Grandi eventi

Salone del Mobile, un hub per l’industria e per la cultura del progetto

Aumenta la proposta anche artistica della manifestazione, ma sempre in chiave di valorizzazione delle imprese e della loro capacità di innovazione

di Giovanna Mancini

Già tutti occupati gli spazi espositivi del Salone del Mobile 2025

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Il segno dell’edizione numero 63 è già tutto nell’evento inaugurale, la presentazione al castello Sforzesco di «Mother», l’installazione dell’artista Robert Wilson che illuminerà e dialogherà con la Pietà Rondanini di Michelangelo, opera simbolo, assieme all’Ultima Cena di Leonardo, della città di Milano nel mondo.

È il segno di un Salone del Mobile che, senza tradire la sua anima industriale e commerciale, ha l’ambizione di approfondire i legami del mondo che rappresenta – quello del design – con la cultura e con l’arte. Non per seguire una nuova strategia di marketing, ma in coerenza con la propria storia, come spiega la presidente del Salone, Maria Porro: «Design e arredo di qualità hanno da sempre una legame profondo con la cultura e in particolare con la cultura del progetto. Tutte le installazioni e gli eventi che organizzeremo hanno perciò un forte contenuto culturale, ma comunque legato a temi importanti anche per le aziende». A cominciare proprio dall’installazione di Bob Wilson, considerato un punto di riferimento per chi lavora nel settore dell’illuminazione, protagonista quest’anno al Salone con la biennale Euroluce: non un’installazione artistica fine a se stessa, ma un progetto di luce. «L’obiettivo è far capire che per illuminare gli spazi in un certo modo servono non solo grandi progettisti, ma anche aziende capaci di innovare, trovare soluzioni tecniche e combinarle con la ricerca, la progettazione, la poesia e la bellezza», dice Porro.

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Le iniziative culturali del Salone

Lo stesso ragionamento vale lo spazio dedicato all’«Heritage» nei padiglioni 13-15, che ospitano i marchi del mobile classico, su cui interverrà una «grande firma dell’architettura internazionale, conosciuta in tutto il mondo per i suoi progetti nei palazzi storici», dice Maria Porro, che rivelerà il nome dell’architetto il prossimo 4 febbraio, durante la conferenza stampa per presentare la nuova edizione della manifestazione. «Le aziende del classico sono diminuite nel numero negli ultimi anni, ma esiste ancora una fertile produzione di arredi che noi definiamo Heritage e queste imprese sono fondamentali, soprattutto nei progetti di restauro e rinnovamento di edifici storici, che sempre più spesso in Italia e nel mondo vengono trasformati in hotel o residenze private», aggiunge la presidente. E ancora: la serata di gala al Teatro alla Scala, che non solo conferma la stretta relazione tra il Salone e la più prestigiosa istituzione culturale della città, ma diventa anch’essa un’occasione per fare cultura del progetto, con Bob Wilson che curerà il dialogo tra le luci e gli oggetti in scena nello spettacolo «The Night before. Object Chairs Opera», con l’orchestra scaligera diretta da Michele Spotti.

Di cultura del progetto, e in particolare dei progetti di illuminazione, si parlerà inoltre al primo Euroluce International Lighting Forum, due giornate (il 10 e 11 aprile) di conferenze, tavole rotonde e workshop a cui parteciperanno professionisti di ambiti diversi: artisti e designer, ma anche scienziati e ricercatori. «Una multidisciplinarietà di figure e competenze che rispecchia quella che troviamo nelle nostre aziende».

Il Salone, dunque, come un grande hub: «Un hub di business, ma anche un hub creativo e di innovazione e noi investiamo su tutti e tre questi aspetti per valorizzare al meglio le aziende che partecipano», conclude Porro, ricordando che, anche quest’anno, tutti gli spazi espositivi sono già sold out.

Salone vetrina dell’industria

Del resto, se il Salone del Mobile di Milano è da tempo la vetrina più attrattiva e importante per l’industria del design mondiale, lo diventa ancora di più in momenti di congiuntura difficile come quello le imprese stanno attraversando, osserva il presidente di FederlegnoArredo (Fla), Claudio Feltrin. «Rispetto ad altri settori industriali, come l’automotive o la moda, siamo riusciti nel 2024 a contenere il calo dei ricavi, ma il momento è critico e anche per i prossimi mesi domina l’incertezza», spiega. «L’impatto della crisi si fa sentire anche sulle aziende lombarde, che comunque riescono a contenere la contrazione, anche perché in questa regione si concentrano molti tra i più noti brand dell’arredo-design italiano e i gruppi di maggiori dimensioni che, lavorando prevalentemente sull’alto di gamma, risentono meno della stagnazione della domanda che caratterizza il mercato ormai da diversi trimestri», aggiunge Feltrin. La Lombardia è del resto al primo posto in Italia per fatturato, numero di imprese e addetti, sia nel settore legno, sia nel settore arredo: secondo i dati elaborati dal centro studi della federazione, nella regione sono attive oltre 8.600 aziende (di cui più di 4.600 dell’arredo), che nel 2023 hanno realizzato ricavi per 10,8 miliardi di euro.

L’export delle imprese lombarde di arredo

La Lombardia è in testa anche per valore delle esportazioni di mobili, con quasi 2,4 miliardi di euro venduti all’estero nei primi nove mesi del 2024 (il 28% del totale nazionale), sebbene tale valore sia in diminuzione del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2023. «Pesa soprattutto il calo della Germania, che ha segnato -9,5% – spiega Feltrin –. Anche la Cina va male, con un crollo del 21,9% tra gennaio e settembre, mentre tutto sommato tengono la Francia, con -1,8%, che è il nostro primo mercato, e gli Stati Uniti, con un + 0,4%». Proprio gli Usa rappresentano, assieme alla Germania, la maggiore incognita per il 2025, anche se per ragioni differenti: il mercato statunitense dimostra una buona vivacità, osserva Feltrin, ma rischia di essere frenato dalle politiche protezionistiche annunciate da Trump. La Germania è invece in una fase di forte crisi della domanda, che non sembra potersi risolvere a breve.

Guardando alle province lombarde, il presidente Fla ricorda il primato regionale di Monza e Brianza, in testa anche a livello nazionale per fatturato (2,2 miliardi) e numero di imprese dell’arredo (oltre 1.300) e terza per esportazioni (759 milioni tra gennaio e settembre 2024), dopo Treviso e Pordenone.

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