La ricerca

Scoperta nel caffè messicano: nuove opportunità di business grazie agli scarti

Dall’Enea, ricercatori scoprono molecole benefiche nei sottoprodotti del caffè messicano, aprendo la strada a nuovi prodotti in diversi settori

di Davide Madeddu

Caffè tostato

2' min read

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Dal caffè molecole benefiche che possono essere utilizzate per nuovi prodotti in campo alimentare, nutraceutico, cosmetico e agricolo. E dagli scarti nuovi prodotti da impiegare in campo alimentare e agricolo. A identificare queste molecole sono stati i ricercatori dell’Enea nell’ambito di una ricerca (i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista di settore Plants) portata avanti con il supporto di alcuni istituti di ricerca messicani (El Collegio de Michoacàm, Istituto tecnològico superior de Zongolica Conahcyt) e dell’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana (Iila).

Da scarto a risorsa

«Gli scarti del chicco di caffè - sottolinea Loretta Bacchetta, ricercatrice Enea e coautrice dello studio insieme ai colleghi Oliviero Maccioni del laboratorio di Bioeconomia circolare rigenerativa, e Gianfranco Diretto e Sarah Frusciante del Laboratorio Biotecnologie Green - sono spesso considerati un problema ma, grazie alla ricerca scientifica, possono trasformarsi in ‘miniere’ di molecole benefiche, come antiossidanti, polifenoli, carotenoidi, flavonoidi e minerali, per realizzare prodotti a valore aggiunto per vari settori».

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Non solo buccia

Lo studio ha riguardato le proprietà della cascara, ossia la buccia essiccata del caffè. «Abbiamo identificato il numero più alto di sempre di molecole non volatili della cascara essiccata, ben 93 - sottolineano i ricercatori -, aprendo la strada a un suo migliore riutilizzo, in linea con i principi di economia circolare e bioeconomia, generando reddito aggiuntivo per i coltivatori di caffè».

Oltre alla cascara, gli altri sottoprodotti della lavorazione del caffè, come il pergamino e la silverskin, sottolineano i ricercatori «possono svolgere un ruolo di antiossidanti e additivi antifungini grazie ai loro composti polifenolici».

«In particolare, il pergamino può essere utilizzato come erbicida intorno agli alberi da frutto, mentre la silverskin può diventare un ingrediente alimentare, addensante e colorante, oltre a essere utilizzato negli infusi e per migliorare le proprietà fisiche e chimiche del suolo agricolo nella coltivazione di funghi commestibili».

Per portare avanti la ricerca l’Enea ha scelto il Messico, in particolare l’area montuosa della Sierra de Zongolica, a Veracruz, dove viene coltivato caffè di alta qualità senza l’uso di pesticidi, fertilizzanti e altre sostanze chimiche.

L’esperimento con i coltivatori di caffè del Messico

«In quella regione del Messico i sistemi agricoli tradizionali si trovano ad affrontare grandi sfide legate ai cambiamenti climatici e socioculturali, oltre che a relazioni commerciali asimmetriche (circa l’80% del guadagno va alle aziende che qui lo acquistano) - spiega Loretta Bacchetta -. Per questi motivi un gruppo di 20 famiglie di coltivatori di caffè ha avviato un processo di diversificazione rispetto alla produzione di caffè, riutilizzando i suoi sottoprodotti, in particolare la cascara essiccata sotto forma di fertilizzante, il 40%, e di infuso per bevande, il 5%. Ma si tratta di un prodotto che potrebbe essere utilizzato anche come additivo nutrizionale e funzionale in campo alimentare, come ad esempio già succede in Svizzera».

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