Sanremo, Blanco e Mahmood primi. Miglior ascolto da 17 anni
La Rappresentante di Lista al secondo posto, terzo Dargen D’Amico. Ai Måneskin la prima standing ovation dell’edizione. Fiorello: «Io come Mattarella»
dall'inviato Francesco Prisco
ai preferiti su Google
5' min read
I punti chiave
5' min read
Fiorello fa l’ospite, non più il co-conduttore: è «il Mattarella dell’intrattenimento», se lo può permettere. E parla «con i poteri forti» attraverso il braccio su cui ha ricevuto il vaccino. I Måneskin si beccano la prima standing ovation della 72esima edizione. Amadeus si commuove di fronte al pubblico dell’Ariston, lasciandosi definitivamente alle spalle l’edizione quaresimale del 2021. Gianni Morandi, a fine esibizione, lo imita. Pure Damiano dei Måneskin si commuove.
Boom di ascolti: Sanremo piace ai giovani
Riparte da qui il Sanremo della «speranza» e della (quasi) normalità, la cui prima serata è andata in onda martedì 1 febbraio su Rai 1. Con questi numeri, migliori dei due anni precedenti: la prima parte ha avuto il 54,5% di share con 13 milioni 805 mila spettatori, la seconda il 55,4% con 6 milioni 412 mila spettatori. Nel 2021 la prima parte della prima serata del festival aveva fatto segnare 11 milioni 176 mila spettatori con il 46.4%, la seconda 4 milioni 212 mila con il 47,8 per cento. Questo Sanremo piace soprattutto ai giovani: durante l’esibizione di Mahmood e Blanco era sintonizzato l’85% della platea. Miglior ascolto da 17 anni a questa parte. L’ad della Rai Carlo Fuortes parla di «grande soddisfazione per la Rai». La presidente Marinella Soldi sottolinea come «ascolti e successo dimostrano l’unicità del Festival». Poi si entra nel merito. «Il merito è della selezione musicale», sottolinea il direttore di Rai 1 Stefano Coletta. «E anche del patto che Amadeus è riuscito a instaurare con il pubblico» della rete ammiraglia della Tv di Stato. Ha pagato «anche la grandissima ritmica della scaletta. Grande lavoro degli autori in questa direzione», secondo il direttore di Rai 1. Amadeus parla di «vittoria della musica italiana».
Il Paese ha voglia di evadere, voltare pagina dopo il biennio pandemico, l’evento clou della Tv di Stato ne prova a interpretare le intenzioni. Intanto si volta dietro le spalle e gli scappa di piangere. Di felicità o disperazione? I due sentimenti sono più affini di quanto potremmo immaginare.
La classifica della sala stampa
Ma intanto guardiamo la classifica della prima serata di Festival, determinata dal voto della sala stampa (33% per carta stampa e tv, 33% per il web, 34% per le radio): primi Blanco e Mahmood, secondi La Rappresentante di Lista, terzo Dargen D’Amico, poi Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Noemi, Michele Bravi, Rkomi, Achille Lauro, Giusy Ferreri, Yuman e Ana Mena.
Fiorello, «Mattarella dell’intrattenimento»
L’Italia del Festival si commuove, ma vuole soprattutto ridere. Il lungo teaser «vengo-non vengo» legato alla partecipazione di Fiorello è stato l’oggetto del suo monologo comico. Siccome è alla terza partecipazione al Festival, Rosario si definisce la nostra «terza dose». E se la prende affettuosamente con l’amico di una vita: «Spero di rivederti al funerale, tanto se nostro Signore fa l’appello tu sei con la A. Porto io il feretro, con Jovanotti, Antonacci e Nicola Savino», dice ad Amadeus. Che «ormai sta al Tg1 dalla mattina alla sera - insiste Fiorello - la gente lo ha scambiato per un virologo. Non gli credete quando dice che il quarto festival non lo farà, vertici Rai non gli credete: vi do un consiglio per il prossimo anno, chiamate il generale Figliuolo. Dal teatro Astrazeneca di Sanremo, prima cantano gli over 80», scherza. «Amadeus mi ha rotto tutti i giorni: devi venire. Una sera, pioveva, ho visto un bambino fuori della mia finestra: era il figlio Josè con un cartello “Non abbandonare papà”», continua Fiore.







