Ramy, scontri a Roma e atti vandalici alla sinagoga di Bologna. Meloni: ignobile
Proteste degenerate a Roma per la morte di Ramy Elgaml: 8 poliziotti feriti. Identificate trenta persone
3' min read
I punti chiave
3' min read
Gli scontri a Roma durante il corteo per Ramy Elgaml - il 19enne morto lo scorso 24 novembre a Milano in scooter durante un inseguimento con i carabinieri nel capoluogo lombardo - si sono portati dietro uno strascico di polemiche. Con l’aggiunta, alla manifestazione (sempre per per Ramy Elgaml) a Bologna di atti vandalici alla sinagoga. «Tra bombe carta, fumogeni e aggressioni, a Roma abbiamo assistito all’ennesimo, ignobile episodio di disordine e caos ad opera dei soliti facinorosi scesi in piazza non per manifestare per una causa, bensì per puro spirito vendicativo. Non si può utilizzare una tragedia per legittimare la violenza. Alle Forze dell’Ordine va la nostra solidarietà, insieme agli auguri di pronta guarigione agli agenti feriti. Siamo dalla vostra parte», ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il bilancio provvisorio degli scontri
Il bilancio provvisorio degli scontri è di 8 poliziotti feriti. Sono invece 30 gli indentificati dalla Digos di Roma che sta indagando sugli scontri di sabato pomeriggio. Si tratterebbe di persone vicine agli ambienti anarchici, a gruppi antagonisti e ai collettivi studenteschi. Non è escluso che a breve possano arrivare i primi denunciati.
Alcune centinaia di persone si erano radunate nel quartiere San Lorenzo in un presidio organizzato da collettivi autonomi e gruppi studenteschi. Presente, tra gli altri, il fumettista Zerocalcare. Ma la situazione è ben presto degenerata, i manifestanti hanno dapprima lanciato bombe carte e fumogeni contro il supermercato In’s del quartiere e poi altre bombe carta e fumogeni contro le camionette della polizia. A quel punto le forze dell’ordine hanno reagito con una carica, decisa - si è appreso in seguito - direttamente dal questore di Roberto Massucci per tutelare l’incolumità degli agenti.
La condanna delle aggrisione alle forze dell’ordine
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato che le aggressioni alle forze dell’ordine «devono essere condannate da tutti, senza indecisioni o speciosi distinguo» aggiungendo che il diritto a manifestare non «può mai essere usato come scusa per atti di violenza, intimidazione o per sfidare l’autorità dello Stato. Chi si macchia di queste azioni vergognose, a partire da quelle poste in essere nelle ultime occasioni - ha annunciato- sarà perseguito con la massima determinazione».
A Bologna
Momenti di tensione in serata anche al presidio bolognese per Ramy, dove sono partiti lancia di oggetti nei confronti del cordone di polizia schierato con l’esplosione di alcuni petardi. In un paio di occasione le forze dell’ordine sono entrate in contatto con gli studenti per respingerli: sono dieci gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti; al momento sono due i manifestanti denunciati ma sono in corso ulteriori indagini. È stata presa d’assalto anche la sinagoga di Bologna, che ha subito atti vandalici nella notte, in seguito al corteo per Ramy. Ne dà notizia il sindaco Matteo Lepore che esprime solidarietà alla comunità ebraica. Atti vandalici e devastazioni sono state fatte in molte zone del centro storico.



