Scuola, dalla card formazione ai precari e alle tutele Inail: ecco le novità del nuovo anno
Gli ultimi provvedimenti normativi hanno introdotto una serie di novità per il mondo della scuola. A settembre arrivano anche i docenti tutor per migliorare l’orientamento e personalizzare la didattica
di Claudio Tucci
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I punti chiave
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Gli ultimi provvedimenti normativi, dal decreto lavoro al decreto salva infrazioni, e alcune iniziative del ministro Valditara hanno introdotto una serie di novità per il mondo della scuola, mentre oggi sono iniziati i primi esami orali per la maturità. Dalla card da 500 euro di cui beneficeranno anche ai supplenti alle nuove tutele Inail su salute e sicurezza estese a circa 10 milioni di studenti e docenti. L’alternanza scuola-lavoro sarà più di qualità e il nuovo anno debutterà anche un progetto pilota in 150 scuole meridionali per contrastare la dispersione scolastica. Arrivano poi i docenti tutor e orientatori per personalizzare gli apprendimento e riformare l’orientamento. Vediamo in sintesi le principali novità che scatteranno dal 2023/24.
Card docente anche ai supplenti
Con il decreto salva infrazioni si estende il beneficio dell’attribuzione della Carta del Docente, con un importo invariato di 500 euro, anche agli insegnanti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile (fino al 31 agosto). L’utilizzo della Carta viene esteso a circa 83.000 supplenti annuali. Per garantire l'ampliamento della platea degli utenti, il finanziamento della Carta del Docente viene incrementato di 10 milioni di euro.
Progetto anti dispersione in 150 scuole
Con l’Agenda Sud poi il ministro Giuseppe Valditara fa scattare un progetto pilota anti dispersione. L’iniziativa avrà durata biennale, sugli anni 2023/2024 e 2024/2025, e verrà applicato in 150 scuole del Sud individuate dall’Invalsi, con l’aspettativa di estenderlo a molte altre. Gli istituti coinvolti sono 50 Scuole primarie, 50 Secondarie di I grado e 50 di II grado e sono stati scelti dall’Invalsi in base a dati relativi ai tassi di dispersione scolastica, abbandono in corso d’anno, assenze, fragilità nei risultati degli apprendimenti, contesto socio-economico. Con il Piano si sperimenteranno modelli e si darà vita a buone pratiche che potranno essere generalizzate in altre aree del Mezzogiorno.
Arrivano i docenti tutor
In applicazione del Pnrr a settembre arriveranno i docenti tutor e orientatori. Su 2.734 istituzioni scolastiche interessate dalla riforma che istituisce in via sperimentale il docente tutor e il docente orientatore, figure che da settembre accompagneranno gli studenti nella costruzione del loro percorso in campo scolastico e professionale, ben 2.728 (pari al 99,8% del totale) hanno inoltrato la richiesta di partecipazione ai moduli formativi: si tratta complessivamente di 52.176 tutor e 4.252 docenti orientatori. Questo risultato consentirà di avviare il percorso virtuoso di personalizzazione della didattica e dell’orientamento, attraverso un supporto agli studenti e alle famiglie finalizzato a individuare e valorizzare i talenti di tutti i giovani, a operare scelte consapevoli e ponderate coerenti con le potenzialità degli studenti, mirando a ottenere la riduzione della dispersione scolastica e dell’insuccesso scolastico. Per l’introduzione di queste figure è previsto un finanziamento pari a 150 milioni di euro, destinati a questo scopo dal decreto ministeriale di aprile scorso. Ulteriori risorse sono già state reperite per consentire una didattica disciplinare di supporto in orario extracurriculare, allungando così il tempo scuola.
Scuola-lavoro, più tutele e indennizzi
Il governo Meloni prova inoltre a rilanciare anche i percorsi di scuola lavoro. Il ministro Valditara punta a rendere i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (Pcto, l’ex alternanza) i più sicuri possibili. Ad esempio, prevedendo che le aziende compilino una specifica sezione nel Dvr - il Documento di valutazione dei rischi - se vogliono accogliere gli alunni on the job. Ciò al fine di garantire ai ragazzi (l’alternanza interessa circa 1,4 milioni di studenti) luoghi adatti e sicuri per svolgere le ore previste di formazione pratica (l’alternanza è scuola e lo studente non svolge un lavoro, ma un’attività assimilabile). Si punta anche a individuare un docente coordinatore della progettazione del percorso, che segua cioè passo passo i ragazzi nelle ore “on the job”. In arrivo anche un Fondo per indennizzare i decessi nei percorsi “on the job”. Il Fondo per il 2023 sarà di 10 milioni e coprirà gli eventi occorsi dal 1° gennaio 2018, data di entrata in vigore delle regole per l’alternanza. Due, invece, i milioni destinati al Fondo per ciascun anno a partire dal 2024. A essere assicurati saranno gli studenti di ogni ordine e grado, anche privati, compresi quelli impegnati in percorsi di istruzione e formazione professionale, e le università. L’indennizzo alle famiglie potrà essere cumulato con l'assegno una tantum corrisposto dall'Inail per gli assicurati (articolo 85 del Dpr 1124/1965).
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