Lavoro

Salario minimo, in Parlamento arriva il no del centrodestra

Il centrodestra ha depositato in commissione Lavoro alla Camera un emendamento soppressivo della proposta di legge presentata dalle opposizioni e adottata come testo base

Landini (CGIL): "Serve vincolo legge sia su salario minimo che su diritti dei contratti nazionali"

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Il centrodestra ha depositato in commissione Lavoro alla Camera un emendamento soppressivo della proposta di legge sul salario minimo. La commissione Lavoro di Montecitorio aveva adottato come testo base la proposta di legge sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione, salvo Italia Viva. Ira dell’opposizione.

Maggioranza: non dev’essere totem propaganda

«Nonostante le numerose audizioni svolte in commissioni, la maggior parte delle quali hanno espresso contrarietà a un salario minimo regolato per legge le opposizioni hanno preferito fare di un tema così importante un totem di propaganda in vista dell’estate, ponendo un muro sulla proposta da noi avanzata di una discussione a 360 gradi sulla contrattazione, il welfare aziendale e lavoro povero da avviare a settembre», sottolineano fonti della maggioranza parlando dell’emendamento soppressivo. «Pertanto - proseguono le stesse fonti - ci siamo visti costretti a procedere in questo senso e continuare nel lavoro avviato, da maggioranza e governo, su provvedimenti che hanno già dato i loro frutti - come il taglio del cuneo e il dl lavoro - e quelli che tra qualche giorno arriveranno in parlamento come il prossimo disegno di legge lavoro. Il tema dei salari è nell’agenda politica del centrodestra e stiamo lavorando per dare risposte adeguate e non solo strumentali ed inattuabili».

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Schlein: umiliati i lavoratori

«Chi sopprime la possibilità di far uscire lavoratori e lavoratrici dallo sfruttamento e dalla povertà si qualifica da solo: stiamo parlando di 3 milioni e mezzo di persone con un salario minimo orario inferiore ai 9 euro», reagisce la segretaria del Pd, Elly Schlein. «La maggioranza presenta un emendamento per cancellare con un tratto di penna la proposta delle opposizioni sul salario minimo senza offrire neanche la possibilità di un confronto, di un dialogo. Ma così facendo non umilia le opposizioni: umilia lavoratrici e lavoratori poveri. La maggioranza ci ripensi e approvi con noi questa proposta».

Conte: da Meloni un insulto agli italiani

«Blaterano di “patriottismo” ma lo fanno valere solo per difendere i loro ministri dalle dimissioni e tutelare i loro privilegi. Non a favore degli italiani che - due su tre - chiedono un salario minimo legale. Meloni e la maggioranza sono convinti di avere avuto con le elezioni il mandato politico di insultare gli italiani». Il leader del M5S, Giuseppe Conte è tranchant sull’emendamento «confezionato in fretta e furia per sopprimere la nostra proposta sul salario minimo legale che darebbe a milioni di cittadini il diritto a una paga dignitosa».

I calcoli dell’Istat sugli aumenti

L’eventuale introduzione di un salario minimo per legge pari a 9 euro lordi l’ora - secondo i calcoli presentati dall’Istat in audizione nei giorni scorsi - avrebbe significato aumenti per 3,6 milioni di rapporti di lavoro (tre milioni circa di lavoratori) con un aumento medio di 804 euro a rapporto e una crescita del monte salariale di quasi 2,9 miliardi. Il potere d’acquisto delle retribuzioni contrattuali continua ad arretrare con un aumento previsto nel 2023 pari al 2,5% di molto inferiore alla crescita dei prezzi dato che l’inflazione acquisita per l’anno è del 6,1%.

Una soglia minima inderogabile

Secondo la proposta al lavoratore di ogni settore economico viene riconosciuto un trattamento economico complessivo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, salvo restando i trattamenti di miglior favore. A ulteriore garanzia del riconoscimento di una giusta retribuzione, è comunque introdotta una soglia minima inderogabile di 9 euro all’ora, per tutelare in modo particolare i settori più fragili e poveri del mondo del lavoro, nei quali è più debole il potere contrattuale delle organizzazioni sindacali.

Spazio a parasubordinazione e lavoro autonomo

La giusta retribuzione così definita non riguarda solo i lavoratori subordinati, ma anche i rapporti di lavoro che presentino analoghe necessità di tutela nell’ambito della parasubordinazione e del lavoro autonomo. Conformemente anche a quanto previsto nella direttiva sul salario minimo, si istituisce una commissione composta da rappresentanti istituzionali e delle parti sociali comparativamente più rappresentative che avrà come compito principale quello di aggiornare periodicamente il trattamento economico minimo orario.

Riconosciuto tempo per adeguare i contratti

Si prevede inoltre che sia disciplinata e quindi garantita l’effettività del diritto dei lavoratori a percepire un trattamento economico dignitoso; ancora, che sia riconosciuta per legge l’ultrattività dei contratti di lavoro scaduti o disdettati; infine che sia riconosciuto un periodo di tempo per adeguare i contratti alla nuova disciplina, e un beneficio economico a sostegno dei datori di lavoro per i quali questo adeguamento risulti più oneroso.

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