Immigrazione

Sì del Consiglio dei ministri al decreto legge sui migranti, 19 Paesi sicuri nella nuova lista

L’elenco dei Paesi sicuri, «recependo le indicazioni della recente sentenza della Corte di giustizia Ue», è stato rivisto oggi con la norma licenziata dall’esecutivo e verrà aggiornato periodicamente, sempre mediante atto avente forza di legge

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Disco verde del Consiglio dei ministri a un decreto legge in materia di migranti. L’elenco dei Paesi sicuri, «recependo le indicazioni della recente sentenza della Corte di giustizia Ue», è stato rivisto oggi con la norma licenziata dall’esecutivo e verrà aggiornato periodicamente, sempre mediante atto avente forza di legge. In particolare, sono stati rimossi gli Stati rispetto ai quali erano previste «eccezioni di carattere territoriale» (Camerun, Colombia e Nigeria). Il nuovo elenco è ora contenuto in un provvedimento con forza e valore di legge, si spiega, «per evitare possibili disapplicazioni fondate su interpretazioni della “Direttiva accoglienza” (la quale, tra l’altro, non appare “dettagliata e incondizionata”), rimettendo il suo recepimento ai singoli Stati membri)».

Piantedosi: norma primaria contro ondivaga interpretazione

La lista dei Paesi sicuri «diventa norma primaria e consente ai giudici di avere un parametro rispetto ad un’ondivaga interpretazione. Abbiamo avuto diverse centinaia di casi precedenti di decisioni che non condividiamo e abbiamo legittimamente impugnato. Adesso è norma di legge e offriamo una valutazione fatta per legge». Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Palazzo Chigi. «Il provvedimento normativo va in linea con quello che ha stabilito la Corte di giustizia europea tanto è vero che abbiamo espunto dall’originario elenco tre Paesi proprio perché c’era un’eccezione territoriale, perché si era valutato che presentavano in alcune parti del territorio qualche problema che non li faceva considerare sicuri». La linea dell’esecutivo è netta. «Se leggiamo i provvedimenti del Tribunale di Roma di qualche giorno fa, il meccanismo dei rimpatri semplicemente non esiste più e dovremmo rendere conto in sede europea del perché non tuteliamo i nostri confini, che sono confini europei», aggiunge in conferenza stampa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

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Nordio: i giudici non potranno disapplicare la nuova legge

Non ha dubbi sull’efficacia reale delle modifiche il ministro della Giustizia Carlo Nordio. «Nel momento in cui l’elenco dei Paesi sicuri è inserito in una legge, il giudice non può disapplicarla. Tenderei ad escludere che possa disapplicarla. A maggior ragione questa sentenza della Corte di giustizia europea non è una direttiva e non è vincolante in via generale astratta, ma mette dei paletti rigorosi in relazione ad un caso estremamente bizzarro e sul quale ha posto quei requisiti al fine dell’eventuale estensione del concetto di Stato non sicuro, che però deve essere motivato».

Imprese, ok a schema Dlgs su incentivi

Nel corso della riunione il Consiglio dei ministri ha poi approvato lo schema di decreto legislativo sul Codice degli incentivi, in attuazione della legge sulla revisione del sistema delle agevolazioni alle imprese. La riforma, si lege in una nota del Mimit, è volta a riordinare l’offerta degli incentivi statali, rafforzando il coordinamento tra amministrazioni centrali ed enti locali e a risolvere la complessità e l’inadeguatezza delle attuali procedure e della relativa strumentazione tecnica. Con l’adozione, per la prima volta nell’ordinamento, di un Codice degli incentivi, viene avviato «un progetto di grande impatto, che supera la frammentazione registrata in materia per realizzare un sistema di regole compiuto e organico, che anche la Commissione europea ha sostenuto, inserendo la riforma nell’ambito della revisione del Pnrr e del recepimento del capitolo dedicato a Repower Eu, individuandola come una possibile best practice a livello europeo».

