Sanatoria semplificata per irregolarità edilizie con più di 50 anni: le nuove linee guida
Arrivano le Faq del ministero delle Infrastrutture per chiarire i dubbi sul decreto 69/2024: risposte su varianti, stato legittimo e immobili in zona vincolata
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Una sanatoria ancora più semplificata per le irregolarità legate alle varianti «ante 1977». Difformità grandi e piccole che hanno 50 anni o più, diffuse in tutta Italia, e sulle quali le norme del Salva casa hanno avuto, nonostante gli obiettivi iniziali, un impatto per adesso piccolo. Su queste situazioni si punta a incidere con forza ancora maggiore, grazie alle linee guida del ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, che oggi saranno presentate nel corso di un incontro a porte chiuse con gli operatori del settore.
Il documento in arrivo - anticipato già qualche settimana fa dal responsabile del dicastero di Porta Pia - sarà composto da Faq, risposte a domande frequenti che serviranno da guida interpretativa per gli enti locali e, quindi, anche per i professionisti che devono presentare le richieste di sanatoria per conto dei cittadini. Non si parla, però, solo di varianti, ma anche di tolleranze, di zone vincolate e di stato legittimo.
Un documento molto importante, anche perché la sua approvazione definitiva consentirà di chiudere, con un passaggio in Conferenza unificata, il lavoro sui nuovi modelli standard per l’edilizia, sul quale è in corso una triangolazione tra una commissione di esperti, il ministero della Pubblica amministrazione e quello delle Infrastrutture.
Lo stato legittimo
Proprio sullo stato legittimo degli immobili arriva la prima risposta. Qui il Salva casa stabilisce il principio per il quale, anziché guardare a tutta la catena dei titoli che hanno legittimato un immobile al momento della sua vendita, è possibile fare riferimento soltanto all’ultimo. C’è, però, una condizione: l’ultimo titolo deve attestare che l’amministrazione abbia verificato tutta la storia di quella casa. Una condizione difficile da realizzare, dal momento che quasi mai i titoli edilizi riportano una verifica del genere.
Le linee guida provano a risolvere il problema. E spiegano che «la verifica dei titoli pregressi da parte degli uffici comunali potrà essere presunta qualora nella modulistica relativa all’ultimo intervento il cittadino abbia debitamente indicato gli estremi dei titoli pregressi». Viene, così, valorizzato il legittimo affidamento dei cittadini. Questo meccanismo potrà essere applicato sia ai titoli rilasciati dalla Pa (come nel caso di un permesso di costruire), sia ai titoli formati sulla base di un silenzio assenso (come nel caso della Scia).


