Sanremo 2025, sarà ancora sfida tra Pogacar e Van der Poel nella corsa dove tutto può succedere
Sabato 22 marzo è di scena la corsa dei fiori, tra tradizione e incertezza: Pogacar e Van der Poel si contendono la vittoria ma le sorprese possono sempre essere in agguato
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In un mondo dove tutto è in movimento, è una delle poche cose che in fondo non è mai cambiata.
Vero che non è più la Milano-Sanremo, ma la Pavia-Sanremo (solo noi italiani siamo così masochisti da demolire le nostre più belle tradizioni), comunque sia la corsa dei fiori, intesa come inconfondibile classica di apertura, resta sempre un appuntamento imprescindibile del mondo delle due ruote.
Inutile rievocarne tutti i suoi passaggi storici (la prima fu vinta nel 1907 da Petit Breton, l’ultima dal belga Philipsen), basti però dire che ha una magia particolare: che sulla carta la possono vincere tutti. Però poi, quando si arriva dopo 289 chilometri al traguardo, a spuntarla è quasi sempre il Migliore. Che non è detto che sia il migliore in assoluto, ma sicuramente il migliore di quel giorno.
Vincerla infatti è come fare bingo alla lotteria. Puoi essere fortissimo (come il super gettonato Pogacar o lo straordinario Van Der Poel) però c’è sempre un però. Bisogna infatti che tutto vada bene: che il meteo sia propizio, che le gambe girino al meglio, che si sia davanti all’inizio della giostra (il trampolino del Poggio) e che infine si acchiappi il famoso attimo fuggente che, per definizione, è proprio (s)fuggente.
C’è chi lo coglie a metà della salita, chi nella successiva discesa verso il lungomare e chi, se si arriva tutti insieme, nella volata verso il traguardo. Ebbene, se tutte queste condizioni si verificano, forse hai qualche probabilità di farcela.



