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Sanità, emergenza casa, strade e Olimpiadi Ecco i dossier del 2024

Tra le priorità l’assunzione di medici e infermieri. A Milano 25mila alloggi pubblici che andrebbero ristrutturati per le famiglie in lista d’attesa

di Sara Monaci

Verso i Giochi. La sfida lombarda: altri due tratti della Pedemontana entro il 2026

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Eccoli i dossier “caldi” della Lombardia. Si va dalla sanità, problema spinoso da anni, fino alle future Olimpiadi invernali del 2026, passando per le case popolari e i servizi di trasporto pubblico. Il 2024 è un anno cruciale per molti progetti. Per citare i principali, si dovranno aprire i cantieri di molte opere stabilite dal Pnrr, per evitare di non arrivare in tempo alla data del 2026 fissata dall’Ue; dovranno essere assunti molti medici e infermieri, che si fa fatica a trovare; la Regione, insieme alle città, dovrebbe inoltre dare una risposta al problema abitativo di molti cittadini che aspettano di avere una casa popolare, mentre 25mila alloggi sono vuoti perché al momento inagibili o da ristrutturare.

Il nodo del personale sanitario

Se la Lombardia ha tante eccellenze pubbliche e private, sicuramente deve fronteggiare due problemi, comuni a tutte le regioni ma che qui si sentono più: l’assenza di professionisti e una rete di sanità territoriale da ricostruire. I motivi di queste lacune sono storici e fisiologici: le scelte politiche che si sono susseguite nel tempo hanno privilegiato la concentrazione in grandi centri ospedalieri, ma la pandemia, soprattutto, ha messo in evidenza la necessità di avere centri diffusi per le emergenze quotidiane, non solo per i casi clinici più gravi. Inoltre l’assenza di personale sanitario è più evidente nel territorio più popoloso d’Italia, dove vivono quasi 11 milioni di cittadini.

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La Regione Lombardia ha cominciato ad aprire bandi per 1.200 medici da impiegare soprattutto nei pronto soccorso. Le assunzioni e quindi le assegnazioni arriveranno tra sei mesi circa. A questo si aggiunge però la carenza ormai strutturale d’infermieri, a cui non si riesce a dare una risposta. Solo in Lombardia ne mancano 15mila. La Regione dovrebbe trovare una politica attiva per reperirli o formarne di nuovi.

Quanto alle case di comunità, il Pnrr ne prevede 187, la Regione vorrebbe arrivare a 199 (e per ora ne sono state realizzate oltre cento). Gli ospedali di Comunità sarebbero 66 (di cui oltre la metà realizzati), ma con l’obiettivo di arrivare a 71. I piani stanno andando bene, ma anche qui rimane il nodo centrale: chi ci lavorerà? Per ora i medici “girano” alternando i turni, ma non è una soluzione definitiva.

Gli alloggi vuoti

Grande priorità, in tutta la Lombardia ma soprattutto a Milano, è la casa popolare. Gli alloggi vuoti pubblici sono ben 25mila, che andrebbero ristrutturati e messi a disposizione delle famiglie in lista d’attesa.

Gli appartamenti delle società regionali (le varie Aler diffuse nei territori a livello provinciale) sono oltre 19mila; quelli del Comune di Milano sono 6mila circa. A Milano c’è il progetto per cui chi entra in casa, a fronte di uno sconto nel canone, si fa carico dei lavori. Tuttavia non è semplice farlo decollare. Occorrerebbe qualche facilitazione nell’accesso ai prestiti, un fondo di garanzia pubblico, un patto tra dipendenti e datore di lavoro (in modo che quest’ultimo faccia da garante). Tutte ipotesi allo studio, ma la risposta deve ancora essere messa in campo. Inoltre la città di Milano deve dare avvio ad una serie di costruzioni di housing sociale e tentare di dare una risposta al fabbisogno di case per studenti, oltre a quelle che in questo momento stanno realizzando i privati, che, pur utilizzando fondi pubblici per riconvertire aree o strutture già esistenti, proporranno prezzi troppo alti anche per le fasce di reddito medio.

I trasporti pubblici

Le gare nelle città vengono evitate. A Milano viene rimandata di altri due anni. Tutte le società di trasporto cittadino, in particolare quella del capoluogo, sta vivendo una fase complessa, tra la necessità di assicurare il servizio in modo sempre più capillare, realizzare investimenti per la sostenibilità ambientale ma al tempo stesso far quadrare i conti con minori entrate (dalla pandemia gli utenti sono il 20% in meno) e aumento dei costi. A questo si aggiunge la carenza di autisti.

Per quanto riguarda la Lombardia e il trasporto su ferro, c’è il grande tema di una rete obsoleta. Da una parte si fanno investimenti nell’idrogeno, con treni nuovi e più sostenibili, ma la rete andrebbe ammodernata per rendere i servizi più efficienti.

La corsa alle Olimpiadi 2026

Non riguarda solo la Lombardia ma anche il Veneto. E tutto sommato la Lombardia ha meno problemi della regione vicina. Tuttavia anche qui alcune infrastrutture di viabilità locale devono essere ammodernate in tempi brevi. La Regione Lombardia inoltre si è posta la sfida di realizzare altri due tratti della Pedemontana entro il 2026 (immaginando un completamento nel 2030).

Alle strade si aggiunge il problema degli extracosti che i costruttori a Milano lamentano, sia per la realizzazione del Villaggio olimpico sia per l’Arena del quartiere Santa Giulia, dove si terranno le gare di hockey maschile. Il primo viene costruito da Coima; la seconda da Eventim.

È attesa una risposta a livello nazionale, sollecitata anche dal Comune di Milano, ma per ora il governo non ha dato risposte chiare. Potrebbe arrivare una soluzione a breve, tra qualche settimana, ma certezze non ce ne sono.

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