Settore nautico, prospettive di sviluppo per il sistema regionale delle Marche
Il settore vanta un fatturato che nel 2022 ha superato il miliardo di euro di cui oltre il 90% in export
di Daniela Casciola
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Il Forum «Le Marche: la regione delle navi di lusso», che si è svolto ad Ancona il 28 novembre, ha messo in luce la forza del settore nautico marchigiano. Nell’occasione è stato riproposto uno studio dell’Università Politecnica delle Marche, presentato lo scorso 15 settembre, durante il Cannes Yachting Festival, l’iniziativa di settore alla quale la Regione Marche, insieme ad Atim (Agenzia per il turismo e l’internazionalizzazione delle Marche) e all’Associazione Marche Yachting & Cruising presieduta da Maurizio Minossi ha partecipato dal 12 al 17 settembre. Dalla ricerca emerge che il fatturato del settore nel 2022 ha superato il miliardo di euro di cui oltre il 90% in export.
Con 3.309 addetti la regione Marche si colloca al quarto posto tra le regioni leader di settore in Italia (primo Paese Ue per addetti nella costruzione di navi e imbarcazioni), con un’occupazione con l’indotto stimata in 10.000 addetti. L’industria regionale della nautica da diporto è specializzata nel settore yachting (67%), grandi yacht di lusso, super yacht, manutenzione.
Il Cluster dedicato, Marche Yachting & Cruising, raggruppa 25 realtà tra cantieri, designer, contractor di interni, componenti tecnici, impiantisti, servizi e istituzioni. Aziende che, con la loro attività, hanno fatto delle Marche uno dei principali distretti di riferimento per il lusso sia degli yacht che delle navi da crociera. Numeri incoraggianti che possono costituire un volano per ulteriore sviluppo. Tra gli spunti emersi durante l’evento, infatti, c’è quello di lavorare sul miglioramento dell’infrastruttura dei Marina nell’Adriatico per poter accogliere il maggior numero di grandi yacht, sfruttare le opportunità dell’entroterra marchigiano per attrarre il turismo nautico di lusso, destagionalizzare il turismo nautico elaborando l’offerta invernale per gli equipaggi che si trovano nelle Marche durante il periodo autunno-inverno.
Sei i porti nelle Marche: Pesaro, Fano, Ancona, Civitanova Marche, Porto San Giorgio, San Benedetto del Tronto. Tralasciando i porti di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale, dall’incontro è emerso che i porti di Fano, Civitanova e Porto San Giorgio hanno grandi potenzialità di sviluppo legato alla nautica di lusso e per la realizzazione di ormeggi per grandi yacht. Una opportunità considerando che, come emerso dallo Studio Ambrosetti «L’impatto socio-economico della nautica professionale di Genova», l’impatto economico totale equivalente per presenza giornaliera di yacht da 36-50 metri è stimato in 6.397 euro. E che dei 716 posti barca oltre 24 metri in Adriatico, 65 nelle Marche e 35 a Porto San Giorgio.
La Regione Marche è attenta e partecipe alle azioni a supporto del settore nautico, fiore all’occhiello del sistema produttivo regionale. Lo dimostra la costituzione, lo scorso 23 novembre, di un tavolo di confronto nato per avviare un dialogo costruttivo sulle prospettive di crescita basato sul confronto pubblico-privato come era stato annunciato al Salone nautico di Cannes.Nell’occasione l’assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Maria Antonini aveva evidenziato che «La Giunta regionale, fin dal suo insediamento, ha fortemente creduto nelle potenzialità del comparto della nautica, sostenendone l’evoluzione industriale verso l’innovazione, l’attrazione degli investimenti e la sostenibilità energetica. Solo nella sinergia tra pubblico e privato questo settore strategico potrà ulteriormente crescere, valorizzarsi e trainare la nostra regione verso la ripresa e il rilancio economico, aprendo nuove possibilità di internazionalizzazione per l’economia marchigiana, di visibilità internazionale e anche di attrazione turistica». Un tavolo che ha condiviso alcune strategie di sviluppo utili per il settore in quanto il distretto nautico genera ricadute enormi a livello economico, ma ha anche problemi di crescita, come sottolineato da Vincenzo Garofalo, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale. «Oggi c’è maggiore consapevolezza di quanto valga il comparto, ben oltre il proprio valore industriale. Ma è una crescita limitata dalla capacità di garantire un’adeguata ospitalità nautica. Poiché le Marche hanno una serie di porti gestiti da enti diversi e da privati, è utile ragionare, sempre più, in termini di rete».

