La direttiva del Mit

Salvini stoppa i limiti a 30 km/h nelle città: le deroghe vanno circoscritte e motivate

Arriva la direttiva del ministero delle Infrastrutture dopo le ordinanze del Comune di Bologna per l’abbassamento del limite a 30 km orari

di Flavia Landolfi

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Sì a limiti di velocità inferiori ai 50 km orari ma non a caso e senza paletti. E quindi le decisioni dei Comuni in questa direzione «devono essere informati, a pena di illegittimità degli stessi, ad un approccio capillare, consistente nell'introduzione di deroghe rispetto al limite generale dei 50 km/h solo per aree delimitate, perché solo tale approccio consente di fornire adeguate motivazioni in ordine alle ragioni che giustificano il ricorso ad una diversa regolazione del traffico, a tutela di primarie esigenze della collettività». E ancora «analogamente, si giustificano anche deroghe al predetto limite generale dei 50 km/h temporalmente delimitate, ad esempio in ragione dell'esigenza di imporre limiti diversi da quelli previsti dal legislatore in presenza di afflussi turistici nei periodi di alta stagionalità, ovvero in coincidenza con flussi straordinari di traffico». Insomma i Comuni non potranno d’ora in poi applicare limiti di velocità inferiori ai 50 km orari in autonomia e senza motivazione.

La direttiva

Così la direttiva del ministero delle Infrastrutture che arriva dopo le ordinanze del Comune di Bologna per l’abbassamento del limite a 30 km orari. Un provvedimento annunciato da Salvini contrario alle decisioni del Comune emiliano e di analoghe decisioni prese in altre città italiane. Il provvedimento si rifà ad altri interventi del Mit e ricorda come «che la presunzione di una maggiore sicurezza, che deriverebbe dall'imposizione di limiti massimi di velocità più bassi del normale, è puramente illusoria; l'esperienza insegna, infatti, che divieti non supportati da effettive esigenze vengono sistematicamente disattesi, dando luogo, altresì, ad una diseducativa sottovalutazione di tutta la segnaletica prescrittiva e, talvolta, all'irrogazione di sanzioni che non hanno un reale fondamento». Di qui la decisione inviata ad Anci e ai ministeri competenti. Ecco come dovranno procedere i Comuni d’ora in poi.

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La perimetrazione delle strade.

Eventuali limiti derogatori al limite massimo di velocità devono essere parametrati in relazione a strade o tratti di strada tassativamente individuati, laddove sussistano particolari condizioni che giustificano l'imposizione di limiti diversi. E quindi i limiti possono essere abbasati in questi casi: assenza di marciapiedi e movimento pedonale intenso; anormali restringimenti delle sezioni stradali; pendenze elevate; andamenti planimetrici tortuosi tipici di nuclei storici e vecchi centri abitati; frequenza di ingressi e uscite carrabili da fabbriche, stabilimenti, asili, scuole, parchi di gioco e simili; pavimentazioni sdrucciolevoli o curve in vario modo pericolose (ad esempio durante la cattiva stagione o in condizioni metereologiche avverse)

La motivazione

Il provvedimento di riduzione della velocità da parte dei Comuni «deve essere motivata indicando quali sono le condizioni» elencate dalla direttiva e «quale è, in rapporto a tali condizioni, la valutazione operata dall'amministrazione competente in merito al contemperamento dei diversi interessi pubblici rilevanti». La direttiva indica quali sono a titolo di esempio le motivazioni alla deroga. E cita: tassi di incidentalità monitorati almeno nell'ultimo triennio; peculiari condizioni di utilizzo del contesto urbano di riferimento, in coincidenza ad esempio, con la presenza di scuole, ospedali, aree verdi, esercizi commerciali di vicinato ovvero di tratti stradali di interconnessione con strade extra-urbane o a aree a prevalente caratterizzazione industriale, rispettivamente indicative di una elevata e limitata presenza di utenza debole; peculiari caratteristiche del contesto urbano di riferimento, in riferimento, a titolo esemplificativo, alla presenza di immobili storici e di preminente interesse artistico e di unità abitative residenziali ovvero, all'inverso, di area a bassa densità abitativa; esigenze temporanee legate a flussi turistici stagionali o eventi di carattere straordinario.


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