Rischio riconteggio

Sardegna, gli ultimi dati riducono il vantaggio di Todde. Scontro con Solinas per 200 delibere approvate prima del voto

Oggetto del contendere, le delibere le delibere approvate dall’esecutivo il 23 febbraio, due giorni prima delle elezioni vinte dalla candidata del centrosinistra per poco meno di tremila voti

di Davide Madeddu

Todde: "Dopo 75 anni abbiamo rotto il tetto di cristallo"

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Si riduce il vantaggio già esiguo di Alessandra Todde su Paolo Truzzu in Sardegna. Lo scrutinio definitivo delle 1844 sezioni regionali ancora non c’è. A cinque giorni dall’inizio dello spoglio manca la proclamazione degli eletti. Le commissioni circoscrizionali insediate nei tribunali dell’Isola stanno esaminando i verbali arrivati dalle sezioni già scrutinate ma in ballo c’è soprattutto la chiusura dei dati dei 22 seggi mancanti.

Il vantaggio della neo governatrice M5s Alessandra Todde sul candidato del centrodestra sconfitto Paolo Truzzu (FdI) si sta assottigliando: il divario tra Todde e Truzzu sarebbe sceso a circa 1500 voti, rispetto ai 2615 “ufficiali” di lunedì. Secondo fonti del centrodestra lo scarto è ancora minore, circa 800 voti.

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Sono 22 le sezioni elettorali da scrutinare: 4 a Sassari, 2 a Sorso, 3 a Sestu, 2 a Bonarcado, 3 a Luras, 2 a Musei, 2 a Serdiana, 2 a Silius, 1 a San Gavino Monreale e 1 a Villasor.

Secondo fonti dello staff della Todde tuttavia i risultati non ufficiali delle 22 sezioni mancanti non ribalterebbero il risultato.

Rischio riconteggio

Sono circa 20mila le schede nulle nelle sezioni già scrutinate, un migliaio solo a Cagliari. Un dato che potrebbe portare il candidato sconfitto Paolo Truzzu a fare ricorso e chiedere il riconteggio di tutti i voti. Dallo staff di Truzzu fanno sapere che attenderanno l’ufficialità prima di prendere una decisione. Ma è chiaro che se il distacco dovesse ridursi ulteriormente, un passo in questa direzione sarà fatto. Anche perché il centrodestra si fa forte del successo della coalizione, che ha preso oltre 43mila voti in più rispetto alle liste che appoggiavano Todde (48,8% a 42,6%)

La campagna elettorale intanto è finita ma, e dopo le elezioni e la vittoria del centrosinistra è scontro tra la presidente eletta Alessandra Todde (si attende ora la proclamazione degli eletti) e il Governatore uscente Christian Solinas. Oggetto del contendere, le delibere le delibere approvate dall’esecutivo il 23 febbraio, due giorni prima delle elezioni vinte dalla candidata del centrosinistra per poco meno di tremila voti.

Il richiamo a Solinas

«Richiamo il Presidente Christian Solinas al doveroso rispetto istituzionale: lui e la sua giunta sospendano immediatamente le delibere inopportunamente adottate e si limitino all’ordinaria amministrazione - dice Alessandra Todde -. Lo avevo già denunciato nei giorni scorsi e sono obbligata a farlo nuovamente.Nelle ultime ore di campagna elettorale la giunta Solinas si è riunita tre volte e ha adottato oltre 200 nuove delibere. Molte di queste, ad una settimana dalla loro approvazione, non sono neanche visibili dai cittadini sardi che vengono appositamente tenuti all’oscuro».

Nomine e programmazione

La presidente eletta poi aggiunge: «Sono riuscita a leggere, grazie anche agli organi di stampa, cosa hanno inserito all’interno di questa infornata di provvedimenti dell’ultimo minuto: nomine, proroghe di incarichi, piani e programmi che impegnano l’amministrazione per i prossimi anni». Non solo: «Hanno addirittura dato il via libera a una programmazione del fondo di coesione per oltre 2 miliardi di euro. Credo che sia estremamente scorretto che una giunta uscente, scaduta e sconfitta, possa definire tutto ciò senza vergogna e senza rispetto dei cittadini e delle cittadine».

I controlli dopo l’insediamento

A sentire la presidente della Regione, «la maggior parte di questi atti non è urgente e non è legata ad adempimenti di legge». «È gravissimo che una giunta uscente, che dovrebbe attenersi agli atti di ordinaria amministrazione, decida di fare tutto ciò senza che nessuno possa fare niente - aggiunge -. Solinas ha avuto 5 anni per programmare e investire le risorse che aveva a disposizione e siamo tutti consapevoli di come è andata a finire».Quindi l’annuncio: «Non appena saremo ufficialmente operativi, in attesa dei tempi di legge e delle prassi amministrative, controlleremo tutto ciò che è stato fatto all’oscuro e sulle spalle dei sardi in queste ultime ore».

Arriva la risposta di Solinas

A stretto giro arriva, con una nota, la replica di Christian Solinas. «Se vuole proprio parlare di richiami, salendo in cattedra, inviterei Alessandra Todde in primo luogo a documentarsi meglio prima di lanciare i suoi strali - dice -. Infatti, il centrosinistra nella scorsa legislatura con la Giunta Pigliaru non si limitò a deliberare 147 volte in due sedute precedenti alle elezioni del 24 febbraio 2019, ma si riunì addirittura dopo il voto ed una sonora sconfitta per altre due volte, il 5 e il 14 marzo, adottando ben 63 deliberazioni per un totale di 210 atti» Solinas prosegue: «Nessuno si stracciò le vesti. Occorrendo, però, potremmo farlo pure oggi e ricordare ogni singola delibera di allora. Sulla sconfitta della Giunta uscente la inviterei invece ad essere più prudente, non solo perché seppure verrà certificata la sua vittoria per qualche centinaio di voti sul candidato del centrodestra non deve dimenticare che il suo campo largo rappresenta nella realtà la minoranza dei sardi, distaccato come è di oltre 42.000 voti dal centrodestra».

Tra invito alla prudenza e buon lavoro

Quindi l’invito: «In una situazione di divaricazione così palese della società sarda sul voto, sarebbe più opportuna un po’ più di umiltà e di prudenza nelle affermazioni. A breve potrà dimostrarci tutta la sua competenza e la sua bravura nel reperire, programmare e spendere in modo virtuoso le risorse del suo ciclo di programmazione. Buon lavoro».


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