Sanremo, Mahmood & Blanco primi. Edizione record, Mattarella si congratula
Seconda Elisa, terzo Gianni Morandi. Non solo canzoni, ma anche momenti di riflessione e provocazione. Cremonini celebra 20 anni di carriera
dall'inviato Francesco Prisco
ai preferiti su Google
6' min read
I punti chiave
6' min read
«Anche questo dev’essere il Festival di Sanremo». Le parole pronunciate da Amadeus, dopo l’orazione civile di Roberto Saviano per ricordare il sacrificio dei giudici Falcone e Borsellino nel trentennale delle stragi di Capaci e via d’Amelio, sanno di dichiarazione programmatica. Il direttore artistico propone un’ibridazione del format: musica leggerissima, ma anche momenti di riflessione. E il vento in poppa del record di share delle prime due serate non può che aiutare. Porta Saviano e l’Ariston si alza in piedi non per un acuto, ma per le vittime della mafia. Porta la provocazione intelligente di Drusilla Foer, ma c’è anche la celebrazione canora di Cesare Cremonini, c’è la standing ovation a Gianni Morandi ma pure Achille Lauro che accenna a sbottonarsi il pantalone dopo essersi esibito. Tu chiamala, se vuoi, contaminazione.
Nuovo boom di ascolti: share al 54,1%
Che paga in termini di ascolti: sono stati 9 milioni 360 mila, pari al 54,1% di share, gli spettatori che hanno seguito ieri su Rai1 la terza serata di Sanremo 2022 (dalle 21.30 alle 1.46). L’anno scorso la terza serata del festival - dedicata alle cover - aveva ottenuto in media 7 milioni 435 mila spettatori pari al 44,4% di share. Picco di ascolti durante l’esibizione di Irama e picco di share durante la lettura della classifica. Il direttore di Rai 1 Stefano Coletta è soddisfatto: «Tradizionalmente la serata delle 25 canzoni era sempre quella del venerdì. Se volessimo fare un confronto tra la serata del giovedì di quest’anno e quella del venerdì degli scorsi, il 54,1 di quest’anno supera il 53,4 dei nostri precedenti festival. Il festival si è “soapizzato”», gli spettatori si sono insomma affezionati, come si fa con le soap.
Nella terza serata «si apprezzava tutto il lavoro compiuto da Amadeus. Abbiamo messo insieme le nuove espressioni della musica con persone che ne rappresentano la storia. Ne farò tesoro per la direzione del prime time di Rai 1», rimarca Coletta. Dopo le prime tre serate Sanremo 2022 è l’edizione più seguita dal 1997. Amadeus si dice «felicissimo. Era una serata importante che faceva il resoconto di tutti e 25 i brani da me scelti in gara. Sono state tre serate importanti e lo sono state grazie a chi sale sul palco». Elena Capparelli, responsabile di Raiplay, sottolinea come «sulle piattaforme digitali è tutto un Sanremo, Sanremo, Sanremo. Tempo totale speso del 59% del consumo totale e 2,6 milioni di ore spese. Nelle prime tre serate c’è +47% live e +38% on demand». Momento clou online, la trasformazione in Zorro di Drusilla. Tra gli spettatori, uno molto particolare: «Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi ha ringraziato per l’omaggio e si è congratulato per lo spettacolo».
Mahmood e Blanco in testa
La classifica generale vede in testa Mahmood e Blanco, seguiti da Elisa e Gianni Morandi. Poi Irama, Sangiovanni, Emma, Massimo Ranieri, Fabrizio Moro, La Rappresentante di Lista, Dargen D’Amico, Michele Bravi, Ditonellapiaga e Rettore, Aka 7even, Achille Lauro, Noemi, Rkomi, Matteo Romano, Iva Zanicchi, Giovanni Truppi, Highsnob e Hu, Giusy Ferreri, Le Vibrazioni, Yuman, Ana Mena e Tananai. Nella terza serata ha votato il pubblico tramite televoto (con un peso del 50% sul risultato complessivo) e la Demoscopica 1000 (sempre al 50%). La media delle percentuali di voto complessive ottenute dalle canzoni nel corso della terza serata e nelle prime due ha determinato le posizioni degli artisti in gara, in quella che finora è stata la puntata più lunga del festival Amadeus -ter.
Ariston in piedi per Falcone e Borsellino
L’Ariston in piedi nel ricordo del sacrificio delle vittime della mafia non si era mai visto. Lo scrittore anti camorra Saviano è li per ricordare, ma «ricordare non è un atto passivo», sottolinea. «Ricordare deriva da re-cor-dare. Perché per gli antichi era il cuore il luogo del ricordo. Ricordare Falcone e Borsellino significa metterseli nel cuore». Oggi vengono celebrati come eroi, «ma non era così quando erano in vita. Venivano accusati di spettacolarizzare la lotta alla mafia». Di Falcone «si arrivò addirittura a dire che la borsa coi candelotti di dinamite davanti casa se l’era messa da solo per farsi pubblicità e fare carriera. Non c’erano i social, ma c’erano già gli hater». Ricorda gli esempi di Chinnici, Terranova, Saetta, Costa, Giacomelli, Livatino, «uomini e donne di giustizia finiti sotto i colpi delle mafie». Ricorda la storia di Rita Atria che, a 17 anni, divenne la prima testimone di giustizia d’Italia grazie all’aiuto di Paolo Borsellino. E che si tolse la vita dopo la morte del giudice. Ma «la sua testimonianza portò alla condanna di molti mafiosi». E sottolinea come il silenzio «finisce per favorire le mafie e isolare chi le combatte». Un racconto di otto minuti quello di Saviano che sarà protagonista del format di Rai 3 Insider.




