Scafati, la dura resistenza del Fondo agricolo Nappo 30 anni dopo il sequestro
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di Vera Viola
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Da terreni di proprietà del clan Galasso a Fondo confiscato e oggi dedicato a produzione agricola, cooperativa di lavoro e centro di animazione sociale, gestito dalla Associazione Temporanea di Scopo «Terra Vi.Va.», partecipata da FLAI-CGIL e Alpaa (Associazione delle piccole imprese agricole) che si avvale del sostegno di Libera.
Una conversione che, a distanza di oltre cinque anni, il clan continua a non accettare. Solo nei primi quindici giorni di aprile il Fondo ha subito tre furti e una devastazione che vengono considerati atti intimidatori. Il modo in cui la mafia tenta di impedire la valorizzazione sociale ed economica dei beni che le vengono confiscati e di far fallire il modello di legalità che il bene rappresenta. Azioni che sono state pubblicamente denunciate e messe all’indice con una manifestazione nazionale promossa da Cgil insieme alla Flai e a Libera il 29 aprile a cui hanno partecipato Maurizio Landini e don Luigi Ciotti. La manifestazione si è posta l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul contrasto a tutte le mafie e lo ha fatto proprio prendendo a simbolo il Fondo Agricolo Nicola Nappo di Scafati.
Si tratta del bene confiscato a vocazione agricola più grande della provincia di Salerno: composto da terreni di circa 12 ettari e da una villa adiacente al fondo, attualmente sede della Compagnia della Guardia di Finanza di Scafati.
Il Fondo e gli immobili appartenevano a Pasquale Galasso, criminale di calibro, braccio destro di Carmine Alfieri il capo della Nuova famiglia, che nella villa di Scafati risiedeva con la famiglia e aveva avviato una attività di vendita di camion. Il sequestro risale a gennaio del 1994. Seguono la confisca di primo grado (2000), quella secondo grado (2005), quella definitiva (2007). La villa viene assegnata alla Finanza e il Fondo al Comune con decreto di destinazione datato 30 giugno 2016.
Nel 2017, il Consiglio comunale di Scafati viene sciolto per infiltrazioni mafiose e si insedia la Commissione prefettizia. A questa Libera sollecita la pubblicazione di un bando di gara per l’affidamento del bene confiscato a nuovi gestori. Si giunge così alla pubblicazione di due diversi bandi per l’assegnazione di due beni confiscati, il primo dei quali era appunto il bene ex Galasso. L’Avviso pubblico è del 10 luglio 2017. Nel frattempo Libera aveva anche avviato un processo di animazione territoriale che aveva messo attorno allo stesso tavolo diverse realtà associative del territorio. Da questa esperienza nacque l’ATS Terra Vi.Va. (composta da Alpaa, Flai Cgil, Finetica e il Circolo Arci Ferro 3.0) che presentò una propria proposta e riuscì a vincere. Il decreto di assegnazione all’ATS è datato 16 giugno 2018.

