«Serve un nuovo Patto per garantire la tutela della risorsa idrica»
Il progetto. Le risultanze del lavoro promosso dalla Autorità di Bacino del Distretto dell’Appennino Meridionale (Pon Legalità 2014-2020) sul bacino che rifornisce la Campania che disseta anche la Puglia
di Vera Viola
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«Il lavoro e lo studio realizzati sullo stato del sistema idrico dell’Appennino Meridionale hanno consentito di acquisire un importane patrimonio di conoscenze sull’opera idraulica che ricade nel territorio del Distretto dell’Appennino Meridionale e di installare un sistema di monitoraggio avanzato della risorsa idrica. Ora è necessario passare alla “fase 2”, quella della gestione del sistema di monitoraggio installato e della attuazione degli interventi. Per fare tutto ciò è necessario che continui la preziosa collaborazione che ha contraddistinto finora il nostro lavoro». Parole di Leonardo Cascini, già professore ordinario presso l’Università di Salerno e coordinatore dello studio promosso dall’Autorità di Bacino del Distretto dell’Appennino Meridionale. Cascini vanta una lunga esperienza avendo avuto un ruolo significativo dopo l’alluvione di Sarno e Quindici del ’98, e dopo gli eventi che hanno flagellato il comune di Casamicciola sull’isola di Ischia. E in numerosi altri casi in cui l’acqua ha rappresentato la causa di una calamità o un pericolo da gestire. L’ultimo progetto a cui ha lavorato è, appunto, quello che ha messo sotto i raggi x l’area pilota del Gruppo Sorgivo di Cassano Irpino. Passare dal progetto alla sua attuazione, adesso è più che un auspicio per il professore Cascini.
Cosa serve, professore, perchè l’opera arrivi a conclusione?
È necessario che continui la collaborazione istituzionale tra soggetti pubblici e privati già sperimentata e in particolare con Acquedotto Pugliese e Carabinieri. Il ruolo dei Carabinieri è fondamentale per la salvaguardia dell’opera idraulica da pericoli antropici, laddove gli studi ne hanno evidenziato una certa la vulnerabilità. Lo è quello dell’Acquedotto Pugliese.
Come affrontare questa nuova fase allora?
Io penso che servirebbe un nuovo Patto tra tutti i soggetti, e sono numerosi, che finora hanno collaborato con l’Autorità di Bacino all’attuazione del progetto. Tra questi, oltre ai Carabinieri e ad Acquedotto Pugliese, mi riferisco agli esperti dell’Università, alle Società di Ingegneria di rilievo internazionale che hanno sviluppato numerose attività e così via. L’Università, si sa, è incline a chiudersi in sè stessa. È necessario che ci sia qualcuno che Le chieda di contribuire.


