Ingegneria

Saipem e Subsea7: accordo per fusione e nascita di un gigante da 20 miliardi di ricavi

Saipem e Subsea7 hanno annunciato un accordo per una possibile fusione, che darà vita a un gigante nel settore dell’ingegneria energetica con 20 miliardi di ricavi. L’operazione è stata accolta positivamente dal ministro dell’Economia e prevede sinergie annuali di circa 300 milioni di euro

di Celestina Dominelli

La Saipem 7000

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Saipem e la norvegese Subsea7 raggiungono un accordo per una possibile fusione delle società che porterà alla nascita di un gigante con 43 miliardi di ordini, 20 miliardi di ricavi e un ebitda di 2 miliardi di euro. L’operazione, anticipata da Repubblica, è stata annunciata dalle due società che deterranno una quota paritetica della combined entity. Quest’ultima si chiamerà Saipem 7 e avrà, in base a un MoU sottoscritto dai soci (Cdp Equity, Eni e Siem Industries), nel quale è contenuto un patto parasociale efficace a partire dal completamento dell’operazione, un amministratore delegato indicato da Cdp Equity ed Eni (l’attuale ceo di Saipem, Alessandro Puliti) e un presidente designato da Siem Industries, affiancati da un ad della società che gestirà il business offshore della combined entity individuato in John Evans, il numero uno di Subsea7.

L’endorsement del ministro Giorgetti

L’accordo ha ricevuto anche l’endorsement del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, secondo il quale l’intesa «rappresenta un perfetto esempio di come il pubblico può valorizzare operazioni industriali imponenti. Con questa fusione, infatti, si costruisce un colosso mondiale del settore dell’ingegneria energetica ma con sede in Italia, a Milano».

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I dettagli tecnici

Secondo la nota diffusa da Saipem, la combined company sarebbe creata mediante fusione per incorporazione transfrontaliera di Subsea7 in Saipem e la nuova società avrà sede legale a Milano con le sue azioni quotate sia sulla borsa di Milano che su quella di Oslo. Siem Industries (azionista di riferimento di Subsea7) risulterebbe titolare di circa l’11,9% del capitale sociale della combined company, mentre Eni e Cdp Equity (azionisti di riferimento di Saipem) ne deterrebbero, rispettivamente, circa il 10,6% e circa il 6,4 per cento. Gli azionisti di Subsea7 riceverebbero 6,688 nuove azioni di Saipem7 per ogni azione detenuta in Subsea7. La cedola straordinaria di Saipem7 sarà distribuita immediatamente prima del perfezionamento dell’operazione, previsto per la seconda metà del 2026. Dalla combinazione, chiarisce ancora la nota, sono attese sinergie annuali pari a circa 300 milioni di euro dal terzo anno successivo al completamento della fusione, con costi one-off connessi all’ottenimento di tali sinergie pari a circa 270 milioni di euro.

Il via libera dei soci all’operazione

La fusione, i cui dettagli saranno presentati nella mattinata lunedì (ore 10) in una conference call dedicata dal top management di Saipem e Subsea7, ha ricevuto il benestare dei soci che hanno espresso grande soddisfazione per il deal e che si sono impegnati a votare a favore dell’operazione, il cui perfezionamento è previsto nella seconda metà del 2026.

Descalzi: grande risultato che valorizza il sostegno fornito da azionisti

«Con questa operazione creiamo un leader globale di grande valore industriale e tecnologico. Saipem nel corso degli ultimi anni ha compiuto un percorso di continuo miglioramento delle performance operative e finanziarie che l’ha portata in una posizione di eccellenza tale da potere essere protagonista di questa trasformazione significativa: un grande risultato che valorizza pienamente il sostegno che abbiamo fornito nel nostro ruolo di azionisti», ha commentato l’ad di Eni, Claudio Descalzi.

Scannapieco: l’unione darà a vita a leader mondiale del settore

«Assieme a Eni abbiamo lavorato in sintonia e con successo al perfezionamento di una grande operazione industriale - ha evidenziato il numero uno di Cdp - Dario Scannapieco -. L’unione delle attività di Saipem e Subsea7 rappresenta un significativo rafforzamento di aziende ad alta tecnologia e affermate nei mercati di riferimento e che da oggi, sfruttando la loro complementarietà, danno vita a una realtà destinata a diventare leader mondiale nel settore».

I contenuti del MoU siglato da Eni, Cdp Equity e Siem Industries

In base al MoU siglato dai tre azionisti, Eni (affiancata da Intesa Sanpaolo - Divisione Imi Cib) , Cdp Equity e Siem Industries rappresenteranno insieme circa il 29% del capitale sociale (rispettivamente Siem 11,8%, Eni 10,6% e Cdp Equity 6,4%) e costituiranno un nucleo stabile di soci di riferimento che nominerà la maggioranza del consiglio di amministrazione. Eni e Cdp Equity modificheranno il patto parasociale vigente per disciplinare le modalità di esercizio dei diritti che spetteranno loro congiuntamente ai sensi del patto parasociale concordato con Siem. Il protocollo d’intesa prevede, inoltre, un impegno di lock-up della durata di tre anni, un impegno di standstill e un accordo per la presentazione di una lista comune per la nomina della maggioranza dei membri del cda dell’entità che nascerà dalla combinazione delle due società.

Gli advisor

L’operazione è stata seguita da una nutrita schiera di advisor. Saipem è stata affiancata da Goldman Sachs, Deutsche Bank AG, Clifford Chance e Advokatfirmaet Thommessen. Subsea7 è stata assistita da Kirk Lovegrove & Company, Freshfields, Elvinger Hoss Prussen e Advokatfirmaet Wiersholm, mentre la divisione Imi Cib di Intesa Sanpaolo ha affiancato Eni.

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