Innovazione

Sanità pubblica, cresce la robotica A Milano le eccellenze

La ricerca negli ospedali

di Sara Monaci

3' min read

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La robotica sta crescendo nella sanità pubblica in Lombardia. Il percorso è iniziato nel 2021, quando la Regione ha iniziato a investire in questo segmento valorizzando le struttura pubblica dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, oltre al Niguarda. È in questi due ospedali che adesso ci sono i due centri di formazione principali del territorio regionale.

L’investimento del Pirellone per ora ammonta a 700mila euro (delibera del 2020), ma potrebbe crescere in considerazione del fatto che questa attività è sempre più diffusa. È sì una nicchia, ma sempre più apprezzata in molti ambiti sanitari.

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Gli interventi con robotica sono stati: 297 nel 2021, 783 nel 2022, ancora 783 stimati nel 2023. Un’impennata visibile, riconducibile all’ultimo investimento che porta a 3 i sistemi robotici adottati dall’Ospedale San Paolo (e uno al San Carlo). In quest’ambito, il robot “Da Vinci” è la tecnologia più innovativa (la prima a essere introdotta in Italia nel 1999 da Ab Medica).

Prima di questo momento, erano i privati ad occuparsi di robotica applicata alla chirurgia (in particolare lo Ieo e il San Raffaele), mentre in altre aree d’Italia il pubblico già aveva preso il sopravvento. L’Emilia Romagna e la Toscana in particolare hanno avviato la robotica valorizzando da subito i centri pubblici, per questo la Lombardia deve colmare il gap con queste regioni (all’ospedale di Careggi di Firenze siamo già arrivati a 1.500 interventi annuali). Si sta procedendo in questa direzione.

A valorizzare questo ambito di ricerca è Bernardo Rocco, direttore generale Urologia Asst Santi Paolo e Carlo: «Si tratta di ospedali pubblici che investono in tecnologia per avere i professionisti migliori, con grande attenzione al risultato: meno complicanze post operatorie, migliore qualità di vita per i pazienti e una diminuzione dei tempi di degenza».

L’Asst Santi Paolo e Carlo lavora con le aziende di livello internazionale che producono questi macchinari molto complessi (al momento sono 3 le aziende che hanno vinto la gara con la centrale acquisti Aria della Regione). L’urologia è uno degli ambiti dove è maggiore l’applicazione, che tuttavia si estende anche ad altri importanti campi della medicina, come la chirurgia oncologica, la ginecologia, la chirurgia toracica.

Come sottolinea lo studio dell’Università Statale di Milano, con cui gli ospedali collaborano, la chirurgia robotica è in grado di superare i limiti tecnici della chirurgia tradizionale e consente di eseguire con minore invasività anche interventi ad alta complessità, apportando vantaggi al chirurgo operatore e al paziente, a parità di risultati in termini di sicurezza. Permette infatti una migliore visione del campo operatorio (in 3D) e agevola il chirurgo in presenza di problematiche anatomiche del paziente, grazie all’ausilio di strumenti che consentono movimenti più ampi e più precisi.

Proprio lo studio universitario ricorda che «la chirurgia robotica è ormai consolidata per quanto concerne la chirurgia urologica, ma ha avuto un incremento considerevole negli ultimi anni anche in altri ambiti chirurgici, quali la chirurgia generale, toracica, otorino e ginecologia. Le previsioni di crescita sono ancora maggiori con un costante aumento degli interventi di chirurgia robotica, associato ad una graduale riduzione della chirurgia aperta tradizionale. Le analisi di mercato prevedono che l’ingresso di nuove macchine robotiche incrementerà ulteriormente la diffusione di questa tecnologia, non solo nell’ambito della chirurgia generale, ma anche dell’ortopedia e di altre specialità».

Le stime parlano di una previsione di crescita del 13,5% all’anno fino al 2024. Nel 2020 la Statale di Milano scriveva che «la chirurgia robotica raggiungerà nei prossimi 4 anni una ampissima diffusione e, secondo le previsioni, sostituirà, negli interventi più complessi, la chirurgia laparoscopica». È per questo dunque che la Regione Lombardia ha avviato, seppure lentamente, il percorso per rafforzare questo settore, che dovrebbe proseguire anche con la nuova giunta regionale che si sta per formare.

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