Sanità pubblica, cresce la robotica A Milano le eccellenze
La ricerca negli ospedali
di Sara Monaci
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La robotica sta crescendo nella sanità pubblica in Lombardia. Il percorso è iniziato nel 2021, quando la Regione ha iniziato a investire in questo segmento valorizzando le struttura pubblica dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, oltre al Niguarda. È in questi due ospedali che adesso ci sono i due centri di formazione principali del territorio regionale.
L’investimento del Pirellone per ora ammonta a 700mila euro (delibera del 2020), ma potrebbe crescere in considerazione del fatto che questa attività è sempre più diffusa. È sì una nicchia, ma sempre più apprezzata in molti ambiti sanitari.
Gli interventi con robotica sono stati: 297 nel 2021, 783 nel 2022, ancora 783 stimati nel 2023. Un’impennata visibile, riconducibile all’ultimo investimento che porta a 3 i sistemi robotici adottati dall’Ospedale San Paolo (e uno al San Carlo). In quest’ambito, il robot “Da Vinci” è la tecnologia più innovativa (la prima a essere introdotta in Italia nel 1999 da Ab Medica).
Prima di questo momento, erano i privati ad occuparsi di robotica applicata alla chirurgia (in particolare lo Ieo e il San Raffaele), mentre in altre aree d’Italia il pubblico già aveva preso il sopravvento. L’Emilia Romagna e la Toscana in particolare hanno avviato la robotica valorizzando da subito i centri pubblici, per questo la Lombardia deve colmare il gap con queste regioni (all’ospedale di Careggi di Firenze siamo già arrivati a 1.500 interventi annuali). Si sta procedendo in questa direzione.
A valorizzare questo ambito di ricerca è Bernardo Rocco, direttore generale Urologia Asst Santi Paolo e Carlo: «Si tratta di ospedali pubblici che investono in tecnologia per avere i professionisti migliori, con grande attenzione al risultato: meno complicanze post operatorie, migliore qualità di vita per i pazienti e una diminuzione dei tempi di degenza».

