Solo i giganti esportano più dell’Italia
di Marco Fortis
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«Stiamo lavorando a una proposta comune e condivisa partendo dalla considerazione che il salario minimo è un punto che sta a cuore a tutti quanti. Piuttosto che andare avanti con sei disegni diversi stiamo lavorando tecnicamente a una proposta unica». Così la responsabile Lavoro della segreteria del Partito Democratico Maria Cecilia Guerra commenta la riunione sul salario minimo che si è tenuta oggi alla Camera tra i gruppi parlamentari di opposizione. Per il Pd, oltre alla deputata Guerra, ha partecipato Arturo Scotto. Per il Movimento 5 Stelle c’erano Nunzia Catalfo e Valentina Barzotti. A rappresentare Azione, Carlo Calenda e Matteo Richetti. Per il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra presenti Tino Magni e Franco Mari. Quella che si è tenuta stamane non è la prima riunione tra le opposizioni sul tema. L’obiettivo del gruppo di lavoro è approntare una sintesi unitaria il prima possibile. «Contiamo di finire molto presto», dice il deputato Mari. Possibile, al momento, la convocazione di una nuova riunione in settimana
La discussione in corso in commissione Lavoro alla Camera si è arenata su sei proposte di legge depositate, tutte a firma delle minoranze: oscillano fra i 9 e i 10 euro le soglie di retribuzione proposte, con sanzioni per i datori che disattendano le norme.È in corso un dialogo fra le opposizioni per giungere a un testo unico. Contraria al salario minimo la maggioranza di centrodestra.
Tre le proposte di legge del Partito Democratico. Una a prima firma dell’ex ministro Andrea Orlando e sottoscritta da dalla capogruppo Debora Serracchiani e Marco Sarracino prevede che la retribuzione proporzionata e sufficiente sia quella prevista dai contratti collettivi sottoscritti dai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale. Se manca il contratto collettivo che individua la retribuzione proporzionata e sufficiente si prevede l’intervento del ministro con un decreto che tuttavia verrebbe adottato dopo avere consultato una Commissione Interistituzionale. Al tempo stesso si prevede una soglia minima di retribuzione a 9,50 euro all’ora.
C’e’ poi una proposta a prima firma della capogruppo Serracchiani, che, anch’essa, pur non indicando una cifra relativa al salario minimo rimanda alla contrattazione collettiva riconoscendo un ruolo centrale alle parti sociali. E prevede multe per chi viola le norme da mille a 10mila euro per ciascun lavoratore.
Il testo depositato dal deputato del Pd Mauro Laus, infine, chiede che il salario minimo sia stabilito da una Commissione paritetica per la rappresentanza e la contrattazione collettiva istituita al Cnel.