Televisione

Sanremo 2025: il successo di ascolti e pubblicità, ma senza record storici

Sanremo 2025 ha raggiunto i propri obiettivi di ascolto e pubblicitari, ma non ha stabilito record storici come si potrebbe pensare

di Andrea Biondi e Francesco Prisco

Carlo Conti e Alessia Marcuzzi nella serata finale di Sanremo 2025. L’edizione ha raggiunto i target, ma non è stata la più vista in assoluto

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Un’edizione di successo. I 5 milioni in più di spettatori del totale Tv nella serata finale di sabato in prime time (rispetto alla media dei quattro sabati precedenti), calcolati dallo Studio Frasi elaborando dati Auditel, ne sono la testimonianza più evidente. Attenzione però a scomodare il termine record. Facile farlo nell’epoca della comunicazione via social, ma poi a guardar bene i numeri quel che appare record tale può non rivelarsi. Succede con l’ultimo Festival di Sanremo, il quarto diretto da Carlo Conti che arrivava dopo il quinquennio d’oro di Amadeus: la kermesse ha sicuramente raggiunto i propri obiettivi d’ascolto e pubblicitari ed è da considerare un grande successo del servizio pubblico. Ma non si è di fronte a un record di portata storica. Sono i numeri a dirlo. E forse è meglio evidenziarlo, anche a vantaggio delle scelte che la stessa Rai può fare per le prossime edizioni.

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I dati di total audience

La total audience media delle cinque serate è di 12,1 milioni di spettatori, per una quota d’ascolto del 66,8 per cento. Le serate hanno continuato a essere divise in almeno due parti: la più seguita è stata la prima parte della prima serata, con una total audience di 15,7 milioni di persone nella media dei 131 minuti della sua durata e un picco d’ascolto di 17 milioni. La vetta più alta dell’audience è però di 17,2 milioni, raggiunta nella serata delle cover e dei duetti. Sanremo 2025 ha insomma occupato 1.219 minuti: oltre venti ore e un quarto del palinsesto di Rai 1. Il Festival del 2024 ne ha occupati 1.375, pari a quasi ventitrè ore.

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Occhio ai confronti

«I confronti sulle ultime due edizioni si sono sprecati - afferma Francesco Siliato, media analyst dello Studio Frasi - come si sono sprecati anche i confronti con le edizioni precedenti, fino ad assegnare record inesistenti. Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Il primo dato è la durata minore delle puntate dell’edizione 2025 rispetto a quelle del quinquennio Amadeus. Un fattore che ha due conseguenze: innanzitutto l’aumento dell’audience media sulle singole serata, poi la diminuzione dell’audience complessiva di Rai 1 sulla fascia coperta dalle precedenti edizioni».

Nel confronto pubblicato sulla propria dashboard dedicata a Sanremo, la software house MediaConsultans dimostra che nella fascia oraria pubblicitaria del Festival 20:30-25-45 l’edizione di quest’anno ha prodotto un ascolto inferiore all’edizione dello scorso anno. Intendendo operare un’analisi simile, ma dal punto di vista editoriale, lo Studio Frasi ha posto a confronto i minuti comuni alle due passate edizioni: anche in questo caso l’ascolto del Festival 2024 è superiore a quello di questo 2025. «Ne risulta che la scelta della strategia di Rai sia stata privilegiare gli ascolti delle singole serate a scapito degli ascolti complessivi della rete», commenta Siliato.

I valori elaborati da MediaConsultants sono quelli standard Auditel, quindi confrontabili con tutti gli anni precedenti. Confronto che non è invece praticabile qualora si considerasse la total audience, ovvero la somma degli ascolti prodotti da chi ha guardato il Festival sul televisore e da chi lo ha fatto da pc, smartphone o tablet, e, volendo, da chi continuerà a farlo i giorni successivi. La total audience è stata introdotta da Auditel l’11 aprile del 2022, quindi gli ascolti dei Sanremo 2023 e 2024 possono essere elaborati con questo sistema. Nel 2023 la total audience delle singole serate fu di 10,8 milioni, salita a 11,6 milioni nel 2024 e a 12,4 quest’anno, con il valore dello small screen salito dalle 237mila persone del 2023 alle 373mila nella media del 2025 (+58%), a sottolineare la tendenza a un cambio di abitudine nel seguire la televisione, e Sanremo in particolare.

