Salva casa, i Comuni si dividono sull’applicazione delle sanatorie
Da Prato a Pescara: soluzioni locali divergenti in attesa della modulistica unificata
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I punti chiave
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Dalla provincia di Padova a Prato, passando per Pescara: Comuni a caccia di soluzioni. Strette tra le richieste dei cittadini, desiderosi di applicare le sanatorie del Salva casa, e la mancanza di una modulistica unificata aggiornata, sulla quale però novità sono attese tra poco, le amministrazioni tentano soluzioni creative per applicare gli istituti del decreto 69/2024.
Il Comune di Pescara ha caricato sul suo sito una dichiarazione sostitutiva per accedere all’accertamento di conformità dell’articolo 36-bis. Il professionista incaricato attesta i dati dell’immobile e, soprattutto, che i requisiti di doppia conformità “asimmetrica” previsti dalla legge siano soddisfatti. Anche se i grandi capoluoghi, come Roma o Milano, non hanno preso strade simili, diverse piccole amministrazioni si stanno muovendo così.
A Bovolone, in provincia di Verona, è stato preparato un modello per la dichiarazione di doppia conformità, sempre a cura del progettista. Anche in questo caso i dati vengono comunicati sotto la sua esclusiva responsabilità. Lo sportello edilizia di Selvazzano Dentro, in provincia di Padova, ha preparato un modello per accedere al 36-bis, attestando la conformità alla disciplina urbanistica del momento di presentazione della domanda ed edilizia del momento di realizzazione dell’abuso.
Tra edilizia e urbanistica
Ed è proprio sul tema della doppia conformità che emerge la problematicità di queste interpretazioni differenziate a livello locale.
La questione interpretativa e operativa attiene, principalmente, a dove collocare il regolamento edilizio: se nella disciplina urbanistica, vigente al momento della domanda, o tra i «requisiti prescritti dalla disciplina edilizia», vigenti all’epoca dell’abuso. La questione non è di poco conto, poiché sposta il tempo della verifica del parametro, e quindi delle attestazioni, in capo ai tecnici.


