Sanremo, Rai: «Sarà il Festival del whatever it takes». Si riparte dalla Pausini
Il direttore artistico Amadeus presenta alla stampa la 71esima edizione, la più anomala della storia. Franceschini: «Niente pubblico? Non si potevano fare eccezioni»
di Francesco Prisco
ai preferiti su Google
4' min read
4' min read
«È passato solo un anno, ma sembra che ne siano passati quattro o cinque». Apre con queste parole la conferenza stampa di presentazione del Festival di Sanremo il direttore artistico Amadeus. «Ringrazio tutti quelli che ci hanno lavorato. Spero che questo sia l’inizio di tante cose belle. La notizia della possibile riapertura di teatri e cinema a fine mese per esempio è una cosa bella. Noi proveremo a regalare al pubblico cinque serate di canzoni».
Coletta: «La narrazione andrà nella direzione del pubblico»
«Quando Sanremo arriva, viene anatomizzato in tutti i suoi dettagli. Quest’anno, non solo la stampa e la politica, ma chiunque ha scandagliato tutte le decisioni che riguardavano il Festival. La Rai è riuscita a organizzare l’evento con il protocollo più rigoroso». Sono parole del direttore di Rai 1 Stefano Coletta, pronunciate alla conferenza stampa di presentazione del Festival. «Il servizio pubblico - ha detto - deve assicurare anche una quota di leggerezza. Farlo con Amadeus e Fiorello ha proprio questo senso. La loro narrazione va verso il pubblico. Sarà un Sanremo contemporaneo. Nella consapevolezza del momento che stiamo vivendo, ci regaleranno un grandissimo spettacolo». Ma, considerando la corsa a ostacoli per l’organizzazione e che al governo, nel frattempo, è arrivato Mario Draghi, si può parlare di festival «whatever it takes?» Coletta risponde di sì: «Non farlo sarebbe stato un grave vulnus per il servizio pubblico».
Il «proto-proto-protocollo» di Fiorello
Come l’anno scorso, irrompe in conferenza stampa Fiorello, stavolta con una maschera camouflage che gli copre l’intero volto: «Questo non è protocollo», dice. «Questo è proto-proto-protocollo. Sappiamo che questo è un festival che, comunque andrà, sarà indimenticabile, quindi sono onorato di esserci. Tutto quello che sta succedendo non è un problema. I problemi sono altri e speriamo si risolvano molto presto. Noi ci metteremo d’impegno per regalare cinque serate spensierate».
Laura Pausini ospite mercoledì
La serata del 2 marzo vedrà esibirsi tra i giovani Avincola, Elena Faggi, Folcast, Gaudiano. Come big, toccherà a Aiello, Arisa, Annalisa, Colapesce e Dimartino, Coma Cose, Fasma, Francesca Michelin e Fedez, Renga, Ghemon, Irama, Madame, Maneskin e Max Gazzè. Diodato, Loredana Bertè e Matilda De Angelis saliranno sul palco come ospiti. Nella serata di mercoledì arriverà come ospite Laura Pausini, fresca vincitrice di Golden Globe. Ci sarà il Volo a omaggiare il maestro Ennio Morricone. La Pausini è intervenuta in conferenza stampa: «Sto vivendo questa grandissima emozione, sono contenta di condividerla con voi. Sanremo è il posto in cui canto peggio, quello che mi emoziona di più, ancora oggi, a 28 anni dal mio esordio». Giovedì, omaggio a Lucio Dalla dei Negramaro.
Franceschini: «Niente pubblico, non si potevano fare eccezioni»
È stato lui a pretendere un’edizione senza spettatori in platea, vaccinati o figuranti che fossero. Ed è lui il primo a parlare a una manciata di ore dalla tradizionale conferenza stampa di presentazione: il ministro della Cultura Dario Franceschini torna su Sanremo. «Mi sembra corretta la scelta di fare Sanremo ugualmente, senza pubblico. Bisogna adattarsi quest’anno. Dà un segnale di normalità. Naturalmente non si poteva fare eccezione, le regole sono uguali per tutti». Nella circostanza, il titolare dei Beni culturali dei governi Conte bis e Draghi è tornato anche sulla questione ristori e riaperture.

