Festival della canzone italiana

Sanremo 2025, le pagelle della terza serata: da Clara (2) a Shablo (7)

Tutte le esibizioni dei 14 Big in gara e la finale delle Nuove proposte

di Francesco Prisco

Sanremo 2025, le pagelle della terza serata: da Clara a Brunori Sas

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Festival della canzone italiana al giro di boa: ecco le pagelle e i giudizi di Francesco Prisco alle esibizioni di tutti i 14 Big in gara nella terza serata di Sanremo 2025 e alla finale delle Nuove proposte.

Clara, «Febbre» 2

Il pezzo già è quello che è, se ci aggiungi sopra un’interpretazione imprecisa...

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Brunori Sas, «L’albero delle noci» 8,5

«E tutto questo amore/ Io non lo posso sostenere». Chissà invece se questa edizione del Festival portà a sostenere tutta quest’emozione. Il pubblico dell’Ariston alla fine lo acclama.

Sarah Toscano, «Amarcord» 4

Annalisa ha molte figlie naturali, quest’anno, tra cui la giovanissima Sarah Toscano. In un accesso di generosità, le alziamo il voto di un punto.

Massimo Ranieri, «Tra le mani un cuore» 6

Massimo Ranieri sale sul palco con un occhio vistosamente arrossato ma non fa una grinza. C’è un solo problema: il brano non è all’altezza di Massimo Ranieri. Peccato.

Joan Thiele, «Eco» 4

Cara Joan, okay che uno deve interpretare, però a scandire un po’ meglio il testo né tu né noi ci avremmo rimesso.

Shablo feat. Guè, Joshua e Tormento, «La mia parola» 7

Omaggio al conscious hip hop afroamericano che cresce ascolto dopo ascolto.

LA CRONACA DELLA TERZA SERATA

Noemi, «Se t’innamori muori» 4

Se t’innamori muori ma non noi non abbiamo nulla da temere, perché questa canzone, ascolto dopo ascolto, continua a lasciarci serenamente indifferenti.

Olly, «Balorda nostalgia» 3

Il grande Guido Gozzano diceva che la donna è un mistero senza fine bello. Potremmo dire lo stesso di Olly e del suo successo. Canta col fiatone e l’Ariston gli tributa una standing ovation.

Coma_Cose, «Cuoricini» 6

La sufficienza ci sta, ma quanta nostalgia per le provocazioni indie degli esordi.

Modà, «Non ti dimentico» 5

Un pezzo dei Modà eseguito dai Modà con l’arrangiamento dei Modà alla maniera tipica dei Modà.

Tony Effe, «Damme ’na mano» 3

Eccone un altro che s’è dimenticato la camicia a casa. E per rimediare s’è fatto prestare una giacca di pelle di tre misure più grandi. Ma concentriamoci sulla canzone, per recensire la quale basterebbe il titolo di una vecchia hit di Francesco Baccini: Coatto Melody.

Irama, «Lentamente» 4

Avverbio che dice tutto: questa canzone che non si muove.

Francesco Gabbani, «Viva la vita» 6

Ottimismo a parte, un pezzo non all’altezza dei precedenti Festival di Gabbani dove, gratta gratta, il guizzo c’era sempre.

Gaia, «Chiamo io, chiami tu» 3

Visto che è l’ultima Big della serata, ci sta una considerazione molto marginale: forse sarebbe stato il caso di fare un girone preliminare con tutte queste ragazze che cantano tutte queste canzoni che si assomigliano tra loro. Giusto per sfoltire. L’idea ci sembra buona, magari se ne fa tesoro per l’anno prossimo. Andrebbe detto a qualcuno lassù in Rai. Chiamo io, chiami tu?

Settembre, «Vertebre» 5

Interpreta meglio rispetto alla serata precedente, ma alla canzone continua a mancare quel pizzico di sale che fa la differenza. Ciò non gli impedisce di portarsi a casa la vittoria finale e i premi delle sale stampa Mia Martini e Lucio Dalla.

Alex Wyse, «Rockstar» 6,5

Si conferma tutto sommato graziosa questa ballata Brit profumata di glam.

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