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Il 2025 arriva sesto (per share)

Confrontando il confrontabile, si vede allora che, per la media delle singole serate dal 1987 a oggi, quale che sia la loro differente durata, il Festival 2025 occupa la quindicesima posizione per audience media.

Nel maggio del 2022, poi, Auditel ha introdotto la misurazione nominata «non riconosciuto», separando dal totale tv gli ascolti non riconducibili agli editori monitorati. A partire da quella data lo share non è più confrontabile con quello esposto prima. Chi sui dati Auditel ci lavora, ha gli strumenti per elaborare oggi uno share confrontabile. Lo Studio Frasi lo ha fatto e ne risulta che la quota d’ascolto media confrontabile di Sanremo 2025 è del 62,9%, un valore molto alto che colloca l’edizione di quest’anno al sesto posto di tutti i Sanremo dal 1987 ad oggi, proprio davanti all’edizione del 2024 ( che era al 62,8%).

L’analisi delle quote d’ascolto chiarisce molto su cosa sia stato e sia oggi il Festival della canzone italiana. Si pensi che nell’anno 2000 - secondo Festival di Fabio Fazio, accompagnato da Luciano Pavarotti - lo share fu del 55,2% per un ascolto di 13,6 milioni. E non era un’eccezione: nel 1998, per esempio, al Festival di Raimondo Vianello il dato fu del 52% su un’audience di 13 milioni. Il primo pensiero è ovvio: è diminuito il totale tv, osservazione giusta. Il secondo spunto è che durante i Sanremo oltre il 40% di chi era seduto davanti a un televisore acceso guardava altro. Fosse o meno perché le altre reti praticassero controprogrammazione al Festival, questo non era certo considerato un evento da non perdere, se ne poteva fare a meno.

Da evento «di successo» a «indispensabile»

Il popolo della televisione, allora più numeroso di oggi, gli attribuiva comunque il successo ma non l’indispensabilità, avrebbe comunque guardato la televisione. Che vi fosse o no la diretta da Sanremo. Da qualche anno, invece, chi guarda il Festival si piazza davanti al televisore o sintonizza il proprio device appositamente per vedere la diretta da Sanremo e ascoltare quei cantanti e le loro canzoni. Il Festival 2025 ha quindi portato davanti a un televisore oltre cinque milioni di persone che non avevano nemmeno acceso il televisore o connesso gli altri loro device ad un qualsiasi programma televisivo.

Omg: Amazon Prime e Tim i brand più «visibili»

Altro spunto interessante, trattandosi dell’evento televisivo per eccellenza della Tv italiana, è l’analisi della Top 10 per Grps degli spot di questa edizione del Festival. Secondo Omnicom Media Group, ha «vinto» lo spot di Amazon Prime Video trasmesso venerdì (29,9), seguito da quello Disney+ di sabato (29) e da quello Perlana ancora di venerdì (28,7). Analizzando il web listening, invece, tra gli artisti stavolta ha vinto Giorgia, che si è aggiudicata il 16,3% delle citazioni, seguita da Olly (9,3%) e da Fedez (8,8%). In cima alla Top 5 del Fantasanremo si piazza Rkomi (19,8%), in quella dei co-conduttori Mahmood (23%) e in quella degli ospiti Jovanotti (20,1%). Sempre ragionando di web listening, tra i brand sponsor prevale Tim (18,9%), seguita da Suzuki (14%) e Generali (4,1%).

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