Arredo-design

Salone del Mobile al via: attesa per il ritorno dei buyer dalla Cina

Fino al 21 aprile la 62esima edizione della fiera più importante del design a livello globale: in vetrina 1.950 aziende su oltre 174mila mq

di Giovanna Mancini

Imagoeconomica

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Aspettate a chiamarla «edizione dei record». Siamo italiani e quindi, si sa, siamo scaramantici. Sicuramente è scaramantica la presidente del Salone del Mobile, Maria Porro, che del resto prima di dedicarsi completamente al lavoro nell’azienda di famiglia, produttrici di mobili di alta gamma in Brianza, lavorava nel teatro.

Però un po’ di ottimismo anche lei lo lascia trasparire: i dati di biglietteria per la 62esima edizione della più importante fiera internazionale del design – che apre stamattina in fiera Milano a Rho, dove resterà fino a domenica – sono incoraggianti, superiori a quelli dello scorso anno, quando i visitatori superarono quota 307mila. Forse non arriveranno ai 400mila del 2018, ma non è importante: il mondo è cambiato, in questi anni, sono cambiare le fiere e il modo di fare impresa e vendere i propri prodotti. «Oggi quello che conta è la qualità dei visitatori, non il loro numero», ha ripetuto fino allo sfinimento Maria Porro. E a questo scopo i vertici del Salone hanno girato tutti i continenti negli ultimi mesi, per promuovere la manifestazione sui mercati strategici e con gli operatori che davvero interessano alle imprese italiane: architetti, designer, importatori, rivenditori, developer.

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Il ritorno dei cinesi

Questa mattina avremo il primo verdetto: l’attesa è alta soprattutto per i visitatori dalla Cina, che (stando alle proiezioni ufficiose) potrebbero tornare a essere la componente più numerosa del Salone come prima della pandemia, dopo un’assenza quasi totale di quattro anni. Ma i mercati da cui sono attesi i buyer sono tanti, come tanti sono i mercati in cui le aziende italiane dell’arredamento vendono i propri prodotti: la Francia, prima di tutti, seguita dagli Stati Uniti e dalla Germania, secondo gli ultimi dati diffusi da FederlegnoArredo sull’export, che nel 2023 è diminuito del 3,8% per il settore dell’arredamento (27,8 miliardi di euro, per il 53% generato all’estero), ma che nel 2024 è atteso in forte ripresa (+10% secondo il Monitor di FederlegnoArredo).

La Milano della Design Week con nuovi record: prezzi +25%

Export leva per la crescita

Proprio dalle esportazioni è attesa una delle spinte maggiori alla ripresa, che tante aziende si attendono già quest’anno, dopo un 2023 che alcuni definiscono di «normalizzazione», ovvero di calo, dopo un biennio di «ubriacatura», sempre per usare un termine a cui molti imprenditori fanno ricorso per descrivere gli anni post pandemia, con crescite a due cifre.

E il Salone è la principale vetrina internazionale per il settore, tanto più importante in una fase congiunturale difficile come quella che stiamo attraversando.

Una vetrina che quest’anno presenta i prodotti di 1.950 aziende (tra cui 600 designer under 35 al salone Satellite) su oltre 174mila metri quadrati.

L’indotto della Design Week

Ma il Salone è anche una festa per la città che lo ospita, Milano, che nei giorni della fiera si trasforma in una metropoli globale in cui si parlano decine di lingue e si celebra il design in ogni angolo della città. Quest’anno sono 1.300 gli eventi della Design Week, ovvero le attività e i progetti sostenuti dal Comune di Milano,a cui sia aggiungono anche i tantissimi appuntamenti promossi dai privati.

Salone e Fuorisalone dovrebbero avere quest’anno un impatto economico sulla città di circa 261 milioni di euro, secondo le stime di Confcommercio, in aumento del 13,7% rispetto allo scorso anno.

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