Sgs arretra a Zurigo, tratta fusione con la francese Bureau Veritas
L'operazione era un "pallino" di Sergio Marchionne, quando era ad del gruppo svizzero. Per i broker avrebbe una logica ma c'è il nodo delle quote di mercato
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Sgs - numero uno mondiale dell’ispezione e delle certificazioni - arretra alla Borsa di Zurigo, dopo la conferma delle trattative per una fusione con la francese Bureau Veritas - numero tre del settore -, che invece si avvantaggia dell’annuncio a Parigi. Sempre nel settore di test e certificazioni, a Londra brilla Intertek, che secondo gli analisti potrebbe trarre indirettamente vantaggio da un’eventuale fusione delle due concorrenti.
«A seguito dei recenti commenti dei media, Sgs indica di essere in trattative con Bureau Veritas in merito a un potenziale aggregazione. Non può esserci alcuna garanzia che queste discussioni portino a una transazione o a un altro accordo. Sgs non commenterà ulteriormente e comunicherà a tempo debito», si legge nel breve comunicato diffuso dalla società elvetica. La fusione tra i due gruppi porterebbe alla creazione di un colosso da oltre 30 miliardi di franchi di capitalizzazione di Borsa. Sgs ha una valore di mercato di 17,6 miliardi di franchi, mentre Bureau Veritas ha una capitalizzazione di 13,5 miliardi di euro. Nel 2023, Sgs ha realizzato un fattutrato di 6,6 miliardi di franchi, con un utile operativo di 971 milioni. I ricavi di Bureau Veritas hanno totalizzato 5,6 miliardi di euro, con un risultato operativo di 824,4 milioni. «Bureau Veritas e Sgs si corteggiano da anni e la loro integrazione era uno dei progetti, anzi l’ossessione di Sergio Marchionne (che è stato Ceo di Sgs e artefice del suo rilancio, ndr) più di 20 anni fa», ricordano in un commento gli analisti di Vontebel, rilevando che ci sono stati colloqui in proposito anche in passato, ma senza esito.
Secondo gli analisti di Bernstein, un potenziale accordo tra Sgs e Bureau Veritas ha una sua logica, ma potrebbe presentare complicazioni in termini di quote di mercato, sollevando preoccupazioni tra gli investitori quanto alla potenziale sovrapposizione di clienti, all’incertezza derivante da questioni antitrust in alcuni mercati e sull'adattamento culturale, strategico e manageriale. Anche per gli analisti di Rbc Capital Markets, una potenziale fusione tra la svizzera Sgs e la francese Bureau Veritas potrebbe avere «senso in linea di principio». La proposta avrebbe anche aspetti difensivi, perché si prevede che le condizioni di mercato diventino più difficili nei prossimi 12-18 mesi, affermano i ricercatori della banca canadese, rilevando che il mercato globale dei test, delle ispezioni e delle certificazioni è molto frammentato, considerando che i principali operatori del settore detengono un quarto del mercato e Sgs e Bureau Veritas hanno quote di mercato a una sola cifra. Questo significa che c'è spazio per un consolidamento.

