Tesla in crisi in Scandinavia: dopo lo sciopero, investitori in pressing
La protesta ha un impatto significativo sulle attività dell’azienda, con la consegna di auto ai clienti del quinto mercato in Europa congelata
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I punti chiave
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Scandinavia contro Tesla. A cominciare dal potente Fondo sovrano norvegese. Il contagio della lotta sindacale è partito oltre un mese fa dai porti dalla Svezia, poi si è esteso a Danimarca, Norvegia appunto e, da ultimo, alla Finlandia. I lavoratori di diversi settori sono tutti solidali con i 130 metalmeccanici di sette officine svedesi che chiedono un contratto basato sulla contrattazione collettiva, che copra i diritti fondamentali, come i livelli di retribuzione e gli orari di lavoro. Proposta blasfema per il costruttore automobilistico meno sindacalizzato del mondo occidentale, che da sempre sostiene di offrire ai suoi dipendenti condizioni perfino migliori. In Svezia e dintorni non la pensano così.
E quindi Elon Musk, che ha definito «folle» questa impasse, si trova ad affrontare una crisi profonda in una regione tra le più propense del mondo a sposare la causa dell’auto elettrica. Basti pensare che in Norvegia, mercato comunque piccolo (meno di 200mila auto all’anno) e in fase di netta contrazione nel 2023, il motore a combustione interna è ormai un panda tra le nuove immatricolazioni: solo il 9% incluse le ibride, con benzina all’1% e diesel al 2. Le case produttrici stanno progressivamente iniziando a vendere solo auto alla spina, che rappresentano il 91% degli acquisti.
Sentenza sfavorevole
L’ultimo brutto colpo per Tesla è arrivato giovedì, dopo un primo round vinto: un tribunale svedese ha comunicato al produttore texano che lo stop imposto dalla protesta sindacale alla spedizione delle targhe non sarà revocato, in attesa della decisione finale sul caso. Questo si traduce di fatto nel congelamento della consegna delle auto ai clienti del quinto mercato in Europa per Tesla. Nel 2022 la casa con base a Austin ha venduto circa 35mila vetture nell’area: 21mila in Norvegia (15% del mercato delle elettriche), 9.200 in Svezia (10%), 3mila in Danimarca (10%), 1.700 in Finlandia (11,7%). Certo, nel corso dei primi tre trimestri Tesla ha venduto nel mondo 1,3 milioni di vetture, più che in tutto il 2022.
In ogni caso, secondo il tribunale Tesla non avrebbe fornito argomentazioni sufficientemente convincenti «per spiegare perché l’azienda subirebbe un danno dalla mancata consegna di questi pacchi» prima della conclusione del caso, ha dichiarato il tribunale in un comunicato. I lavoratori postali si rifiutano di consegnare la merce di Tesla in solidarietà con i meccanici che scioperano da ottobre per vedere riconosciuti diritti e tutele comuni nel Paese scandinavo.
In Finlandia il sindacato dei lavoratori dei trasporti ha deciso di applicare l’embargo in tutti i porti del Paese a partire dal 20 dicembre, dopo che i sindacati svedesi hanno chiesto ai colleghi nordici di unirsi alle azioni di solidarietà. «È una parte cruciale del modello di mercato del lavoro nordico il fatto che abbiamo accordi collettivi e che i sindacati si sostengono a vicenda», ha dichiarato Ismo Kokko, presidente del sindacato finlandese.

