Verso le regionali in Sardegna

FdI tira dritto: impasse con Lega. Truzzu chiede unità: Solinas non può che stare con noi

Sembrava che questo weekend potesse essere quello della scossa, della fine dell’impasse. Invece no. Tutti si aspettavano un passo indietro di Solinas. Che finora non c’è stato.

di Andrea Gagliardi

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Il silenzio di Lega e Psd’az in risposta a Paolo Truzzu dà il senso della situazione. Il sindaco di Cagliari, scelto da FdI come candidato alla guida della Sardegna, ha chiesto che il centrodestra sia unito e stia con lui. Si è rivolto a tutti i partiti che sostengono il governo di Giorgia Meloni, ma in realtà stava parlando soprattutto agli unici che ancora non sono d’accordo - Lega e Psd’az - che invece vogliono la conferma del governatore uscente, Christian Solinas, leader dei sardisti. Sembrava che questo weekend potesse essere quello della scossa, della fine dell’impasse. Invece no. Tutti si aspettavano un passo indietro di Solinas. Che finora non c’è stato.

Truzzu chiede unità: Solinas non può che stare con noi

Intanto, Truzzu ha fatto la prima uscita ufficiale da candidato presidente della Sardegna. E non ha girato attorno alla questione: «Il vostro posto è qui - ha detto rivolto a Lega e Partito sardo d’azione - non c’è altro posto dove potreste stare meglio, state al nostro fianco. E se avete un dubbio, che credo non ci sia, la cosa che vi chiedo è che lo sciogliate subito, per rispetto di tutti. Questo tira e molla non aiuta nessuno».

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Il silenzio gelido di Lega e Psd’Az

Ma non si è trattato del lancio ufficiale da candidato della coalizione, perché Psd’Az e Lega non condividono al momento la sua investitura e hanno lasciano cadere l’appello, chiusi in un rigido silenzio. Di sicuro, FdI non intende fare passi indietro sul nome di Truzzu. Ora il partito di Meloni attende le mosse di Matteo Salvini.

Settimana decisiva

La convinzione è che il leader della Lega non abbia intenzione di rompere la coalizione. «Però si è messo all’angolo - commentava un esponente di FdI - dobbiamo vedere come e se saprà uscirne». Nel caso in cui la Lega rinunci a Solinas, ci sarà poi da capire con quale ruolo “compensare” il governatore uscente. La settimana che viene sarà decisiva. Il groviglio si dovrà sciogliere entro i prossimi giorni. C’è tempo fino al 24 gennaio, anche se le liste vanno presentate entro lunedì 15 gennaio (si vota domenica 25 febbraio).

La partita dei 3 mandati e della candidatura di Zaia in Veneto

Un vertici fra i leader di centrodestra potrebbe tenersi martedì. Ma già lunedì Salvini riunirà a Milano il Consiglio federale della Lega, anche per discutere dei prossimi appuntamenti elettorali. La partita non ha la Sardegna come unico terreno di gioco. La trattativa sull’isola intreccia anche altre questioni. Come il limite dei due mandati, che impedisce ai governatori di candidarsi per un terzo giro. La Lega vorrebbe abolirlo e ha presentato anche una proposta di legge, con l’obiettivo principale di permettere una conferma in Veneto di Luca Zaia, alle regionali del 2025. Ma gli alleati frenano. FdI rivendica la poltrona (con il senatore e coordinatore regionale dei meloniani Luca De Carlo). Forza Italia è contraria apertamente: «Nel programma di governo non c’è il tema del secondo, terzo, quarto mandato - dice il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani - Il Parlamento è sovrano, ma non sono entusiasta dell’idea di cambiare la legge per consentire il terzo mandato».

L’equilibrio di forze nel centrodestra

Resta poi il tema dell’equilibrio fra le forze di centrodestra alla guida delle Regioni che vanno al voto quest’anno. FdI ha due candidati: Truzzu in Sardegna e Marco Marsilio in Abruzzo. La Lega punta alla conferma di Donatella Tesei in Umbria. Forza Italia a quella dell’uscente Alberto Cirio in Piemonte. La Basilicata potrebbe entrare nella trattativa in corso sulla Sardegna: perché Forza Italia vorrebbe che la coalizione puntasse ancora su Vito Bardi, ma sia in FdI sia nella Lega non sembra ci sia l’intenzione di lasciare spazio agli azzurri. E quindi, nel puzzle delle regioni, la Basilicata potrebbe diventare terreno di grandi manovre fra FdI e Lega.


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