«È la prima volta che l’ordinamento italiano si dota di un testo in grado armonizzare al suo interno tutte le principali norme che governano i procedimenti di incentivazione: è una riforma storica per il sistema Italia con la partecipazione di tutti gli attori, uniti nel facilitare l’attività delle imprese», dichiara il ministro per le Imprese, Adolfo Urso. «Abbiamo lavorato in sinergia e in concertazione con la Commissione Sviluppo Economico della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome per bloccare la frammentazione degli attuali strumenti agevolativi, razionalizzando l’offerta. Le sfide globali di oggi – ha proseguito Urso - hanno bisogno di risposte mirate e coerenti con un sistema di sostegni che deve sempre più rappresentare un corpus organico di regole».

Codice dei contratti pubblici, sì al correttivo

Via libera anche al correttivo al Codice dei contratti pubblici. Il testo è frutto di una consultazione che il Mit ha promosso lo scorso luglio e che ha coinvolto 94 stakeholders, di cui 77 operatori privati e 17 soggetti pubblici, che hanno presentato circa 630 contributi, spiega il ministero. Il provvedimento introduce così alcune correzioni a sostegno degli investimenti pubblici, con un focus su dieci macro-temi principali, tra cui equo compenso, tutele lavoristiche, digitalizzazione, e revisione prezzi. Si tratta di un dossier seguito con particolare interesse dal vicepremier e ministro Matteo Salvini. I punti salienti del decreto correttivo sono: per l’equo compenso vengono introdotti due meccanismi per garantire i principi dell’equo compenso al settore dei contratti pubblici. Per gli affidamenti diretti, è garantito un minimo dell’80% del corrispettivo previsto; per le procedure di gara, si tutela l’equo compenso con meccanismi di calmierazione del peso dei ribassi che possono essere formulati sul 35% del corrispettivo, con un risultato sostanziale assimilabile a quello degli affidamenti diretti; Tutele lavoristiche: è confermata l’applicazione di un unico contratto collettivo nel bando di gara, con nuove linee guida per consentire alle stazioni appaltanti di individuare correttamente il contratto applicabile e per calcolare l’equipollenza delle tutele in caso di ricorso ad un diverso contratto. Revisione prezzi: si chiarisce il rapporto tra revisione prezzi e principio dell’equilibrio contrattuale; si introduce inoltre un nuovo allegato per attuare le clausole di revisione dei prezzi sia nel settore lavori che nel settore servizi e forniture in maniera omogenea e con tempi certi; Incentivi ai dirigenti RUP: esteso l’incentivo tecnico anche ai dirigenti responsabili del procedimento (Rup), superando la precedente limitazione.

Proroga di un anno emergenza Emilia Romagna e Toscana

Prorogato di dodici mesi lo stato di emergenza in Emilia Romagna e Toscana e di sei in Basilicata per il “deficit idrico”. In particolare il Governo ha deliberato, su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, la proroga dello stato di emergenza di ulteriori dodici mesi nel territorio dei Comuni di Brisighella in Provincia di Ravenna, di Castrocaro Terme e Terra del Sole, di Modigliana, di Predappio, di Rocca San Casciano, di Tredozio e della frazione di Bocconi del Comune di Portico e San Benedetto in Provincia di Forlì-Cesena, in conseguenza degli eventi sismici verificatisi il 18 settembre del 2023. Il provvedimento, che non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, fa seguito a uno stanziamento complessivo di 13 milioni e 950 mila euro, ed è finalizzato a consentire l’attuazione delle misure necessarie al superamento della situazione emergenziale. Si proroga inoltre lo stato di emergenza di ulteriori dodici mesi anche nel territorio delle Province di Firenze, Livorno, Pisa, Pistoia e Prato, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici avvenuti a partire dal giorno 2 novembre 2023 e, nel territorio delle Province di Massa-Carrara e di Lucca, a seguito delle avverse condizioni meteorologiche verificatesi a partire dal 29 ottobre 2023. A seguito di detti eventi il governo ha già stanziato 122 milioni e 200 mila euro complessivi. La delibera non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica ed è finalizzata a consentire l’attuazione delle misure necessarie al superamento della situazione emergenziale. A seguito del grave deficit idrico in atto, è stato deliberato lo stato di emergenza di sei mesi per il territorio della Regione Basilicata servito dallo schema del Basento-Camastra. Si autorizza inoltre lo stanziamento di 2 milioni e 500 mila euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali, per l’attuazione dei primi interventi. Si procederà con ordinanze del Capo Dipartimento di Protezione civile, acquisita l’intesa della Regione e in deroga ad ogni disposizione vigente.

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