SevenData, la sartoria dei dati si prepara per nuove acquisizioni
L’azienda sta lavorando all’ingresso di un fondo PE per spingere la crescita: l’obiettivo è superare i 30 milioni entro il 2026-27
di Giovanna Mancini
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«Ci definiamo una MarTech company, perché quella che abbiamo costruito da zero in questi sei anni è una realtà che opera nell’ambito del data marketing e della business information attraverso una forte componente tecnologica, che ci distingue dai competitor e che ci ha permesso in questi anni di crescere a ritmi del 30-35% annuo, superando quest’anno gli 8 milioni di euro di fatturato».
Fabrizio Vigo, un passato da manager nel settore big data e nel direct marketing, ha piani ambiziosi per l’azienda che ha fondato nel 2018 assieme ad altri sei professionisti del settore, e di cui oggi è amministratore delegato. L’obiettivo è superare i 30 milioni entro il 2026-2027 e questo traguardo sembra tutt’altro che azzardato se si guardano le premesse. Non solo i ritmi di crescita mantenuti finora, ma anche l’interesse che l’azienda sta suscitando tra gli investitori, come dimostra ad esempio l’ingresso nel suo capitale di Intesa Sanpaolo, che dallo scorso giugno ne detiene il 4,8% delle azioni, a seguito della conversione del prestito Impresa per le start up innovative effettuato dalla banca. Tra gli altri azionisti, oltre allo stesso Vigo che controlla il 20% del capitale, si segnalano anche H6D (la holding creata dai sei professionisti co-fondatori della società, che ha il 6%), Kompass Sa (32%) ed Edrom (17%).
«Siamo una realtà Specializzata nel raccogliere dati e costruire valore attorno ad essi, rendendoli disponibili per i nostri clienti – spiga il ceo –. Quello che ci caratterizza è il ricorso a dati da fonti non solo ufficiali, ma anche alternative, come portali web, siti corporate delle aziende, informazioni territoriali e statistiche, ma soprattutto l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e del machine learning per la loro elaborazione. Questo ci consente di qualificare i nostri contenuti, di fare valutazioni del merito creditizio attendibili, oltre a un’analisi approfondita e su misura a livello di specifici settori e territori». Facendo leva sui dati SevenData lavora su tre aree di business dei suoi clienti: marketing e vendite; digital; valutazione del merito creditizio. È stata creata un’unica piattaforma integrata per queste tre aree, attraverso cui i clienti possono accedere alle informazioni in maniera autonoma. Ma SevenData può fornire anche dati o soluzioni personalizzati. «Siamo al tempo stesso un supermercato, a cui il cliente può prendere direttamente quello che cerca, e un sarto che costruisce soluzioni su misura – dice Vigo –. Questa versatilità è una caratteristica che è stata molto apprezzata».
Oggi l’azienda conta circa 60 dipendenti e 1.300 clienti. Nel corso di questi sei anni, SevenData ha avviato una serie di operazioni, che ne hanno ampliato e consolidato le aree di attività: ha sviluppato la piattaforma BusinessScan, dedicata all’analisi delle variabili finanziarie delle imprese. Nel 2020 ha acquisito dal gruppo Triboo (Digital Transformation Factory quotata a Milano) il ramo d’azienda ShinySat, piattaforma italiana di web analytics e marketing automation. A fine 2021, infine, ha acquisito il 60% del capitale di KFE, realtà specializzata nella realizzazione di sistemi decisionali per l’analisi del rischio di credito. Questo percorso di crescita ha richiesto importanti investimenti iniziali, necessari anche a costruire i data base, l’infrastruttura tecnologica e la rete di vendita: «Abbiamo investito circa 10 milioni di euro da quando siamo nati – precisa Vigo –. Circa il 60% è stato raccolto come Equity dai fondatori, il resto proviene soprattutto da leva bancaria».
Ora che si è trasformata a tutti gli effetti da start up innovativa a impresa innovativa, con un Ebitda di circa 2 milioni, e che si avvicina al breakeven, SevenData si prepara a un deciso cambio di passo, per raggiungere gli ambiziosi obiettivi già citati. Il settore del resto, sopra la soglia di breakeven ha una elevata leva operativa, grazie a una stabilità dei costi di struttura e investimento, a fronte di una rapida crescita della marginalità.

