Se l’intelligenza artificiale smaschera la truffa nell’Rc Auto
Secondo Deloitte l’intelligenza artificiale può limitare i danni economici per le compagnie assicurative incrementando l’individuazione delle frodi almeno del 20%
di Federica Pezzatti
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I punti chiave
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Se l’intelligenza artificiale è considerata la seconda minaccia dopo il clima persino dai 1.470 leader del World Economic Forum, che ritengono che la disinformazione generata dall’Ia possa causare una crisi materiale su scala globale, c’è anche l’altra faccia della medaglia.
L’Ia rappresenta un alleato potente per il settore assicurativo, offrendo la possibilità di contrastare le frodi. Sempre più agevolmente la tecnologia fornisce strumenti per confrontare le informazioni di cartelle cliniche e altri documenti e intercettare fin dall’apertura del sinistro eventuali incongruenze o serialità. Esistono sistemi che consentono di analizzare in tempi lampo migliaia di elementi per appurare, per esempio, se un testimone oculare ha precedenti per truffe.
Legame tra frodi e prezzo Rc Auto
Il tema di stretta attualità è stato approfondito il 21 marzo 2024 in un webinar organizzato dall’Italian Insurtech Association (Iia), dal titolo “Evoluzione dei controlli antifrode nell’era dell’Ia: strategie e implementazione” a cura di expert.ai e di Deloitte. Le frodi assicurative, in Italia, colpiscono principalmente il ramo dell’Rc auto che rappresenta il 70% delle truffe. Questo problema è molto conosciuto, ma poco dibattuto e inoltre pesa sul caro tariffe e quindi anche su tutti gli automobilisti onesti: se il costo di sinistri aumenta (anche a causa delle frodi) pure i premi della polizza salgono.
Combattere le frodi con intelligenza “umana” ha un costo molto elevato per le compagnie e, tra l’altro, non sempre è possibile incastrare le reti di truffatori (delle organizzazioni che purtroppo talvolta coinvolgono anche avvocati, medici e altri professionisti di settore).
L’Archivio integrato antifrode Ivass dà un grande aiuto e le Procure della Repubblica stanno realizzando numerose alleanze per condividere i dati, ma la strada è ancora lunga (in Italia si smaschera solo il 13% delle frodi contro il 20%-25% del Regno Unito). In questo contesto l’intelligenza artificiale può dare una mano che le compagnie sono sempre più propense ad accettare, investendo in nuovi sistemi informatici.


