Il Salone del Mobile chiude con 361mila visitatori: +17,1% sul 2023
Soddisfazione di organizzatori ed espositori per la 62esima edizione, che ha segnato il ritorno ai numeri pre-Covid. Invasione dei buyer dall’estero e ritorno in massa dei buyer dalla Cina
di Giovanna Mancini
I punti chiave
5' min read
Un’edizione che segna, finalmente, il ritorno dei numeri pre-pandemia: il 62esimo Salone del Mobile di Milano si è chiuso con 361mila presenze, il 17,1% in più dello scorso anno e addirittura 100mila in più del 2022. Record per numero di operatori, in crescita del 26,8% sull’anno scorso, per il 65% dall’estero. La Cina, assente per quattro anni, è tornata in massa ed è il Paese più rappresentato (dopo l’Italia), seguito da Germania, Spagna, Brasile, Francia e Stati Uniti. Poi Polonia, Russia, Svizzera, Turchia, India, Regno unito, Corea del Sud, Giappone e Austria.
«La forza del Salone è che dà a tutti l’opportunità di crescere, alle aziende già grandi e consolidate come a quelle più piccole, che qui possono incontrare operatori di tutti i mercati e non solo i buyer e gli architetti, ma anche i protagonisti di settori come la nautica o l’hospitality, aprendo nuovi canali di sviluppo».
A conclusione della 62esima edizione della manifestazione, la presidente Maria Porro traccia un bilancio più che positivo: tanti gli espositori (circa 1.950) e tantissimi gli operatori da tutto il mondo, che hanno investito per partecipare nonostante il momento difficile di mercato, a dimostrazione «dell’importanza del Salone e della qualità dei marchi italiani», aggiunge Porro.
«È stata un’edizione davvero eccezionale, che premia lo straordinario lavoro portato avanti dagli espositori in un anno – ha commentato Claudio Feltrin, di FederlegnoArredo –. Il dato più significativo è quello dell’aumento di addetti ai lavori, che fa capire l’importanza del Salone e la sua centralità a livello mondiale. Il Salone è centrale. La simbiosi positiva con il Fuorisalone è fondamentale per dare vita a un evento unico e capace di attrarre visitatori da tutto il mondo, ma il motore di questo sistema è il Salone, la fiera».
Perché il Salone del Mobile è, prima di tutto, un luogo di business, un luogo in cui «c’è una grandissima competizione tra le aziende che espongono, ma è una competizione sana, che si trasforma in competitività, perché stimola i produttori e i designer ad alzare costantemente il livello della ricerca e della qualità», dice ancora la presidente Porro. Ed è questo che rende la manifestazione così attrattiva a livello internazionale. Il luogo «in cui bisogna essere», come ci hanno detto tutti i buyer, architetti e progettisti che abbiamo incontrato in questi giorni tra gli stand.


