Se il family business va in cattedra all’università
Il Politecnico delle Marche offre un corso in cui si studiano le competenze manageriali necessarie per le aziende familiari
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Le Marche sono da sempre una terra di manifattura diffusa, dove l’arte del “saper fare” si tramanda di generazione in generazione. Con un’incidenza di 10,8 aziende ogni 1.000 abitanti, vantano un’elevata densità imprenditoriale, espressione di un modello economico fondato sulla piccola e media impresa familiare. Un sistema che ha saputo resistere alle trasformazioni del mercato, mantenendo un’identità forte e ben definita, capace di creare non solo valore economico, ma anche coesione sociale e radicamento territoriale. Questo legame profondo tra impresa e territorio è il vero genius loci marchigiano, un patrimonio di conoscenze artigiane che affonda le sue radici nella storia e che fa del manifatturiero non solo un settore produttivo, ma la più autentica espressione dell’identità locale.
Per preservare questa autenticità e stimolare un circolo virtuoso di crescita e innovazione, è fondamentale saper attrarre e trattenere talenti. Un territorio capace di offrire opportunità ai giovani e agli investitori rafforza la propria competitività, con benefici anche a livello internazionale. Negli ultimi dieci anni, le Marche hanno perso oltre 4.000 giovani laureati: metà si sono trasferiti in altre regioni italiane, l’altra metà all’estero. Questa «fuga di cervelli» ha generato un saldo negativo di talenti in ingresso, con inevitabili conseguenze per la competitività del territorio. La sfida non è solo fermare questa emorragia, ma creare le condizioni per il ritorno di quei giovani che, dopo aver maturato esperienza altrove, possano arricchire il tessuto imprenditoriale e sociale locale. In un mercato del lavoro in continua evoluzione, investire nella formazione e nella crescita dei talenti è imprescindibile.
Per questo motivo abbiamo avviato la «rivoluzione delle competenze», con l’obiettivo di riconoscere il family business come disciplina di studio presso l’Università Politecnica delle Marche offrendo così fondamenta tecniche e culturali al ricambio generazionale nelle imprese. Nonostante la diffusa presenza di PMI manifatturiere a conduzione familiare, il passaggio generazionale resta una sfida cruciale: solo il 16,6% delle imprese marchigiane ha nel proprio Cda almeno un membro under 40. La governance aziendale sta diventando un nodo cruciale per la competitività regionale, non solo a causa delle difficoltà nel passaggio generazionale, ma anche per la crescente difficoltà nel reperire figure professionali qualificate, un fenomeno che contribuisce all’invecchiamento della forza lavoro e a una minore propensione all’innovazione.
L’istituzione di una cattedra dedicata al Family Business supporterà il trasferimento generazionale di competenze manageriali e strategiche offrendo strumenti per gestire la continuità aziendale, favorire nuove opportunità di networking per la futura generazione imprenditoriale e garantire una formazione specifica sulle peculiarità delle aziende familiari per chi vorrà dedicarsi alla consulenza alle imprese. Il corso offrirà la possibilità di analizzare case study regionali e di partecipare a contamination lab e business game per la simulazione della gestione aziendale con il contributo e le testimonianze di imprenditori e manager marchigiani. Saranno favoriti stage ed esperienze di mentorship, con attenzione ai temi della governance, della successione generazionale e dell’identità dei brand familiari nell’ottica di supportare l’innovazione applicata, la stabilità occupazionale locale e di contribuire a ridurre il rischio di delocalizzazione delle imprese. Si tratta di una novità di assoluto rilievo nel panorama formativo nazionale con l’obiettivo di valorizzare l’unicità del tessuto imprenditoriale marchigiano formando una classe manageriale ad hoc, con una visione di impresa responsabile e sostenibile, a vantaggio dell’attrattività e della crescita della Regione.
La vera sfida, quindi, non è solo attrarre nuove imprese, ma trasformare le Marche in un ambiente in cui giovani e talenti possano costruire il proprio futuro, trovando opportunità di crescita e imprenditorialità. Solo così la regione potrà tornare a competere su scala internazionale, preservando e valorizzando una tradizione manifatturiera che è sinonimo di qualità, innovazione e resilienza.

