 (-1% a parità di cambi). In calo invece l’utile operativo che si è assestato a 11,1 milioni (erano stati 13,4 un anno prima).

I FLUSSI DI CASSA OPERATIVI

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Qui, tuttavia, deve precisarsi che la dinamica in oggetto è essenzialmente imputabile a due voci non ricorrenti. La discesa è da ricondursi all’andamento degli “Altri proventi (oneri) netti”. In particolare, nel primo semestre del 2019, ci sono ricavi una tantum (plusvalenza verso parte correlata di 2,3 milioni); nella prima metà dell’anno in corso, invece, ci sono costi non ricorrenti (donazioni a fronte della crisi Covid-19).

Al netto di tali voci una tantum l’utile operativo sarebbe in aumento, anche con la normalizzazione dell’effetto dei cambi valutari.

Il nodo delle valute...

Già, il cambio. A ben vedere, tra gennaio e giugno scorsi, l’euro-dollaro ha giocato positivamente sui conti di Saes Getters. La situazione tuttavia, con il deciso indebolimento del biglietto verde, è cambiata. L’attuale contesto induce il risparmiatore a temere il rischio di un impatto della variabile valutaria sul bilancio aziendale. Saes Getters, rispetto a questo fronte, professa tranquillità. Da un lato, viene sottolineato, è ben vero che una quota delle vendite è in dollari; ma, dall’altro, anche una larga parte di costi è contabilizzata nella divisa statunitense. Con il che la marginalità non ne risente e l’eventuale impatto, dovuto alla ridenominazione delle poste in euro, è meramente nominale. Non solo. I nuovi prodotti, aggiunge sempre il gruppo, aumentano l’incidenza delle vendite definite nella divisa unica. Senza dimenticare infine, conclude Saes Getters, che, al netto di eventi imprevedibile e non auspicabili, anche un cambio euro-dollaro intorno a 1,30 è gestibile.

...e quello della congiuntura

Infine la congiuntura economica. Altro aspetto cui, ovviamente, deve farsi riferimento è la recessione che colpisce un po’ tutti i Paesi. Il timore è che la prevista contrazione del Pil globale, in scia al Covid-19, possa indurre una brusca frenata al business del gruppo. La società, pure conscia del contesto, si dice preparata a gestire la situazione. In primis, viene ricordato, Saes Getters, ad esempio con l’uscita dal settore dei purificatori di gas, ha già ridotto la sua esposizione al ciclo economico.

Inoltre, dice sempre l’azienda, la presenza in comparti di nicchia ad alta tecnologia o in business anticiclici quali quello medicale rende la sua attività più resistente alla recessione. Infine, viene sottolineato, il gruppo si è posizionato in settori, quali quello del packaging avanzato, che si basano non solo nuovi prodotti bensì su vere e proprie transizioni tecnologiche. Il che, come peraltro mostra la dinamica industriale del primo semestre del 2020, rende ancora più sostenibile lo sviluppo del business.

Ciò detto, però, quali le prospettive più di breve sull’intero 2020? Saes Getters, per la rimanente parte dell’anno, prevede due trimestri simili tra loro e in linea con il secondo quarter del 2020. Il tutto a tassi di cambio medi equivalenti a quelli del primo semestre.

DOMANDE & RISPOSTE

Qual è l’andamento della Posizione finanziaria netta del gruppo?
Alla fine del primo semestre del 2020, la Posizione finanziaria netta è positiva per 95,64 milioni. Il dato è inferiore al primo trimestre. Questo è dovuto, essenzialmente, alla svalutazione di titoli in portafoglio (-10,3 milioni). Nel secondo trimestre, nonostante il parziale recupero del fair value dei titoli (+3,83 milioni), la riduzione della cassa netta è conseguenza del pagamento dei dividendi alla fine di aprile 2020.

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