Calzature «storiche»

Sentier reinventa gli «scarponi» d’autore

Il brand nato quasi per gioco oggi vende da Aspen a Reykjavik, passando per boutique italiane di montagna e di città

di Paola Dezza

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Un prodotto di qualità apprezzato all’estero, tanto che si può trovare in città come Reykjavik, Aspen e Arles. Roberta Segantin per il suo brand “Sentier” ha scelto di riprodurre un modello storico di pedule, stivaletti tipici per camminate in montagna, e affiancarle a friulane che non passano inosservate. Da allora il brand è cresciuto e ha permesso a Roberta di inaugurare collaborazioni virtuose e una serie di guide sulle località italiane più note di montagna, da Courmayeur a Cogne, da Cortina a Cervinia.

«È una attività nata quasi per gioco e poi cresciuta negli anni - racconta Roberta -. Quando ancora eravamo fidanzati, un giorno mio marito è venuto in moto a un appuntamento e aveva indosso delle pedule meravigliose acquistate molti anni prima. Da quel momento è scattata una ricerca spasmodica dell’artigiano che le aveva realizzate. L’ho trovato a Montebelluna (Roberta vive e lavora a Treviso, ndr) e da tre anni ormai mi dedico a questa produzione».

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È una linea interamente realizzata nella zona dove Roberta risiede, con pellami “Made in Italy”, una produzione limitata perché fatta a mano. La scelta da subito è stata di affiancare i due canali di vendita, negozi e online. «Quest’ultimo con la pandemia è cresciuto moltissimo - dice Roberta -. Per quanto riguarda i negozi, siamo presenti soprattutto in punti vendita in località di montagna, da Corvara a Limone Piemonte, da Bolzano a Cortina d’Ampezzo, passando però per boutique di Firenze, Bergamo, Como, Vicenza e altre città italiane».

Le pedule sono di un unico modello, cambiano però i materiali, dalla pelle d’alce al bufalo fino alla crosta nepal (uno scamosciato).

Ogni anno “Sentier” produce circa mille pezzi di pedule e altrettanti di friulane. Queste ultime vengono realizzate in stoffe e velluti ricercati. «Il velluto in particolare è più slavato di quello classico e ha un effetto non regolare - spiega Roberta -. Sono velluti realizzati da una azienda toscana, ma facciamo anche friulane in tweed dei loden e in velluto a coste in 17 varianti di colore».

Una collaborazione è quella con Mimi Thorisson, famosa food blogger che vive oggi nella campagna francese del Medoc, dopo essere cresciuta tra Hong Kong e Parigi. Per lei sono state create friulane con le sue iniziali.

Dal libro “Alpine Cooking” di Meredith Erickson sono invece stati tratti i racconti e le ricette della Guida Alpina.

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