CAMPANIA

Seapower nel pool di ricerca sul nuovo eolico off shore

La startup nata nella Federico II realizzerà un rotore che dovrà rendere le pale in Sardegna efficienti come quelle del nord Europa

di Davide Madeddu

 Pale eoliche offshore

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L’energia arriva dal vento che soffia sulle coste. In Campania parte la sfida (che guarda appunto anche alle coste della Sardegna): costruire pale eoliche di ultima generazione capaci di sviluppare energia dal vento. A portarla avanti è la Seapower, società consortile a responsabilità limitata, nata come gruppo di ricerca all’interno dell’Università Federico II di Napoli, che da circa 30 anni opera nel settore della ricerca applicata alle fonti di energia rinnovabile.

Un’azienda che presta attenzione al mondo dell’offshore, cui sta dedicando particolare interesse, e allo sviluppo tecnologico di impianti eolici galleggianti, anche partecipando a progetti europei. All’orizzonte c’è, infatti, la transizione energetica e lo sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili. «I siti con la migliore ventosità in Italia sono localizzati ad Ovest della Sardegna – premette Domenico Coiro, Presidente di Seapower e docente presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale, divisione Aerospaziale, dell’Università Federico II di Napoli – ma, purtroppo, la velocità media del vento sulle nostre coste è comunque minore di quella propria del Nord Europa e ciò rende il costo dell’energia prodotta da noi più alto. E’ quindi particolarmente importante ottimizzare i rotori e le piattaforme galleggianti per ridurre i loro costi e quindi rendere competitivi dal punto di vista economico anche i siti con minore ventosità».

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Da qui scaturisce la necessità di portare avanti nuovi progetti che possano sfruttare le opportunità delle rinnovabili. Proprio in questo contesto nasce il progetto Floatfarm, finanziato dall’Unione Europea, con un contributo di 6 milioni, per la durata di quattro anni.

A sostenere l’iniziativa è un consorzio costituito da 18 partner composto da enti pubblici e privati di diversa dimensione e con sede in 8 diversi Paesi europei e che comprendono l’Università di Berlino – TUB, l’Università degli Studi di Firenze, l’École Centrale de Nantes, l’Università di Delft TUD dell’Olanda, l’Universiteit Gent del Belgio, l’Università Tecnica Danese DTU, il CNR italiano, altre piccole aziende e il consorzio italiano di ricerca SEAPOWER Scarl. Obiettivo del progetto è ottimizzare le turbine eoliche galleggianti di grandi dimensioni e la loro integrazione in grandi campi eolici sull’acqua, riducendo i costi di generazione ed aumentando la produzione energetica, limitando il più possibile l’impatto sull’ambiente marino.

«Il progetto prevede diversi obiettivi specifici – argomenta il presidente Coiro –. In relazione alle turbine isolate saranno investigate diverse tecnologie, che spaziano dalla progettazione specifica del rotore per siti a bassa ventosità, allo studio di tecnologie innovative per il rotore, il generatore e i sistemi di controllo; in relazione allo sviluppo di fattorie eoliche galleggianti, saranno prese in esame diverse soluzioni innovative, che si estendono dallo sviluppo di sistemi di ormeggio innovativi, alla riduzione degli effetti delle interazioni di scia».

Le attività svolte da Seapower nell’ambito del progetto sono legate a due diverse aree di ricerca. Inizialmente, Seapower collaborerà allo sviluppo di un rotore innovativo di grandi dimensioni, orientato ad operare in siti a bassa ventosità, con l’obiettivo di ridurre i costi di realizzazione e aumentare la produzione energetica, utilizzando un approccio basato su analisi accoppiate aerodinamiche e strutturali. Inoltre, Seapower «sarà responsabile e coordinerà una attività che avrà l’obiettivo di sviluppare una procedura di valutazione tecno-economica di una turbina galleggiante facente anche parte di una fattoria di molte unità».

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