Primarie Pd a Roma e Bologna. Ampio successo per Gualtieri e Lepore. Letta: scommessa vinta
Nella capitale hanno votato in 45mila. Gualtieri: «Ora tutti uniti per rilanciare Roma». Lepore: «Bologna città più progressista d’Italia»
3' min read
I punti chiave
3' min read
Primarie Pd dall’esito scontato: scrutini e voto online certificano un’affermazione ampia per i due candidati favoriti a Roma e Bologna: Roberto Gualtieri e Matteo Lepore.
Circa 45mila i votanti alle primarie di Roma (erano 23mila alle 13 e 37mila alle 19), ai quali se ne devono aggiungere 3mila online. Ben oltre quota 20mila i votanti a Bologna dove dieci anni fa furono 28mila per incoronare l’attuale sindaco Virginio Merola. Nella capitale ha votato verso le 17 il segretario Pd Enrico Letta che ha parlato di «grande affluenza» e di «festa della democrazia e partecipazione». In serata, quando i risultati si stavano delineando il segretario ha aggiunto: «Scommessa vinta: con successo Lepore-Gualtieri avevamo ragione».
Gualtieri: ora tutti uniti per rilanciare Roma
La sfida tra candidati e la posta in gioco, nella capitale e nella città delle due torri, sono diverse ma ugualmente cruciali per il Pd e per le alleanze nel centrosinistra. Se a Roma l’esito era scontato per l’ex ministro Roberto Gualtieri, molto più agguerrita è stata la campagna elettorale dei due candidati bolognesi: l’assessore Pd Matteo Lepore(vicino al sindaco uscente Virginio Merola) e la sindaca di San Lazzaro di Savena, Isabella Conti, vicina a Iv e a Matteo Renzi ma che si è presentata come indipendente, attirando anche pezzi della minoranza dem locale.
«Adesso tutti uniti, da domani si lavora per rilanciare Roma», dice Roberto Gualtieri, incoronato dalle primarie del centrosinistra come candidato sindaco di Roma.
Campo del centrosinistra “affollato”
Anche dopo le primarie, per la sfida del Campidoglio il campo del centrosinistra resterà affollato visto che contro il ticket del centrodestra Michetti-Matone corrono anche Carlo Calenda e Virginia Raggi, la sindaca M5s rimasta in sella per tentare il bis nonostante le pressioni a lasciare in nome dell’alleanza nazionale Pd-M5s.
